Domenica 17 Novembre 2019
   
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Tre anni di bilancio in positivo, la ricetta Atalanta

Atalanta-Juventus serie A

L’Atalanta chiude il bilancio 2018 con un utile superiore ai 24 miliardi; chi ha la passione del calcio lo sa, non è una situazione comune a molte squadre. Se poi guardiamo indietro di un altro paio di anni scopriamo che l’utile si è ripetuto anche per i due bilanci precedenti: in totale poco più di 50 milioni di euro guadagnati. Il tutto da una squadra che fino a pochi anni fa sembrava sull’orlo del baratro, con retrocessione in B e tante speranze di tornare in A, che ha saputo far valere il proprio valore mantenendo la filosofia del bilancio in attivo. Sarebbe da raccontare ad alcune squadre, costantemente in rosso, che non sono comunque riuscite ad avvicinarsi ai successi dell’Atalanta, a tutti gli effetti quella che si potrebbe definire “una piccola squadra di provincia”.

La parabola dell’Atalanta
L'insider riassume al meglio la storia degli ultimi 9 anni dell’Atalanta. La stagione 2010/2011 è infatti cominciata in Serie B, terminata con la squadra prima assoluta in classifica e la conseguente promozione in A. DA lì in poi è stato un costante miglioramento, con qualche passo falso, rapidamente recuperato durante le stagioni successive. Fino alla scorsa stagione, in cui la “squadra di provincia” è riuscita ad arrivare terza nella classifica generale di Serie A, entrando in Champions e addirittura in finale di Coppa Italia. Chi ha seguito la scorsa stagione della massima serie lo sa, questo è accaduto anche grazie al cuore dei giocatori, che hanno combattuto fino all’ultima partita, senza mai perdersi d’animo. Per chi non vive in una piccola città non è facile comprendere il salto compiuto dall’Atalanta, che è partita di certo con mezzi minori rispetto a molti altri team presenti oggi in serie A. Questo in Italia purtroppo avviene molto spesso, sia per il calcio, sia per altri sport da molti considerati “minori”, che invece godono di ampio seguito in diverse realtà del nostro Paese.

Buon gioco e bilancio in attivo
Non sempre questi due concetti viaggiano a braccetto nelle squadre italiane, anzi. Se si pensa che la rosa oggi presente in squadra è stata acquisita con un costo totale vicino ai 100 milioni di euro si capisce meglio come stanno le cose. Ci sono squadre che con una cifra simile non sono riuscite ad acquisire neppure la metà dei giocatori che possiedono. Ad oggi il valore totale dell’Atalanta è superiore ai 200 milioni di euro, si tratta quindi di un’accorta strategia di mercato, che ha permesso di acquisire atleti al minimo possibile, per poi farli crescere in squadra, a parte pochissime eccezioni. Oltre a questo l’Atalanta ha potuto approfittare di cessioni decisamente favorevoli, non solo dei giocatori titolari, ma anche di alcune leve prelevate dal vivaio delle giovanili, in cui la dirigenza ha sempre cresciuto e investito.

Un fatturato da sogno
Se si considera il fatturato degli ultimi 9 anni, quelli in cui si è avuto il ritorno di Antonio Percassi, stiamo parlando di più di 700 milioni di euro. Di questi circa il 25% deriva dalla cessione di giocatori, sia tra i titolari della squadra, sia tra i giovani della primavera. Gestire al meglio le plusvalenze è un gioco che paga, cosa che non sembra abbiano capito molti altri dirigenti italiani, e anche di altri campionati. Oltre a questo ovviamente il fatturato deriva da altre voci, tra cui i diritti tv (che ovviamente sono aumentati in modo sensibile nel corso degli anni), dalle sponsorizzazioni, dalle cessioni dei calciatori in prestito annuale o biennale, dalla partecipazione ai tornei più prestigiosi. Continuando con questa politica per anni l’Atalanta si trova ad oggi con un utile importante e con la possibilità di investire nello stadio, nelle giovanili, nella squadra e in tutto ciò che gravita attorno ad essa.

Un nuovo stadio
Da anni si parlava per l’Atalanta di poter rinnovare lo stadio, datato 1928, decisamente ormai vecchiotto. Con ottobre 2019 la squadra ha potuto cominciare a giocare in uno stadio rinnovato in molte delle sue parti. Il celebre e glorioso stadio Atleti Azzurri d’Italia è ora chiamato Gewiss Stadium e mostra notevoli migliorie all’interno e all’esterno. A partire dal fatto che la società, nel 2017, ha potuto acquistarlo, in modo da poterne disporre come meglio crede, senza doverne pagare un affitto o richiedere l’utilizzo per gli allenamenti. A partire dal 2015 molti sforzi sono stati impiegati nella ristrutturazione, che sta progredendo settore per settore. Alcune parti sono state semplicemente ristrutturate, per quanto riguarda le tribune invece sembra che in futuro saranno abbattute per poi ricostruirle ex novo. Gli spogliatoi e l’area stampa sono già del tutto nuove, la curva nord è del tutto ristrutturata, a breve lo sarà anche il resto dell’impianto. Il tutto per un costo di circa 35 milioni di euro, che la squadra non ha alcun problema a sostenere.

Copiare la ricetta dell’Atalanta
Un bilancio in attivo, una squadra vincente, un settore giovanile sempre pronto a sfornare campioni, tutte le squadre dovrebbero “imitare” l’Atalanta, tale compito però non sembra così semplice. La dirigenza di numerose squadre infatti sembra aver puntato su comportamenti diversi, come ad esempio l’acquisto, di anno in anno, di nuovi campioni a livello internazionale. Il concetto è semplice, esiste infatti il mito che il singolo campione da solo possa far vincere una squadra, cosa per altro dimostratasi vera in molte situazioni. All’Atalanta invece pensano che il calcio sia un gioco di squadra, e anche questo tipo di concezione si sta dimostrando decisamente vincente.

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