Egregio Sig. Direttore
chi Le scrive è il papà di Roberto Belviso, 14enne vittima della strada scomparso per un tragico incidente stradale per colpa di un pirata della strada il 18 novembre 2008. Roberto ci sta dando la forza di continuare a vivere come Lui l’ha data ad altre sei persone donando i suoi organi.
Da qualche tempo, signor direttore io e la mia famiglia seguiamo l’Associazione Vivi la Strada .it di Castellana Grotte, Putignano, Waterloo e Bruxelles nelle tante campagne di sensibilizzazioni che la stessa organizza negli istituti scolastici, piazze e discoteche. Io mia moglie e mia figlia siamo stati invitati più volte dall’ex Presidente Tonio Coladonato e adesso addetto alle pubbliche relazioni che con molto garbo e sensibilità ci ha dato la possibilità di confrontarci con tanti ragazzi.
Le dirò da padre sconvolto che l’impegno dell’organizzazione di vivi la strada è inesauribile, il bravo Tonio ha sempre una buona parola per noi parenti delle vittime, organizza anche per la terza domenica di Novembre, come ogni anno, una messa in ricordo di tutte le vittime della strada del mondo, in tutte le occasioni nel ricordo di ogni vittima è, sempre presente, noi possiamo solo ricambiarlo con un GRAZIE e a volte con qualche donazione da destinare alle campagne di sensibilizzazione che Vivi la Strada propone e collaborando a eventi tipo le raccolte firme per la messa in sicurezza della S.S.172 dei Trulli.
Il 20 Settembre ho dato il mio contributo alla giusta causa così ho montato il gazebo in Piazza XX Settembre in Putignano e in serata nei pressi del Teatro Comunale, con altri volontari abbiamo raccolto circa 485 firme e distribuiti circa 780 tessere tascabili personali d’emergenza , 1000 adesivi e segnalibri per i bambini e fin qui tutto è stato a me gradito, però sono rimasto tremendamente deluso dalla mancanza delle istituzioni del comune di Putignano completamente assenti o indifferenti iniziando dal Signor Sindaco Avv.Gianvincenzo Angelini De Miccolis che aveva promesso agli organizzatori che sarebbe venuto ad apporre la prima firma, purtroppo così non è stato.
In serata nella seconda postazione io, mia moglie e gli altri volontari eravamo entusiasti della gente che lasciava con la firma la sua approvazione alla giusta causa, ma la delusione più forte è stata di alcuni consiglieri di destra e di sinistra che non si sono assolutamente degnati di apporre la loro firma sui fogli del gal di Putignano, firmato e approvato proprio da loro, sostando a debita distanza dal gazebo.
Un ex operatore del soccorso d’emergenza che quando era in servizio ha soccorso e estratto dalle lamiere i corpi senza vita di tante persone, proprio su quella statale, proprio Lui, ha guardato, visto le immagini esposte si è girato ed è andato via, che vergogna, peccato, forse era meglio che io e mia moglie avessimo indossato una casacca con su scritto "PARENTI DI UNA VITTIMA DELLA STRADA" forse e non sono sicuro, avremmo toccato di più la sensibilità degli amministratori, e penso anche che probabilmente se questo evento fosse stato fatto sotto le elezioni avrebbero presenziato in gruppo accompagnati anche da qualche fotografo per immortalare la fatidica firma che avrebbe cambiato le sorti di una strada assassina.
Io sono deluso di essere putignanese e tutta la mia attenzione a questo problema và alle amministrazioni dei paesi limitrofi vedi Castellana Grotte, a tutta la giunta di destra, di centro e di sinistra che hanno firmato senza battere ciglio. Noi Signor direttore non ci rendiamo conto dell’indifferenza di tanti amministratori e cittadini.
L’indifferenza a queste problematiche svanisce nel momento in cui una famiglia subisce una tragedia simile alla mia, in quel momento ci si rende conto che la strada ti ha portato via qualcuno a te caro, ma la parola "PREVENZIONE" le amministrazioni i cittadini in che misura la conoscono.
Delle tragedie che succedono sulla strada bisognerebbe parlarne di più, i costi in vite umane sulla strada sono altissime e soprattutto di giovani, tutto questo accade per la scarsa informazione che c’è, se tutti fossero più attenti a questa problematica tipo buttare quei caschetti o coppette che i ragazzi indossano che costano pochi euro e si spendesse di più per un casco omologato "serio" , oppure se tutti noi fossimo più responsabili nel guidare con educazione rispettando il codice della strada che impone dei limiti o indossare le cinture di sicurezza ecc. e si mettessero in sicurezza strade che sono rimaste ai tempi di mio nonno, forse faremmo a meno di istituire dei comitati per raccogliere firme, che probabilmente, se vengono prese in considerazione saranno sempre valutate dai POLITICI, faranno qualcosa, oppure no la decisione aimè spetta a loro.
Concludo signor direttore denunciando anche che tante persone che erano state invitate a firmare, hanno risposto verbalmente con menefreghismo al problema della raccolta firme.
Io, Mariano Belviso, e mia Moglie Stefania e mia figlia Manuela chiediamo scusa agli organizzatori dell’associazione Vivi la Strada.it per il trattamento ricevuto nella città dove è nata l’Associazione.
Mi dispiace che Tonio Coladonato forse è mal visto in questa città non apprezzano il tuo VOLONTARIATO. Scusa da chi ha subito la perdita di un figlio e Grazie per tutto quello che fai.
Forse e Vero Signor direttore che chi non prova sulla propria pelle la perdita di un congiunto non può capire e ribadisco che gli incidenti stradali non capitano solo agli altri, sulla strada non muoiono solo quelli di destra, di sinistra o di centro, d’innanzi a queste tragedie prima o poi qualcuno ci passa sempre e non auguro a nessuno quello che stiamo vivendo noi.
Colgo occasione per rivolgere un appello anche ai corpi di Polizia, Carabinieri, Vigili Urbani di essere più assidui e SEVERI nei controlli, denuncio il fatto di aver visto ragazzi ma anche adulti passare d’avanti a un vigile urbano, senza casco e in due su uno scooter non omologato per il passeggero e non fare nessun tipo di azione o ammonimento. Dico che così non si salva la vita di nessuno, anzi si fomenta ancora di più il libero comportamento di infrangere le regole, le leggi, ma ancora più vergognoso è che queste non vengano applicate da chi dovrebbe farlo senza alcun indugio, "forse salverebbero molte vite umane"?.
Faccio un appello a chi ha subito la perdita di un familiare a causa di un incidente stradale, non restate nell’ombra del vostro dolore, uniamoci e diamo un senso alla perdita e al sacrificio che ognuno di noi ha dovuto subire, perché tutto questo non debba mai più accadere, far capire il dolore e non solo, che queste tragedie portano nella vita familiare, gridiamo a gran voce ai ragazzi, ai genitori, alle istituzioni, BASTA ALLE STRAGI DELLA STRADA!!
Grazie per la cortese attenzione e spero che prendiate in considerazione lo sfogo e la disperazione di un padre che ha perso la cosa più cara al mondo.
Mariano Belviso
________________________
Gent.mo Sig. Belviso,
lei comprenderà, non posso cogliere fino in fondo il suo stato d’animo. Potrei esserle solo un figlio, magari sensibile alle dinamiche della società. Certamente, il suo è un grido di disperazione vero. Tanto sincero e rivelatore, da aprire scenari riflessivi ai quali provo a dare forma e sostanza eventualmente da condividere o meno.
Forse noi tutti siamo un pò vittime di un sistema culturale perverso che alimentiamo quotidianamente e poi ci presenta il conto, inevitabilmente.
Vittime e pure consapevoli, fino a un certo punto, di uno stato delle cose e bisogna essere maturi al punto da prenderne consapevolezza. Associazioni nobili come Vivi La Strada perseguono l’impresa titanica di educare gli adulti a una maggiore sensibilità all’etica della responsabilità. I bambini, in tal senso, avrebbero qualcosa in più da insegnare loro.
Le istituzioni, la politica, sono il riflesso della società civile, del mondo adulto. Un po’ gerontocratiche, e come tali, noi giovani ci aspettiamo un insegnamento dalle istituzioni. Vero è che lo spessore etico della responsabilità si è assottigliato negli ultimi decenni al punto tale che l’indifferenza della comunità trova giustificazione proprio nella misura in cui accetta e si identifica in quel sistema rappresentativo. Il paradosso sta tutto qui. Lo diceva il cardinal Bagnasco ieri, come dargli torto? La politica ha perso contatto con la realtà, con la responsabilità, ma la società civile viaggia oltre confine: dapprima si è identificata con questa politica, poi ad un certo punto l’ha accettata e metabolizzata.
Non c’è pianificazione nell’agenda politica, non c’è vero dibattito attorno all’etica della responsabilità. Noi soggetti siamo la materia verso la quale si esplica l’azione politica priva di senso e di pianificazione ad ampio raggio culturale.
Capisco quanto sia ancora più devastante per lei prendere consapevolezza della dura realtà: si può davvero solo immaginare di indossare una casacca con su scritto "PARENTI DI UNA VITTIMA DELLA STRADA” e risvegliare il tormento per la perdita di un figlio? E’ questo il prezzo da pagare in una società che non vuole responsabilizzarsi.
Cordialmente la saluto.
Nicola Teofilo
Direttore Resp.
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Commenti
In riferimento a quello che hai scritto condivido pienamente, ed anch'io sono molto amareggiato e deluso per il menefrechismo e il disinteresse da parte dei politici putignanesi.Purtroppo la gente non ha capito che la perdita di una persona cara ti distrugge la vita ed è per questo che noi cerchiamo di prevenire che non accadano ancora incidenti stradali attraverso queste nostre campagne di sensibilizzazione.Quello che stiamo facendo, per molti è solo un perditempo o quant'altro...........
invece non è cosi,noi pensiamo al futuro dei nostri figli e a quelli degli altri per far si che tutto quello che è successo a voi ed ad altre famiglie non accadi più.Con te ringrazio l'ass. VIVI LA STRADA che si sta impegnando da tempo a far capire il vero senso della vita.
Pasquale Ramirra