Matteo Rabottini ha vinto la sua ultima gara della sua carriera da dilettante, passando alla storia della Targa del Crocifisso. La ‘classicissima del sud’, tappa del campionato italiano under 23 – classe èlite, è tornata da quest’anno al “circuito delle grotte”, un classico negli anni ’70 e nei primi 80.
Una gara di 162 chilometri, partita da Polignano a Mare, prevedeva un circuito da percorrere per ben tre volte, durante la quale si attraversa Castellana Grotte, Putignano, Conversano e Cala Corvino, in territorio di Monopoli.
Il patron della corsa Nicola Pellegrini ringrazia l’amministrazione comunale di Putignano e le forze dell’ordine putignanesi per la collaborazione. Unica pecca l’assenza di istituzioni putignanesi, sia alla premiazione, sia all’apertura della gara.
'DEVO ONORARE POLIGNANO' - Sabato pomeriggio, Matteo ha gareggiato in quel di Cesenatico. A fine gara il suo direttore sportivo lo avrebbe voluto portare con se, in Toscana. Matteo ha rifiutato l’invito: “No - avrebbe risposto al suo direttore - devo andare a onorare Polignano.”
Così, dopo gli onori, Rabottini ha conquistato Polignano: all’ultimo chilometro dell'intera corsa (il 161esimo Km) ha staccato il gruppo per tagliare il traguardo davanti a tutti: al lombardo Marco Zanotti (secondo) e al suo corregionale abruzzese Gian Marco Di Francesco (terzo), rispettivamente a 4’’ secondi dal campione.
LA GARA - I momenti decisivi per la gara si sono consumati dal 20esimo Km dall’arrivo in poi, quando un gruppo di sette atleti muoveva in solitudine la testa della coda, staccando i gregari a 25 secondi. Al comando due pugliesi: l’andriese Conversano e Paolo Colonna, con al seguito un gruppetto di fan scatenate ad attenderlo con tanto di striscioni. L’ultimo pugliese ad aver vinto la nostra 'classicissima del Sud' è stato il brindisino Aggiano, nel lontano 1982.
Dal decimo chilometro hanno guidato la corsa Paolo Colonna, il molisano Angelo Gargano e Donato De Ieso, però a soli 15 secondi dal gruppo. Il distacco è andato via via riducendosi, fino a ricompattare tutti i 37 corridori rimasti in gara, a fronte dei 63 ritiri totali.
Solo Gargano ha mantenuto un piccolo margine rispetto ai compagni fino alla porta d’ingresso di Polignano. Lo scatto felino di Matteo Rabottini ha bruciato tutti, trascinando con se pettorali che fino a quel momento, per strategia, si erano tenuti ai margini della gara.
Una volata così, ricorderanno i puristi della Targa, non la si vedeva dal 2006. Basti pensare che i primi quattro ciclisti di quell’anno corrono ancora oggi tra i professionisti.
LA PREMIAZIONE - Alla premiazione, Rabottini sale sul gradino più alto del podio, riceve il bacio dalla splendida Miss Polignano, Marica L’Abbate, e si guadagna l’encomio proprio dal patron Pellegrini.
“E’ un campione - si complimenta Nicola Pellegrini - Ieri Matteo ha corso a Cesenatico. Non ha ancora il contratto, però gli danno la possibilità di correre e allenarsi tra i professionisti. L’anno prossimo correrà tra i professionisti. Oggi è stata l’ultima gara nei dilettanti. Non so se avete realizzato cosa è riuscito a combinare. Si è staccato dal gruppo compatto di 37 corridori per arrivare da solo al traguardo. Questo è sintomo di un grande campione.”
I NUMERI DI RABOTTINI – Ha vinto e bruciato gli avversari anche perché era il più allenato di tutti. L’anno scorso ha gareggiato a Polignano con la maglia di campione italiano. E’ arrivato ottavo sotto quel diluvio indimenticabile.
Si allena percorrendo 30 mila km all’anno. Sul rettilineo supera i 60 Km orari. I professionisti a 80.
MARCO ZANOTTI (2^ classificato) – "Siamo venuti qui per vincere. Purtroppo abbiamo trovato uno più forte di noi. Complimenti a Matteo!"
GIAN MARCO DI FRANCESCO (3^ classificato) – “Complimenti al mio compagno di regione Matteo. E’ stata una corsa dura."


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