Il prossimo 12 e 13 giugno saremo chiamati alle urne per votare i quattro quesiti referendari, attraverso i quali si deciderà in merito all’abrogazione del legittimo impedimento, del decreto Ronchi per l’acqua pubblica e, infine, sul ritorno dell’Italia all’energia nucleare.
I seggi saranno aperti domenica 12 giugno dalle ore 8.00 alle 22.00 e lunedì 13 giugno dalle ore 7.00 alle ore 15.00
QUORUM - Perché il referendum sia considerato valido, dovrà aver votato almeno il 50% più uno dei cittadini. In caso di vittoria del NO o del non raggiungimento del quorum lo stesso referendum non potrà essere ripresentato per i prossimi 5 anni.
COME SI VOTA - Si vota tracciando un segno sul SI per abrogare gli articoli in questione, sul NO per lasciarli invariati. È possibile ritirare, e quindi votare, anche solamente per uno o due dei quesiti referendari.
DOVE SI VOTA - Si vota nel seggio indicato nella tessera elettorale della sezione di appartenenza dell’elettore.
TESSERA ELETTORALE - Gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici elettorali di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire, oltre ad un documento di riconoscimento valido, la tessera elettorale personale a carattere permanente, che ha sostituito il certificato elettorale. Chi avesse smarrito la propria tessera personale, o in caso di furto o deterioramento della stessa, potrà chiederne il duplicato agli ufficio elettorale del Comune.
CHI PUÒ VOTARE - Possono votare per il Referendum tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali del Comune italiano di residenza che abbiano compiuto 18 anni entro il primo giorno previsto per le votazioni.
- QUESITO N°1: ACQUA PUBBLICA - SCHEDA ROSSA!
“Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica Abrogazione.”
Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008, e successive modificazioni, relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica, che stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o a società a capitale misto pubblico-privato all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.
È l’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.
Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.
Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.
- QUESITO N°2: ACQUA PUBBLICA - SCHEDA GIALLA!
“Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”.
Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si elimina il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici: si impedisce di fare profitti sull'acqua.
- QUESITO N°3: ENERGIA NUCLEARE – SCHEDA GRIGIA!
“Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme”
Si propone l’abrogazione di norme che prevedono la costruzione di nuove centrali da installare sul territorio nazionale.
Nonostante l’approvazione della moratoria di un anno sul nucleare in Italia, il referendum non si ferma. Il quesito referendario presentato per abrogare la norma per la “realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare” è lungo e articolato. Si tratta di una parte del decreto legge recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” firmato il 25 giugno 2008 e convertito in legge “con modificazioni” il 6 agosto dello stesso anno. Il testo completo del quesito può essere consultato sulla pagina di Wikipedia
Il Governo con il Decreto Legge n.34/2011 (art. 5 “Sospensione dell'efficacia di disposizioni del decreto legislativo n. 31 del 2010"), aveva inizialmente previsto una moratoria di un anno sull'avvio del programma nucleare, ma in via di conversione è stato presentato un emendamento che modifica ulteriormente la normativa oggetto del terzo quesito referendario.
Detto emendamento, pur abrogando diverse disposizioni, tra cui quelle relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari, concede al Governo di tornare sulla questione dell'uso dell'energia atomica in Italia una volta acquisite "ulteriori evidenze scientifiche mediante il supporto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza, tenendo conto dello sviluppo tecnologico e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea", oltre a riservare la possibilità esplicita di adottare entro dodici mesi una "Strategia energetica nazionale" che non nomina né esclude il ricorso all’energia nucleare.
In base all'art. 39 della legge 352/1970 sui referendum, se prima della data dello svolgimento del referendum, la legge, o l’atto avente forza di legge, o le singole disposizioni di essi cui il referendum si riferisce, siano stati abrogati, l'Ufficio centrale per il referendum dichiara che le operazioni relative non hanno più corso. In alternativa il quesito potrebbe essere modificato in base alle nuove disposizioni legislative.
La Corte di Cassazione ha optato per quest’ultima scelta, confermando l’ammissibilità del quesito referendario, poiché la nuova norma non è stata ritenuta sufficiente a soddisfare lo stesso obiettivo ricercato dai promotori del referendum, ma adeguandolo ai cambiamenti previsti dal legislatore. Stessa decisione della Corte Costituzionale che ha dato parere favorevole all’ammissibilità del terzo quesito.
- QUESITO N°4: LEGITTIMO IMPEDIMENTO – SCHEDA VERDE!
“Legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale. Abrogazione parziale di norma”.
Si propone l’abrogazione di norme della legge n. 51/2010, che per il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri prevede come legittimo impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, come imputati, il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti, delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di Governo.
Il legittimo impedimento è l’istituto che permette all’imputato, in alcuni casi, di giustificare la propria assenza in aula. In caso di assenza ingiustificata bisogna distinguere se si tratta della prima udienza o di una successiva.
La Corte costituzionale ha sancito l’illegittimità dei commi 3 e 4 della legge 51 rispetto a quanto prevede la Costituzione agli Art. 3 (uguaglianza dei cittadini davanti alla legge) e Art. 138 (procedura di revisione della Costituzione), e ha dato altresì un’ interpretazione del comma 1 conforme alla Costituzione, dichiarando illegittimo la certificazione di Palazzo Chigi sull'impedimento, prevedendo che sia il giudice a valutare l'indifferibilità della concomitanza dell'impegno con l'udienza.
Questa decisione della Consulta avrà ricadute sulla Consulta stessa, che diventerà con molta probabilità arbitro di frequente interpellato dal Governo per conflitto di attribuzioni ogni qual volta il magistrato ordinario non riconoscerà in un processo sussistere i presupposti per il legittimo impedimento sollevato da un membro dell'esecutivo.
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Commenti
Ciò che mi fa pena è quel 30-40% di persone che non va a votare per ignoranza, per menefreghismo, per evidenti limiti.
se nn siete in grado di mantenere un discorso evitate...ahahha...demagogia bella e buona di correnti di pensiero che danneggiano la sinistra stessa!mah...
e per non parlare de lazanzara...ahahah..che *moderato*..ma credi di essere pungente???ogni articolo e' uno show..
In Giappone si pentono delle scelte fatte decenni fa, ma non possono più tornare indietro, noi possiamo ancora scegliere, restare a casa sarà una colpa, il rimorso vi divorerà.
Il nucleare è una cosa seria, non lo spegni con un interruttore, installare le centrali é una scelta quasi irreversibile per l'Italia.
Pensateci bene, informatevi o, se non vi va, limitatevi ad andare a votare: non ve ne pentirete.
Il diritto di voto è un privilegio, bisogna onorarlo.
Articolo 75
E` indetto referendum popolare [cfr. art. 87 c. 6] per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge [cfr. artt. 76, 77], quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio [cfr. art. 81], di amnistia e di indulto [cfr. art. 79], di autorizzazione a ratificare trattati internazionali [cfr. art. 80].
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto, il suo esercizio è dovere civico."
Quindi il dovere del voto è contemplato eccome nella nostra costituzione: si rivolge ad un alto, forse romantico, "valore" civile che tutti dovremmo avere...
Secondo punto l'acquedotto pugliese è una SPA, ente di diritto privato, il quale come tale ha come obbiettivo l'ottenimento di profitto. L'acquedotto Pugliese SPA, pur essendo totalmente in mano pubblica, non è esente da questo, e il signor Vendola non ha ancora provveduto dopo 6 anni di governo a ripubblicizzarlo come promette da anni. Quindi per favore non parlate di acquedotto pugliese come pubblico. ultimo punto, giace da anni in parlamento una legge di iniziativa popolare del forum italiano dell'acqua che fra le altre cose prevede la gestione democratica e partecipativa degli acquedotti, oltre altri provvedimenti, atti a diminuire gli sprechi di acqua. Ma a quanto pare a nessuno interessa.
@che tristezza: completamente d'accordo con te, dove sono i politici o giornalisti che contrastano il bildeberg ?
Una persona non invitata in uno spazio privato viene allontanata con le buone o le cattive.
C'è sempre qualcuno più "a sud" di qualcun altro!
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/05/31/news/tonnellate_di_scorie_da_sistemare_e_il_costo_grava_sulle_nostre_bollette-17023582/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep-it%2F2011%2F06%2F01%2Fnews%2Fl_atomo_in_europa-17067295%2F
Calderoli è stato l'unico che al momento della discussione parlamentare del varo del trattato di Lisbona ha detto che così com'era scritto ero molto pericoloso (salvo poi approvaarlo all'unanimità parlamentare).
Ieri Borghezio ha tentato di entrare nell'hotel in Svizzera dove si teneva l'incontro del Bieldeberg.
Risultato picchiato ed arrestato.
Ma è possibile che in Italia non ci siano altri che abbiano il coraggio come i sopracitati (che a parte questi episodi, non reputo e giudico in maniera positiva! anzi!)?
Finchè non toccheremo il fondo, finchè non proveremo la vera sofferenza, finchè avremo i soldi per la benzina per andare al mare, la mentalità dell'italiano medio non cambierà mai!
Andare a votare per questo referendum, e poi cercare sempre il favore del politico di turno anche per starnutire, non cambierà mai nulla.
Purtroppo gli italiani sono così. O si inizia a scavare il fondo (dato che lo abbiamo toccato già da un pezzo) o si andrà avanti così x sempre.