Pasqual Scatigno, maresciallo aiutante presso la Tenenza della Guardia di Finanza di Putignano, ha comunicato, attraverso una nota inviata al sito ficiesse.it, di essere in sciopero della fame da ben otto giorni per protestare contro l’impossibilità di essere ricevuto dai Comandanti superiori, nonostante ben 12 domande di conferimento.
Una situazione insostenibile iniziata da alcuni contrasti di opinioni su questioni operative di polizia tributaria e giudiziaria e continuata con denunce e procedimenti disciplinari.
LETTERA DEL MARESCIALLO AIUTANTE PASCAL SCATIGNO
DELLA GUARDIA DI FINANZA DI PUTIGNANO
Spett/le Associazione Ficiesse,
Mi chiamo Pascal Scatigno, ho 48 anni, sono un maresciallo aiutante della Guardia di Finanza, arruolatomi nel mese di gennaio 1982. Svolgo servizio presso la Tenenza di Putignano, in provincia di Bari.
Ho deciso di fare lo sciopero della fame. Ho iniziato un digiuno completo da sette giorni (oggi è l’ottavo), mi limito esclusivamente ad idratarmi con acqua e tè ed ho già perso sette chili. Ora cerco di spiegarvi i motivi di questa mia decisione.
Ho sempre lavorato con dedizione, riscuotendo la stima di tutti, di ogni grado. Poi vi fu una parentesi, dieci anni fa, quando mi scontrai con un superiore che mi aveva ordinato (verbalmente) di impostare, in un modo che non condividevo, un controllo fiscale che mi era stato affidato. Ometto di esporre i particolari delle conseguenze a cui andai incontro a seguito della mia decisione, anche perché, ormai, sono passati molti anni ed è quindi acqua passata.
Poco più di due anni fa ho avuto altri contrasti con alcuni miei superiori diretti, perché a seguito di accertamenti fiscali ed indagini che stavo eseguendo unitamente ad un altro collega ho ritenuto di dover inviare una comunicazione all’Autorità Giudiziaria competente e, laddove la Magistratura lo avesse autorizzato, continuare gli accertamenti in corso. La veridicità di tali mie affermazioni e di quelle a seguire sono ovviamente comprovate da numerosissimi documenti.
Successivamente si sono verificate altre diversità di opinioni con superiori gerarchici, sempre in ordine ad attività operative di natura tributaria, per alcune delle quali c’è anche corrispondenza agli atti dei Comandi.
In questi ultimi anni sono stato segnalato decine e decine di volte, per i motivi più svariati, sia alla Procura Ordinaria della Repubblica di Bari che a quella Militare di Napoli. Tutte segnalazioni prontamente archiviate. Tanto per citare alcuni esempi:
- sono stato denunciato dai miei superiori per ben due volte per minacce ed ingiurie. Risultato: assolto in sede di udienza preliminare perché il fatto non sussiste.
- Sono stato segnalato per aver presentato istanza di conferimento con i miei superiori: archiviazione immediata.
- Sono stato segnalato alle suddette Autorità Giudiziarie per aver consegnato un provvedimento medico-legale rilasciatomi dal Dirigente il Servizio Sanitario della Guardia di Finanza di Bari senza la “diagnosi” al primo ufficiale della linea gerarchica. Risultato: archiviazione immediata.
- Per lo stesso motivo sono stato anche sanzionato disciplinarmente con due giorni di consegna perché con tale comportamento avevo, a dire dell’ufficiale, ostacolato la pronta trascrizione della diagnosi sul mio foglio matricolare.
Sono stato descritto da alcuni miei superiori diretti, anche a mezzo di relazioni scritte, indirizzate alla Superiore Gerarchia, con frasi tipo: “Il comportamento del mar.a. Scatigno in servizio non solo è diverso da quello di tutti gli altri militari, ma addirittura connotato da atteggiamenti indisponenti, arroganti, provocatori, non consoni allo status di militare.”
Ho presentato ricorso al Garante della privacy, il quale, nel richiamare le vigenti normative che prevedono a partire dal 1° gennaio 2009 il divieto di trascrizione delle diagnosi sui fogli matricolari dei militari del Corpo, ha ordinato all’Amministrazione la cancellazione di tutte le diagnosi a partire da quella data condannandola al pagamento delle spese del ricorso. Nonostante la decisione del Garante, il Comando si è rifiutato di annullare la sanzione disciplinare in regime di autotutela come da me richiesto.
Quindi, mi è stata inflitta un’ulteriore sanzione disciplinare di due giorni per altri motivi che a me sembrano pretestuosi. Mi sono stati assegnati compiti esorbitanti con la pretesa che li ultimassi in tempi brevissimi e, quindi, impossibili. Poi vi è stato il demansionamento, l'isolamento, controlli esasperati, minacce, rifiuti di anticipazione di spese legali, tentativo di farmi riformare contro la mia volontà per insanità mentale (quasi riuscito), ecc…
Fino ad oggi ho presentato dodici istanze di conferimento con i miei superiori, senza ricevere alcun riscontro. Ho cercato inutilmente di conferire con il Comandante Provinciale di Bari recandomi personalmente presso la sede del suo Comando, per gravi ed urgenti motivi, ai sensi dell’art. 39 del Regolamento di Disciplina Militare, ma un suo attendente mi ha gentilmente accompagnato fuori dalla porta d’ingresso.
Ho presentato istanza di anticipazione delle spese legali per il procedimento penale instauratosi a mio carico per presunte minacce ed ingiurie ad un mio superiore diretto ma, nonostante l’assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste, mi è stata rigettata.
Ho già dato incarico ad un legale di fiducia di valutare ogni azione legale da intraprendere e ho iniziato lo sciopero della fame. Cos’altro mi rimane da fare?
Anticipatamente ringrazio per l’attenzione che sinora mi avete dimostrato. Con la speranza che la diffusione delle mie vicissitudini possa sensibilizzare i vertici della nostra Amministrazione affinché non si verifichino più in futuro altri casi simili.
Distinti saluti.
Putignano, 17 settembre 2010
Pasqual Scatigno
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Commenti
Il soggetto che ha fatto il commento è la dimostrazione della più assurda intolleranza ed arroganza tipica di un presuntuoso ed ingorante, che parla senza avere cognizioni di causa e senza conoscere il duro mondo dei militari italiani.
Maresciallo, mi auguro che lei risolva presto i suoi problemi, e che altri nelle sue stesse condizioni prendano ad esempio la sua tenacia ed il suo rispetto delle regole.
Un caro augurio di cuore
Viva la legalità non uno ma dieci cento mille milioni di PASQUAL SCATIGNO!!!
Gingisca 6 un povero uomo mi fai pena.
Abbasso la G.d.F. la cosa più triste è kissa quanti casi ci sono è nessuno x paura fa nulla KE SKIFO.
Io leggo fra le righe di questa vicenda qualcosa che non mi piace molto...non vorrei che il maresciallo Scatigno abbia pagato e stia ancora pagando le conseguenze di un modo di operare pulito, equo e rispettoso del principio per cui la legge è uguale per tutti...andando, in ossequio al suo ruolo e ai compiti della GdF, a "rompere le scatole" a qualche "protetto".
ti sei rivelato il solito italiano ignorante e mafioso....
In due righe 5 luoghi comuni !
p.s.: Il commento di ginginsca è di una bassezza unica