
Torna il ciclo di convegni organizzati dallo Sport Five Putignano con l’intento di informare per formare genitori ed addetti ai lavori su alcune problematiche riguardanti l’attività sportiva giovanile. L’argomento affrontato è stato l’abbandono dello sport in età pre-adolescenziale e adolescenziale, supportato da un’analisi sperimentale effettuata dalla Dott.ssa Antonella Bianco, giovane putignanese laureata in Scienze Motorie nonché tirocinante presso lo Sport Five sia nella scuola calcio che nel progetto “Tutti in campo” riguardante le scuole elementari. Attualmente la dottoressa si sta specializzando a Roma, all’Università del Foro Italico in Sport e salute. Accanto a lei il prof. Nico Bianco, Responsabile del Settore Giovanile dello Sport Five Putignano ha raccontato alcuni aneddoti circa la sua esperienza con i giovani atleti.
La tematica del Drop-Out (escludersi volontariamente) è poco percepita poiché si pensa che sia normale lasciare lo sport, mentre spesso i genitori tendono ad assecondare il loro figlio nell’abbandono oppure lo costringono a proseguire non riuscendo a percepire il disagio del bambino, sbagliando in entrambi i casi.
Si è poi passati alla presentazione dei risultati della ricerca effettuata dalla Dott.ssa Bianco su un campione rappresentativo della Provincia di Bari, comprendente 574 studenti di scuola superiore più 100 persone che hanno abbandonato il calcio in un’età compresa tra i 14 ed i 19 anni. I risultati evidenziano un 25% di abbandono da parte dei ragazzi e circa il 50% delle ragazze.
La Dott.ssa Bianco ha poi voluto capire per quali motivi un adolescente è spinto a lasciare la pratica sportiva ed il 56% delle risposte sono cadute sulla scuola. L’istruzione è la principale causa di abbandono sia nel caso in cui il ragazzo non si applichi, sia per l’eccessivo carico di studio.
Tuttavia la relatrice propone alcuni metodi di prevenzione al Drop Out rivolti perlopiù agli allenatori, metodi non necessariamente basati sulla psicologia o sulla scienza, bensì dettati anche solo dal semplice buon senso e dall’utilità. Primo tra tutti la comunicazione, che deve essere sempre chiara e precisa, mai equivoca. Associati alla comunicazione verbale ci sono i gesti e la gestione dello spazio, come ad esempio parlare col gruppo riunito in cerchio, che pUò avere grande importanza in quanto significa essere tutti sullo stesso piano, un po’ come la tavola rotonda.
Si prosegue poi con la Path-Goal Theory, ovvero l’allenatore deve tenere bene a mente il proprio comportamento nelle varie circostanze, deve continuare ad essere il leader del gruppo e a mantenerne le redini anche nei momenti più difficili.
La parte del Goal Setting è forse una delle più importanti in questo processo di prevenzione poiché consta nel prefiggere degli obiettivi precisi a breve, medio e lungo termine in modo da poter valutare i progressi sia dell’intero gruppo, ma anche dei singoli soprattutto se l’allenatore ha dei collaboratori nell’educazione dei ragazzi. In questo senso assume una valenza importante anche l’autovalutazione, capire e far capire che i risultati si raggiungono solo con un costante impegno.
Infine, soprattutto i giovani che si apprestano a diventare professionisti, ricorrono al lavoro sugli stati emozionali che possono sopraggiungere prima e dopo una competizione e la visualizzazione con l’ausilio di supporti tecnologici degli errori nel tentativo di poterli correggere nella maniera migliore possibile.
L’unica nota stonata è stata l’assenza di tutte le altre società sportive putignanesi, prim’ancora che limitrofe. Lo Sport Five non organizza questi incontri per farsi bello di fronte a tutti, la stessa società non si ritiene certo una realtà perfetta, vuole soltanto dare la possibilità a se stessa ed alle altre associazioni sportive di poter capire quali errori si possono commettere nella gestione di uno o più gruppi, consentendo alle stesse di poter trarre consigli utili da esperti del settore. L’auspicio è quello di avere più partecipazione degli addetti ai lavori nei prossimi incontri, così da poter sperare in Putignano come isola felice dello sport.
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