A distanza di due giorni dall’accaduto, abbiamo il piacere di parlare con Lorenzo Morini, ex allenatore delle categorie Under 21, Juniores ed Allievi del Promomedia Sport Five.
Morini si sfoga in una lunga intervista, in esclusiva, con noi di PutignanoWeb e ci racconta vari retroscena della sua breve avventura putignanese. Un Morini deluso dalla società, ma entusiasta di città, tifosi e giocatori. Questi ultimi, come leggeremo, sono andati a salutare il loro allenatore sotto casa con le lacrime agli occhi, ciò fa capire quanto abbia trasmesso Lorenzo Morini ai propri ragazzi in soli 3 mesi di lavoro. Ecco l’intervista integrale, ringraziamo vivamente Morini per la grande disponibilità:
- Lorenzo, veniamo subito al dunque: spiegaci cosa è successo nella giornata di martedì...
"Già nella giornata di lunedì il ds Pino Napoletano, con il solito tono minaccioso e inopportuno, mi aveva convocato per un incontro per il giorno dopo per discutere di alcuni problemi, quali il troppo uso di materiale medico nei miei settori. Una volta iniziato il colloquio, il dg Sannazzaro e il ds Napoletano stesso, altro non hanno fatto che comunicarmi che avevano deciso di interrompere il rapporto di lavoro con effetto immediato, per colpa di troppe lamentele da parte di tanti ragazzi del settore giovanile e dei loro genitori riguardo la mia gestione. Certo che trovare on-line un comunicato sulla mia sostituzione, dopo pochi minuti averlo saputo di persona, mi ha lasciato alquanto dubbioso."
- Quali sono stati i motivi del tuo allontanamento?
"La scusa del mio allontanamento, come già detto, è stato il malcontento di tanti ragazzi e tanti genitori, nonché una scarsa armonia tra allenatore e società. Certo non ho mai creduto a ciò, i 45 dei 48 ragazzi presenti sotto casa mia martedì sera coi lacrimoni agli occhi per salutarmi ne sono la conferma. Non credo sia stato molto corretto incolpare di ciò i ragazzi stessi, nè tirare in ballo incolpevoli genitori che, pagando mensilmente la retta della scuola calcio, ripongono in questa società una fiducia forse troppo grande."
- Ti aspettavi una decisione del genere?
"No. Mi aspettavo piuttosto un forte dibattito dove sia società che allenatore avrebbero messo dei forti paletti, ma non avrei mai pensato che la società decidesse di interrompere un progetto, che si pensava della durata di almeno sei o sette anni, dopo nemmeno tre mesi di lavoro."
- Il progetto di crescita dell'intero vivaio che ti era stato affidato, che fine farà adesso secondo te?
"Nel cestino. Cavenaghi è talmente impegnato con la prima squadra che spesso non ha tempo nemmeno per i portieri, figuriamoci sovraccaricarlo con altri tre settori, mentre mister Giannandrea aveva già abbastanza impegni con i giovanissimi di mister Mignozzi. E' inevitable che questa scelta si ripercuoterà anche sulle categorie più basse, ma almeno non ci saranno allenatori esigenti come me e la società potrà continuare indisturbata la sua raccolta di 'quote' ".
- Veniamo adesso ai tuoi, perchè loro si considerano ancora tali, ragazzi. Hai avuto modo di salutarli? Cosa gli hai detto?
- Loro continuano a lasciare attestati di stima per te su qualunque sito web tu possa leggerli, vuoi aggiungere qualcosa nel caso tu abbia già parlato con loro?
"Auguro solo un grosso in bocca al lupo e di riuscire a vincere quello che avremmo vinto insieme. Loro sono dei campioni di vita e questo conta più dei limiti tecnici che alcuni avevano. Con un cuore così si posso fare grandi cose."
- Dove sarebbero potute arrivare le tue squadre? Ed i tuoi giocatori?
"Molto, molto, molto lontano. La Juniores non dovrebbe avere problemi, quest'anno, a giocarsi lo Scudetto. Gli auguro di trionfare in Final Eight, perché se lo meritano! Gli Allievi, sono sicuro, lotteranno per il titolo provinciale fino all'ultima giornata e, anche lì, con un po' di fortuna, potranno portare a casa la vittoria finale. L'Under è ancora troppo giovane, ma il futuro non potrà che sorridergli! I miei giocatori? Ce ne sono tanti che hanno dimostrato sogni, stimoli e umiltà. Quello che ho sempre chiesto. Almeno un paio hanno la possibilità di giocare in Serie A all'apice della loro carriera, ma certo un settore giovanile così trascurato non li aiuterà molto."
- Adesso quali sono i tuoi progetti?
"Ho già avuto un colloquio con due società ed in questi giorni sarò in giro per l'Italia per alcune offerte. Poi farò un salto all'estero, perché ho un'offerta anche da fuori, ma tutto in prospettiva campionato 2011/12. Per il momento mi godo la mia famiglia e faccio il tifo per i miei ragazzi."
- Raccontaci un aneddoto particolarmente divertente accaduto durante la tua avventura a Putignano...
"A livello sportivo di divertente c'è stato poco. Ero più impegnato a comprare il materiale medico coi miei soldi, perché la società si è dimostrata assai carente in questo, e non ho mai voluto far mancare niente ai miei ragazzi. Mi sono ritrovato da solo coi ragazzini in una strada buia di campagna a piedi, perché il furgone aveva finito la benzina, senza uno straccio di dirigente che ci accompagnasse o ci venisse in soccorso. O ancora i continui bisticci interni tra dirigenti e la disperata ricerca di genitori per poter fare almeno trasferte di 3-4 km, dal momento che nessuno ha mai seguito le categorie Juniores e Allievi, che Dio solo sa che cosa paghino con quella retta mensile. Però, certo, ho capito subito dov'ero finito quando dopo 45 minuti che ero a Putignano i tifosi mi hanno tirato dentro al Giglionero gridando "Mister! Mister! Benvenuto a Putignano!". Fantastico!"
- Cosa ti resterà di questa esperienza?
"Cose belle e cose brutte. Tanto brutte. L'incapacità di chi gestisce tutto, la lontananza della società dai propri problemi, i raccomandati dello spogliatoio ed il troppo potere dato ai giocatori. Qua gli allenatori saltano come i pop corn! Il pagamento di soli 3 mesi di stipendio invece che di tutto l'anno, nel quale devo rimanere per contratto legato allo Sport Five senza poter prendere un soldo da altri. L'assoluto abbandono e menefreghismo dei miei tre settori. Se questo è il settore giovanile numero uno in Italia io sono Babbo Natale. Per fortuna ci sono tante realtà migliori in giro per l'Italia. Anche se non moltissime. Ho una lista di episodi negativi successi in tre mesi che basta per una carriera! Ma Putignano, per me, rimarrà sempre il Paese per eccellenza, il caffè offerto dai tifosi, la forte amicizia con la Torçida, il sorriso meraviglioso di una ragazza che mi ha rubato il cuore e lo straordinario rapporto coi miei favolosi ragazzi. Sono i numeri 1!"
- Pensi di poter tornare a Putignano? Una cittadina che, in breve tempo, ti ha accolto benissimo anche grazie all'aiuto della Torcida Rossoblu.
"Scherzi? Putignano è casa mia. Sono molto triste di essere ad Ancona, non mi trovo bene in questa città. Mi mancano i miei ragazzi, mi manca la Torçida, gli amici, le cornetterie pugliesi e il Giglionero! Ci tengo a sottolineare che io non mi sarei mai e poi mai allontanato dallo Sport Five, nonostante la scarsa competenza e serietà trovata. Ma avete una tifoseria meravigliosa, che non tradirò mai. Per la Torçida Rossoblù farei di tutto! Ed anche per i miei ragazzi. Tutte le volte che chiameranno, io ci sarò. Spero di tornare al più presto a sentire i cori, vedere la sciarpata e scherzare coi miei ragazzi."
Queste sono le parole di Lorenzo Morini, a voi le conclusioni. Attendiamo una risposta dalla società già oggi, durante la conferenza stampa delle 18.30.
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