È stato siglato ieri mattina, 27 aprile, l’accordo tra il Comune di Putignano e la Regione Puglia, alla presenza del sindaco avv. Gianvincenzo Angelini De Miccolis e del presidente della Regione Nichi Vendola, per quanto attiene il finanziamento da 2milioni 150mila euro da destinare alla realizzazione di infrastrutture nella Zona Industriale di Putignano.
A confermarlo è stato lo stesso De Miccolis, durante il consiglio comunale tenutosi in serata: “Si tratta di un finanziamento che conferma l'interesse e l'attenzione del Comune nei confronti della Zona Industriale. La convenzione, sottoscritta nella giornata di ieri, disciplina i rapporti tra il comune di Putignano e la Regione Puglia, per quanto attiene l'utilizzo delle somme assegnate al comune di Putignano per le infrastrutturazioni in Zona Industriale, a seguito di bando pubblico, alla quale l'amministrazione comunale ha partecipato. Entro il 31 dicembre 2011 - conclude il sindaco De Miccolis - dovrà essere bandita la gara per l'esecuzione dei lavori”.
Il progetto prevede la realizzazione di una serie di servizi, tra cui:
- infrastrutture per potenziare le dotazioni informatiche: sistema wireless e banda larga
- parcheggi con pannelli fotovoltaici per la produzione di energia rinnovabile
- rifacimento delle strade e potenziamento dell’impianto d’illuminazione
- videosorveglianza di tutti gli accessi alla Zona Industriale
La dotazione finanziaria totale della Regione Puglia è stata inizialmente da 60 milioni, si arricchisce di oltre 40 milioni, facendo salire a 100 milioni le risorse complessive e a 67 (ed anche più) gli enti beneficiari, cioè Comuni e Consorzi Asi. Ad arricchire il quadro interverrà nei prossimi mesi un nuovo intervento che mette a disposizione delle zone industriali altri 35 milioni. Dunque un’accelerata vertiginosa, tutta indirizzata ad attrarre in Puglia nuovi investimenti sollecitati da una rete di infrastrutture moderne ed efficienti assicurate da 75milioni complessivi, in aggiunta alle risorse precedenti.
Una vera rivoluzione per le zone industriali dove, grazie ai nuovi interventi destinati in parte ad aree esistenti in parte a nuove aree, potranno essere realizzate strade, illuminazione, reti energetiche e per la fornitura di acqua industriale, video sorveglianza, infrastrutture ICT, ma anche mense, centri diurni per l’infanzia e nidi. Miglioreranno così le condizioni degli insediamenti industriali sotto il profilo ambientale grazie al rispetto delle caratteristiche paesaggistiche e sarà facilitata la vita dei lavoratori e delle lavoratrici con la realizzazione di servizi reali.
Oggi 14 Comuni e 1 Consorzio Asi hanno firmato con la Regione Puglia il disciplinare che regola il rapporto tra Regione ed enti aggiudicatari delle risorse e che precede l’avvio delle gare d’appalto per l’assegnazione dei lavori, scandendo le fasi dell’intervento con un cronoprogramma. Hanno sottoscritto il disciplinare i sindaci dei Comuni di Acquaviva delle Fonti, Monopoli, Noci, Toritto, Putignano e Castellana Grotte per la provincia di Bari; i sindaci dei Comuni di Tuglie, Copertino, Bagnolo del Salento, Monteroni, Andrano e Matino per la provincia di Lecce, di Pietramontecorvino per la provincia di Foggia e di Canosa di Puglia per la Bat; chiude l’elenco il Consorzio Asi di Bari. Per la Regione Puglia firma il direttore d’Area responsabile della linea di intervento.
Tutti e quindici gli enti hanno programmato investimenti per 26milioni 440mila euro, dei quali la maggior parte sarà finanziata con fondi comunitari (21milioni 921mila euro) e quello che resta (quasi 4milioni 519mila euro) sarà a carico del beneficiario. Dopo la firma del documento parte l’impegno da parte dei beneficiari a realizzare le opere nel più breve tempo possibile bandendo le gare d’appalto a favore delle imprese locali per assegnare i lavori. Così saranno completate tante zone industriali (sono circa 200 in tutta la Puglia tra aree Pip, Piano per gli insediamenti produttivi, e Asi, Aree di Sviluppo industriale) e allo stesso tempo sarà sostenuto il settore edile provato dalla crisi.
Il bando, che si chiama per intero “Iniziative per le infrastrutture di supporto degli insediamenti produttivi” è uno degli interventi più innovativi della Regione Puglia. Il primo obiettivo che ha perseguito è stato quello di spingere gli enti locali pugliesi a dotarsi dei nuovi strumenti previsti dal codice dell’amministrazione digitale. Per accedere al bando occorreva, infatti, avere la posta elettronica certificata, la firma digitale e utilizzare il Sit, il Sistema informativo territoriale, sul quale sono evidenziate le zone interessate dagli interventi per poter avere in tempo reale un quadro dei progetti programmati.
Inoltre, nella valutazione dei progetti, si è tenuto conto della sostenibilità finanziaria della gestione delle opere realizzate. In pratica una volta ultimata l’opera, il Comune deve dimostrare di poterla mantenere in esercizio. Per questo gli enti locali candidati hanno presentato un piano di gestione attraverso il quale dimostrano di poter far fronte a quest’obbligo, attraverso le proprie entrate oppure dando le opere in gestione ad un privato.
Altro aspetto degno di nota è stato il rilievo attribuito alla sostenibilità ambientale dell’intervento. Il punteggio attribuito ai progetti ha tenuto conto infatti di alcuni aspetti quali il riuso delle acque piovane, industriali e di fognatura nera depurate, le misure di miglioramento della qualità dell’aria, la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’introduzione della tecnologia a led nell’illuminazione pubblica esterna.
Nonostante le numerose novità, il bando ha registrato un vero e proprio boom di domande: sono state infatti 149 le richieste arrivate alla Regione e 88 quelle giudicate ammissibili. Sono state presentate da 143 Comuni, 5 Consorzi Asi e una Provincia (Brindisi). La dotazione finanziaria originaria di 60milioni di euro è oggi elevata a 1.150milioni, grazie alla modifica del Piano Pluriennale di Asse, il che ha permesso lo scorrimento della graduatoria per un’altra trentina di enti oltre i 37 iniziali. Così saranno finanziati più di 67 enti, che investiranno circa 113 milioni di euro.
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