Nelle ultime settimane si è tornati a discutere dei contributi elargiti dal Comune di Putignano alle associazioni, nell’ambito dell’atto d’indirizzo deliberato dalla Giunta Comunale per le manifestazioni carnascialesche del “Pranzo con i Cavalieri di Malta”, organizzato da La Chiancata, e del giovedì dei cornuti, promosso dall’Accademia delle Corna.
Le polemiche hanno interessato anche la consulta delle associazioni e il regolamento, per cui abbiamo sentito colui che da assessore, ha avviato il percorso di stesura del regolamento: Giovanni Pugliese, ex assessore comunale alle politiche giovanili, nonché delegato di Legambiente, che ha voluto chiarirci alcune delle inesattezze circolate.
IL REGOLAMENTO - “Dall’oggetto del regolamento (regolamento per la disciplina dei rapporti tra amministrazione comunale e libere forme associative e per l’istituzione dell’albo e della consulta delle associazioni, ndr) ci si accorge che disciplina due cose differenti: le regole fra il comune e le associazioni e le regole per istituire l’albo delle associazioni e la consulta - ha esordito Pugliese”.
“La consulta, composta da persone elette con delle regole stabilite da regolamento, deve consigliare (obbligatoriamente, ndr) e supportare (possibilmente, ndr) l’amministrazione nell’ambito dell’associazionismo. La parte più rilevante del regolamento sono le ‘leggi di comportamento’ decretate dal comune nei confronti di tutte le associazioni e che l’ente locale deve rispettare. Invece, si continua a far credere che il regolamento sia uno spauracchio in mano alla consulta, senza considerare che il regolamento è del comune!”
“Il consiglio comunale ha votato un regolamento al fine di definire come il comune deve comportarsi con le associazioni e questo prima ancora di stabilire da chi è composta la consulta. Quel regolamento, nella prima parte, è stato completamente e ripetutamente non considerato”.
CONTRIBUTI ALLE ASSOCIAZIONI – “In un'intervista di alcuni mesi fa il sindaco dichiarava che, finalmente con la consulta delle associazioni, il comune si sollevava dalla questione dell’assegnazione dei contributi. Una cosa falsissima – afferma Pugliese – Nei giorni scorsi, il sindaco ha dichiarato che la consulta voleva gestire i soldi del pranzo medievale e, in generale, i contributi. Una cosa esattamente contraria e, altrettanto falsa”.
L’amministrazione comunale può contribuire ad una manifestazione di un’associazione iscritta all’Albo, senza superare il 50% delle risorse necessarie per coprire le spese, perché il suddetto regolamento non permette di finanziare il costo complessivo dell’iniziativa.
IL PARERE DELLA CONSULTA È OBBLIGATORIO - Gli amministratori comunali, come previsto dal regolamento, hanno l’obbligo di ascoltare la consulta. Infatti, l’articolo 8 del regolamento dice: “Annualmente l’A.C., sentita la Consulta, in sede di approvazione di Bilancio, o sue successive variazioni, individua, con propri atti di indirizzo, le risorse finanziarie complessive da destinare ai contributi economici alle associazioni iscritte nell’Albo, nonché le attività verso le qualidestinare prioritariamente il proprio sostegno, nell’ambito di ciascuna Area tematica” .
Credi che magari si voglia buttare la colpa alla consulta per affermare “ci abbiamo provato, ma non ha funzionato”? “Si, ma il problema è che non ci hanno nemmeno provato – svela Giovanni Pugliese – la consulta non è mai stata considerata. Si è riunita una sola volta lo scorso 30 dicembre, per questioni organizzative e d’inizio delle attività. Per l’amministrazione esiste un solo obbligo: sentire la consulta per qualsiasi cosa che riguarda gli ambiti associativi. È curioso, che la consulta è istituita dagli amministratori con lo scopo di ascoltare le associazioni, ma stranamente non l’hanno mai fatto”.
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Commenti
Leggo dai commenti degli amici del web che si sono spesi fior di quattrini per far gozzovigliare amici e amici degli amici (così mi pare). Mi pare di capire che l'attuale Amministrazione prende a "pernacchie in faccia" un organo che dovrebbe essere consultato obbligatoriamente (così mi pare).La stima della tua persona, leggendo la tua intervista,rimane immutata ma come Consulta delle Associazioni perchè non provate a fare la voce grossa? Se l'Amministrazione comunale pensa di gestire i fondi e i contributi alle Associazioni come fatto sino ad ora si sbglia di grosso.I cittadini borbottano per qualche giorno poi ......passata la festa gabbato il Santo !!
Ora non più. Il carovita,il fisco e chi più ne ha più ne metta pone serie difficoltà alle famiglie e francamente, vedere il denaro pubblico "regalato"agli amici o dato per far banchettare gli stessi se permettete suona come una umiliazione nei confronti di chi paga le tasse e non è amico di nessuno!. Carissimo Pugliese a che gioco stanno giocando?
Vi saluto sempre cordialmente tutti.
@spiz: c'è sicuramente un problema di comunicazione, ma questione è un'altra. La consulta ha come ruolo essenziale (l'unico che gli viene conferito dal regolamento che la istituisce) quello di coadiuvare l'Amministrazione sulle scelte che riguardano nel senso più ampio il mondo dell'associazionismo e del volontariato. E' la stessa identica cosa di quando un'azienda o un privato chiama un consulente: questi deve osservare anch'egli le questioni, e fornire delle valutazioni, si immagina utili. Poi L'azienda o il privato in questione decide se la consulenza va messa in pratica, e se ritiene di si se ne occupa con mezzi e risorse proprie.
Lo stesso, almeno in termini di regolamento, vale per la Consulta.
Esempio: ci sono i 150 anni dell'nità d'Italia, l'Amministrazione sente la Consulta perchè -rappresentativa dell'intero panorama associativo locale- suggerisca/proponga modalità per organizzare le celebrazioni nella maniera migliore. Idem per il Carnavale, idem per le indicazioni sul bilancio, idem per gli eventi socio/culturali, e per ogni altra cosa per cui ci può essere un contributo a titolo VOLONTARIO (salvo rimborsi di spese vive) da parte delle associazioni.
Il punto è che in NESSUNA occasione l'Amministrazione ha sentito la necessità (per norma avrebbe dovuto sentire il dovere..) di sentire la Consulta. E questo per rimanere al regolamento.
Su questo abbiamo ragionato molto e sviluppato proposte (modelli uniformi e facili per le domande, rapporti con gli enti sovralocali, miglioramento del regolamento, spazio aperto sul portale comunale, contributo alla definizione del programma degli eventi senza sovrapposizioni, corsi di formazione per qualificare i dirigenti delle associazioni, eventi che prevedessero il contributo di tutte le associazioni, ecc). Il problema è che tutto questo è da farsi in nome e per conto dell'Amministrazione, in forma di supporto a quest'ultima.
Capisci che diventa complicato se nn riesci ad ottenere alcuna interlocuzione, nè formale (richieste e lettere senza risposte, obblighi regolamentari non rispettati), nè informale (amministrazione che attacca pubblicamente la Consuta sulla base di non si capisce cosa..).
Al momento è stata inviata una richiesta di incontro con Sindaco e Presidente del Consiglio, in modo da chiarire se e come quest'organo può avere occasione di essere utile.
Dopodichè c'è un discorso formale (e a dire il vero anche politico/sostanziale) del perchè l'Amministrazione abbia condotto gli iter per finanziare queste ed altre cose senza attenersi con la dovuta attenzione a delle regole che essa stessa si è data. In questo senso, essendo di parte in senso opposto rispetto a Leo, mi dispiace che un occasione di fare le cose per bene sotto ogni punto di vista, si sia tramutata in un boomerang. E ci voleva davvero poco ad evitarlo.