Riceviamo e pubblichiamo un’idea lanciata da un residente “part-time” del centro storico di Putignano, in merito al bando finalizzato all’erogazione di contributi, utili ad incentivare la sostituzione volontaria dei portoni in anticorodal con portoni in legno, come previsto dal Piano Particolareggiato del Centro Storico di Putignano.
Ho letto con delusione della completa inefficacia del bando comunale che voleva incentivare la sostituzione di infissi in anticorodal con infissi in legno. Obiettivo lodevole ma perseguito in modo inefficace. Provo a dare qualche spiegazione, su quanto è evidente, e a fare anche qualche proposta perché l'intenzione venga realizzata:
È evidente che non c’è un interesse privato alla sostituzione, ma solo uno pubblico. Il privato, tanto più se individuato esclusivamente fra quelli a minore reddito, non ha motivazioni estetico-architettoniche sufficienti per accollarsi una spesa (anche parziale) per sostituire un infisso che comunque funziona.
Compreso questo, e stabilito che l’obiettivo è quello semplice e netto di ingentilire ed armonizzare il centro antico (e vale anche per i portoni dei “ricchi”), se si hanno delle risorse a disposizione si potrebbe:
- fare un bando fra i falegnami per stabilire quello che con una cifra di 10.000 euro, garantisce il maggior numero di interventi
- riaprire il bando verso i privati senza vincoli reddituali e con contributi a copertura anche totale, premiando chi interviene con la maggiore percentuale di cofinanziamento (comunque non obbligatorio)
In questo modo si spenderebbero certamente tutte le risorse disponibili e lo si farebbe ottimizzando complessivamente i costi. Vi chiedo cortesemente, se lo ritenete, di farvi portavoce di quest'idea che se accolta credo possa rappresentare una buona soluzione per tutti. Grazie per l’attenzione.
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PUBBLICATO IL BANDO PER GLI INCENTIVI DEL CENTRO STORICO
INCENTIVI PER IL CENTRO STORICO: 10 MILA EURO
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Ho già avuto modo di dirle che grazie ai suoi apprezzabili studi, i colori da lei suggeriti sono evidentemente quelli più rispettosi della nostra tradizione. Concordo ovviamente anche sull'aspetto del risparmio energetico, che ho sottolineato anche nel precedente post, questione ormai imprescindibile per i nostri tempi di consumi sfrenati. Anche lei, dunque, sta avendo parole di elogio per l'architetto Dino Borri (facciamo nome e cognome), tranne che per la parte "infissi". Apprendo ora che i colori coerenti con la nostra storia sono altri, non ne dubito, mi sono semplicemente fidato delle direttive di un professionista di grido, emanate con un piano particolareggiato di valore ufficiale, in una pubblica assemblea di qualche anno fa. Rispetto all'anticorodal, per fortuna non invasivo come altrove, rispetto a balconcini orribili e non conformi (via Porta Barsento) e tante altre interpretazioni "naif" del Borgo Antico, chi ha redatto il piano, dall'alto del suo status accademico, ha ritenuto che il legno fosse il materiale più adatto per uniformare l'aspetto della nostra attuale città vecchia. Personalmente, nel mio piccolo, per esempio ho fatto togliere la lucetta di "standby" permanente del mio citofono (che non sono riuscito a trovare in legno
Circa l’illustre architetto dell’università di Bari che anni fa ha stilato queste direttive sul nostro centro storico (piano particolareggiato chi io ho letto, riletto e studiato a fondo) io dico che ha con tanta professionalità centrato tanti aspetti , ma su alcune specifiche disposizioni (tra cui questa degli infissi) lascia molto a desiderare. Ripeto: bisognerebbe uniformare e imporre il colore degli infissi e non il materiale (ci sono dei portali dell’800 color verde in ferro con borchie che sono delle opere d’arte, irripetibili oggi con le maestranze esistenti). L’aver riportato a legno il portone del Convento appena restaurato, secondo voi è nella logica della storia e della tradizione? È nella logica di un restauro conservativo? Appena a 10 metri di distanza abbiamo l’esempio del portale della chiesa del Convento che resistendo ai secoli e agli illustri architetti è lì immutato a testimoniare: color verde!
2- C’è una legge che impone e incentiva la coibentazione degli infissi per il risparmio energetico. Non si possono rispettare i parametri minimi richiesti per legge per aver diritto alle agevolazioni economiche per gli infissi, se si usa il legno! Al primo posto vi è il PVC, dopo l’alluminio con profilati particolari, poi all’ultimo posto vi è alluminio fuori e legno dentro. Come la mettiamo se da un lato un cittadino vuole rispettare la legge e vuole aver diritto alle agevolazioni del 56% per gli infissi è costretto ad usare il PVC e alluminio, e nello stesso tempo per attingere al modestissimo fondo comunale deve farli in legno?
3- Veniamo al legno. Ho dovuto sostituire 18 finestre. Volevo farle in legno laccate bianche, nel rispetto della tradizione sia dei materia che dei colori. Ebbene, ho scoperto che il legno che si usa è “multistrato”, e non è il legno di una volta. Cosa centra? Nessuna ditta da me interpellata dava una garanzia scritta minima, nemmeno a 5 anni, per la tenuta degli infissi e dei portoni! Ma allora a che gioco stiamo giocando?
Spero anche che prima o poi si trovi il sistema per eliminare tutte le antenne tv (salvaguardando il diritto di ognuno a ricevere i canali), che si scoraggi l'orribile abitudine di gettare cartacce e cicche di sigarette con l'installazione di cestini e posacenere, che si dia una destinazione ai locali comunali come quelli del Palazzo del Balì, e che quest'ultimo riapra finalmente dopo decenni, come da desiderio del Principe.