
A diversi giorni dal via libera del Governo sulla liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali (art. 31 – Legge n. 214 del 22-12-2011), la sezione ASSISTER-Confcommercio Putignano contesta la deregulation sulle aperture dei negozi, richiedendo al Comune di Putignano di contrastare la legge nazionale, congelando le nuove norme sino al prossimo 23 marzo 2012. Di seguito, la nota diffusa dal presidente Domenico Certini.
Il sistema italiano della distribuzione commerciale, fatto di piccole, medie e grandi imprese che si confrontano in un mercato pienamente competitivo, assicura oggi ai consumatori livelli di servizio fra i più elevati in Europa: l’orario di apertura giornaliero può coprire fino a 13 ore di servizio continuato, nella fascia compresa tra le 7 e le 22; le aperture nelle giornate domenicali e festive sono mediamente 22 all’anno e, in deroga, le aperture sono sempre possibili nei centri storici, nelle località turistiche e nelle città d’arte.
Si è chiesto di fare di più e meglio. Confcommercio-Imprese per l’Italia ha proposto di guardare all’Europa: nessun limite di orario giornaliero, salvaguardando il principio dell’apertura per deroga nelle giornate domenicali e festive. Come avviene, ad esempio, in Francia ed in Germania. Si è scelta, invece, la via della completa deregolamentazione dell’attività anche nelle giornate domenicali e festive. Non lo si fa né in Francia, né in Germania.
Non ci stiamo. Perché “il sempre aperti”, ventiquattro ore al giorno e 365 giorni all’anno, è una condizione insostenibile. Insostenibile per le piccole imprese, che saranno strette nella morsa tra la rinuncia al diritto al riposo e alla vita familiare, da una parte, e la dolorosa rinuncia all’attività, dall’altra. Con il rischio, in quest’ultimo caso, di impoverire la ricchezza del modello italiano di pluralismo distributivo. Non ne guadagnerebbe la concorrenza, non ne guadagnerebbe la qualità del servizio.
Ma il “sempre aperti” è difficilmente sostenibile anche per le grandi imprese: dovranno fronteggiare, per assicurare una simile tipologia di servizio, costi crescenti, a partire dal costo del lavoro dipendente. Il tutto in uno scenario di consumi già in una condizione di recessione. E, di certo, i consumi non ripartiranno per la deregolamentazione degli orari dei negozi.
Le liberalizzazioni volute dal governo Monti, con particolare riferimento alla deregulation degli orari degli esercizi commerciali a parere della scrivente, ha senso solo se l’argomentazione viene inquadrata in un “sistema città complessivo” che tenga conto delle esigenze di tutti.
Bisogna impegnarsi, ognuno per la sua parte, a riconsegnare a Regioni e Comuni il ruolo che compete loro: di governo del territorio.
E’ fondamentale ridare alle istituzioni locali una leva importante per la gestione del territorio in un momento delicatissimo a causa della grave crisi economica che sta affliggendo i vari settori economici, ivi compreso quello del commercio.
La liberalizzazione degli orari dei negozi, a parere della scrivente, è una normativa lesiva sia dell'autonomia comunale che delle Regioni che hanno ampi poteri in materia.
E’ importante valutare anche quanto questo decreto penalizza i lavoratori e l'intero settore favorendo i più forti a scapito del più deboli.
Pertanto, dopo un aperto confronto con gli operatori commerciali locali che ha evidenziato una generale contrarietà e un forte dissenso ai contenuti del decreto in materia di liberalizzazioni, l’ASSITER Confcommercio
CHIEDE
a codesta Amministrazione Comunale a far fronte comune per cercare di contrastare una legge che penalizza non solo le imprese commerciali, ma anche i Comuni nella loro autonomia e invita la stessa ad utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per fare azione di moral suasion con l’obiettivo di modificare la Legge in oggetto coinvolgendo anche la Regione Puglia che, peraltro, ha già preannunciato di far ricorso alla Corte Costituzionale invocando la propria competenza in materia.
L'ASSITER Confcommercio pertanto, invita l’Amministrazione Comunale a congelare le nuove norme fino al 23 marzo 2012, data di scadenza dei novanta giorni previsti per recepire la norma così come disposto dal comma 2 dell’ art. 31 della stessa Legge n. 214/2011 anche in materia di “libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente, ivi compreso l’ambiente urbano e dei beni culturali”.
I novanta giorni indicati dalla legge come tempo di armonizzazione alla nuova normativa può significare che fino al 23 marzo 2012 si va avanti con le vecchie norme e con le aperture domenicali da concordare con la piena applicazione delle disposizioni già impartite in materia di orari degli esercizi commerciali dalla Regione Puglia.
Il Presidente
Domenico Certini
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Commenti
Sono Franchino il rosso e terrò in scacco le tue truppe ancora per molto!
Pappo non mi avrai!!
coniglio
Pappo io mi sono chiamato in mille modi, ma non crederti troppo intelligente.
Ti vogliamo sindaco!
come fai a sapere che ho sgamato te???
perchè sei TU!!! l'INCONFONDIBILE silurato!!!
hhahahahahahahha
Continua a firmarti e a vantarti ci ciò.
La tua penna è riconoscibile tra mille, ricordalo, e qui (su Putignanoweb) gente che interviene saremo non più di 100...
posso solo rispondervi dicendovi che sono un dipendente e quindi per me è impossibile "evadere" le tasse.
qualche anno fa, quando mio figlio andava alle scuole medie, nella classe di mio filgio, solo il sottoscritto ed un'altro pagavano i libri di testo, TUTTI gli altri erano "INDIGENTI" con SUV, fuoristrada e auto comunque NON da indigenti, proprietari di case e (guardacaso) tanti, tanti negozianti e/o "NON DIPENDENTI".
Quanto agli/alle addetti alle vendite (una volta commessi/e) FATEVI MATTERE IN REGOLA!!!!
p.s. non è che per la libertà del consumatore bisogna trasformare i dipendenti dei supermercati (che non sono autonomi) in schiavi.
io polemico? dite così a tutti coloro che danno "FASTIDIO"... a livello locale? sono di Putignano, pago tutte le mie tasse e credo di avere il diritto di dire la mia...
Te lo dico io che lavoro fa pappo, lui è l'addetto alla polemica on line. Per adesso è specializzato in quella locale, si sta facendo le ossa.
Parlando seriamente, sono 20 anni che parlano di liberalizzazioni, intonando sempre lo stesso ritornello che "liberalizzazioni= più competitività e -costi" poi abbiamo visto che è l'esatto contrario, stessa cosa che accadrà con tassisti, giornalai, commercianti, ecc. I piccoli vengono buttati fuori e il mercato viene rimpiazzato dalle grandi società che in regime di oligopolio, decidono il prezzo. Risultato meno concorrenza, prezzi maggiori. Auguri!
io invece non vedo il suo problema; Lei, e quelli che la pensano come lei e/o coloro che si accontentano, continueranno a fare gli orari di sempre: 08.00-13.00 e 16.30-20.00, riposo settimanale e chiusura domenicale e festivi. Anche perchè mi rendo conto che non Vi convenga (hihihihihihih), visto le Vostre dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni: tutti poveracci, tutti che chiedete esenzione da questo o da quello.
Quanto a "braccino corto", spenderli altrove i soldi non significa essere braccino corto; abbasste i prezzi, fate gli scontrini a TUTTI e forse rivedrete i putignanesi che spendono qui.
Cordialmente...
ah!!!!!!! ma ha già detto di avere il braccino KORTO.
Il Suo interesse non coincide col mio.
Io preferisco orari di apertura liberi, come a Dicembre quando anche i Suoi negozi hanno fatto orari prolungati.