Sabato 26 Maggio 2012
   
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BANDO PORTONI ANTICORODAL, L'IDEA DI UN CITTADINO

centro-storico-putignano

Riceviamo e pubblichiamo un’idea lanciata da un residente “part-time” del centro storico di Putignano, in merito al bando finalizzato all’erogazione di contributi, utili ad incentivare la sostituzione volontaria dei portoni in anticorodal con portoni in legno, come previsto dal Piano Particolareggiato del Centro Storico di Putignano.


Ho letto con delusione della completa inefficacia del bando comunale che voleva incentivare la sostituzione di infissi in anticorodal con infissi in legno. Obiettivo lodevole ma perseguito in modo inefficace. Provo a dare qualche spiegazione, su quanto è evidente, e a fare anche qualche proposta perché l'intenzione venga realizzata:

È evidente che non c’è un interesse privato alla sostituzione, ma solo uno pubblico. Il privato, tanto più se individuato esclusivamente fra quelli a minore reddito, non ha motivazioni estetico-architettoniche sufficienti per accollarsi una spesa (anche parziale) per sostituire un infisso che comunque funziona.

Compreso questo, e stabilito che l’obiettivo è quello semplice e netto di ingentilire ed armonizzare il centro antico (e vale anche per i portoni dei “ricchi”), se si hanno delle risorse a disposizione si potrebbe:

  • fare un bando fra i falegnami per stabilire quello che con una cifra di 10.000 euro, garantisce il maggior numero di interventi
  • riaprire il bando verso i privati senza vincoli reddituali e con contributi a copertura anche totale, premiando chi interviene con la maggiore percentuale di cofinanziamento (comunque non obbligatorio)

In questo modo si spenderebbero certamente tutte le risorse disponibili e lo si farebbe ottimizzando complessivamente i costi. Vi chiedo cortesemente, se lo ritenete, di farvi portavoce di quest'idea che se accolta credo possa rappresentare una buona soluzione per tutti. Grazie per l’attenzione.

Link correlati alla notizia:
PUBBLICATO IL BANDO PER GLI INCENTIVI DEL CENTRO STORICO
INCENTIVI PER IL CENTRO STORICO: 10 MILA EURO

Commenti 

 
#8 Antonio Nebbia 2011-04-10 06:11
"Guardare il dito che indica la luna" è un aforisma che spiega "ristrettezza di visione". Portare il discorso ad una panoramica complessiva del Centro Storico come ho fatto io seppur in modo frammentario, non si coniuga felicemente con l'aforisma da lei citato.
Ho già avuto modo di dirle che grazie ai suoi apprezzabili studi, i colori da lei suggeriti sono evidentemente quelli più rispettosi della nostra tradizione. Concordo ovviamente anche sull'aspetto del risparmio energetico, che ho sottolineato anche nel precedente post, questione ormai imprescindibile per i nostri tempi di consumi sfrenati. Anche lei, dunque, sta avendo parole di elogio per l'architetto Dino Borri (facciamo nome e cognome), tranne che per la parte "infissi". Apprendo ora che i colori coerenti con la nostra storia sono altri, non ne dubito, mi sono semplicemente fidato delle direttive di un professionista di grido, emanate con un piano particolareggiato di valore ufficiale, in una pubblica assemblea di qualche anno fa. Rispetto all'anticorodal, per fortuna non invasivo come altrove, rispetto a balconcini orribili e non conformi (via Porta Barsento) e tante altre interpretazioni "naif" del Borgo Antico, chi ha redatto il piano, dall'alto del suo status accademico, ha ritenuto che il legno fosse il materiale più adatto per uniformare l'aspetto della nostra attuale città vecchia. Personalmente, nel mio piccolo, per esempio ho fatto togliere la lucetta di "standby" permanente del mio citofono (che non sono riuscito a trovare in legno :-) ) per due motivi: il risparmio energetico, che messo insieme a tutti gli altri "standby" della casa è apprezzabile, ed anche perchè tra pietre arcaiche, calce candida e chianche storiche, quella sinistra luce bluastra e tecnologica mi sembrava fuori posto.
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#7 Domenico 2011-04-09 21:55
Sig Nebbia, lei è forte! Io con l’indice mostro la luna, lei si sofferma a giudicare il mio indice! Lei mi parla di infissi (è il tema del commento), io rispondo e faccio notare con garbo e con la logica dell’osservazione storica di come è il nostro centro storico e delle incongruenze dell’uso del legno per gli infissi…. e lei mi risponde di antenne, tubazioni, di viabilità e parcheggi! Tanto, lei mi dice: il legno (o il simil-legno) è l'ultimo degli oltraggi!!!!
Circa l’illustre architetto dell’università di Bari che anni fa ha stilato queste direttive sul nostro centro storico (piano particolareggiato chi io ho letto, riletto e studiato a fondo) io dico che ha con tanta professionalità centrato tanti aspetti , ma su alcune specifiche disposizioni (tra cui questa degli infissi) lascia molto a desiderare. Ripeto: bisognerebbe uniformare e imporre il colore degli infissi e non il materiale (ci sono dei portali dell’800 color verde in ferro con borchie che sono delle opere d’arte, irripetibili oggi con le maestranze esistenti). L’aver riportato a legno il portone del Convento appena restaurato, secondo voi è nella logica della storia e della tradizione? È nella logica di un restauro conservativo? Appena a 10 metri di distanza abbiamo l’esempio del portale della chiesa del Convento che resistendo ai secoli e agli illustri architetti è lì immutato a testimoniare: color verde!
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#6 Antonio Nebbia 2011-04-09 14:38
Caro Domenico. Accetto la tirata d'orecchi sulla "cantonata" (sono nato in un Cantone elvetico). E' stato un illustre architetto dell'Università di Bari a dettare qualche anno fa queste direttive. Andrebbero benissimo tutti i colori da Lei suggeriti. Ma guardiamo l'insieme: come la mettiamo con le antenne, che il candore di una bimba straniera commentò così: "Come mai le case di questa città hanno i capelli?" E come la mettiamo con le tubazioni a vista, e tutto il resto, e le macchine che scorrazzano e parcheggiano quando e dove pare a loro? Allora facciamo un bel discorso coerente e complessivo, dove il legno (o il simil-legno) è l'ultimo degli oltraggi. ;-)
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#5 Domenico 2011-04-09 13:03
Caro sig Nebbia, credo stia prendendo una “cantonata”! Cosa vuol dire “l’importante che sia legno o una sua “perfetta imitazione”? Abito da sempre nel centro storico di Putignano e lo difendo con i denti. Ma faccio notare: 1- che è un folso storico e architettonico usare gli infissi di legno color “legno naturale”; tutti gli infissi delle finestre sin dal ‘700, per tutto l’ ‘800 e novecento erano (e quelli originali rimasti sono) SEMPRE verniciati color bianco-sporco; tutti i portoni e porte dei locali a piano terra e sotto livello di terra (i sottani) erano (e sono) TUTTI verniciati dei colori verde e marrone testa di moro. Le case ancora originali si armonizzano con il bianco dei muri a calce proprio per queste peculiarità che ho esposto. Non è mai esistita una casa del ‘700 con le finestre color legno naturale, così brutte e scure a vedersi; di legno sì ma verniciate di colore bianco. È il colore BIANCO degli infissi delle finestre, i colori storici e classici VERDE e MARRONE dei portoni che bisognerebbe imporre! Come è giusto che si imponga il bianco, e solo bianco, dei muri! Con l’evoluzione dei materiali, sia PVC che alluminio, entrambi con perfette modanature che riprendono la “vecchia” lavorazione del legno dei nostri nonni, non possiamo imporre il legno, per giunta non laccato bianco, ma perfettamente color legno naturale. Né possiamo sostenere materiali con “perfetta imitazione” del color legno, con le orribili venature finte. Ma quanto mai si sono viste queste cose nei “finestroni” del 1700? Ecco perché sostenerle, o addirittura imporle dall’amministrazione comunale è UN FALSO STORICO!!! Come per i muri, anche per gli infissi e i portoni, è il colore che va imposto, non il materiale.
2- C’è una legge che impone e incentiva la coibentazione degli infissi per il risparmio energetico. Non si possono rispettare i parametri minimi richiesti per legge per aver diritto alle agevolazioni economiche per gli infissi, se si usa il legno! Al primo posto vi è il PVC, dopo l’alluminio con profilati particolari, poi all’ultimo posto vi è alluminio fuori e legno dentro. Come la mettiamo se da un lato un cittadino vuole rispettare la legge e vuole aver diritto alle agevolazioni del 56% per gli infissi è costretto ad usare il PVC e alluminio, e nello stesso tempo per attingere al modestissimo fondo comunale deve farli in legno?
3- Veniamo al legno. Ho dovuto sostituire 18 finestre. Volevo farle in legno laccate bianche, nel rispetto della tradizione sia dei materia che dei colori. Ebbene, ho scoperto che il legno che si usa è “multistrato”, e non è il legno di una volta. Cosa centra? Nessuna ditta da me interpellata dava una garanzia scritta minima, nemmeno a 5 anni, per la tenuta degli infissi e dei portoni! Ma allora a che gioco stiamo giocando?
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#4 lazanzara 2011-04-06 10:43
forse chi è pagato x controllare è stato anche pagato (intendo legalmente) x concedere condoni e concessioni
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#3 pierin de roma 2011-04-06 04:19
Qualcuno ha mai alzato la testa o visto una panoramica del centro storico e notato le numerose sopraelevazioni e ampiamenti abusivi in muratura o i tanti gazebo presenti ?? Ma come mai nessuno denuncia nemmeno chi è pagato per controllare ??? Pensiamo alle porte e il resto ??!!
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#2 trisdijack 2011-04-04 17:06
è un'idea molto interessante....mi sembra piu equa e sopratutto permetterebbe la sostituzione di infissi alle persone meno "disposte" economicamente...per tutte le altre questioni inerenti alla vivibilità del centro storico...bhe! putignano è un paese in netta difficoltà...sia messi maluccio su ogni fronte...e quindi non mi stupisce affatto avere un centro storico non "all'altezza"...giacchè anche il pieno centro cittadino,alcune delle arterie principali e tanto altro ancora ,non mi sembrano altrettanto all'altezza...percui....
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#1 Antonio Nebbia 2011-04-04 16:25
Risiedo nel centro storico da qualche mese, coronando così un mio sogno. E' un quartiere a misura d'uomo anche se molto ci sarebbe da fare dal punto di vista del rispetto delle regole, come per esempio il transito dei veicoli in orari non consentiti e il loro parcheggio, anche in ore notturne. Sugli infissi: attenzione a imporre il materiale "legno", così, genericamente e senza entrare nei dettagli. Si potrebbe arrivare al paradosso di installare infissi in legno ma dal colore orribile, simile addirittura al metallo. L'importante che sia di legno (o di una sua perfetta imitazione) la parte esterna, quella a vista. Se la parte interna è di metallo perchè coibenta meglio, ben venga.
Spero anche che prima o poi si trovi il sistema per eliminare tutte le antenne tv (salvaguardando il diritto di ognuno a ricevere i canali), che si scoraggi l'orribile abitudine di gettare cartacce e cicche di sigarette con l'installazione di cestini e posacenere, che si dia una destinazione ai locali comunali come quelli del Palazzo del Balì, e che quest'ultimo riapra finalmente dopo decenni, come da desiderio del Principe.
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