Il nostro sindaco Gianvincenzo Angelini De Miccolis ha presenziato al Consiglio Nazionale dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) svoltosi ieri mattina, 27 ottobre, in seduta straordinaria a Lamezia Terme per approvare un ordine del giorno dedicato "alla sicurezza e alla legalità" con le amministrazioni comunali in prima linea e, infine, un "piano per il Sud" per lo sviluppo economico sociale del Mezzogiorno.
O.d.G. SICUREZZA E LEGALITÀ. COMUNI IN PRIMA LINEA - Mentre i dati del ministero dell’Interno fanno registrare una diminuzione della criminalità pari al 13,9%, i reati che interessano la pubblica amministrazione (corruzione, concussione, abuso d’ufficio) continuano a crescere. Secondo la Guardia di finanza, infatti, l’aumento delle denunce per fatti di corruzione e concussione accertati nel 2009 raggiunge, rispettivamente, le percentuali del +229% e del +153% rispetto all’anno 2008. Inoltre, non è affatto scongiurata la tradizionale presenza delle organizzazioni criminali di stampo mafioso, né il loro grado di penetrazione nell’economia, nella società, nella politica e nelle istituzioni, direttamente legato al livello di arretratezza economica e sociale del territorio. Questa presenza criminale ed il volume delle attività illegali quale peso direttamente legato agli esercizi commerciali ed imprenditoriali, sono stimate e comprese tra l'1.5% ed il 2% del Prodotto Lordo di ciascuna regione.
Parte da queste considerazioni il documento presentato ieri dal delegato Anci alla Legalità, Giuseppe Cicala, durante il Consiglio nazionale dell’Associazione, riunito in seduta straordinaria a Lamezia Terme per mettere a punto le proposte concrete dell’Associazione e le richieste al governo per interrompere la spirale intimidatoria che purtroppo vede sempre più spesso nei sindaci il promo bersaglio della criminalità.
“Quello che sta per concludersi – si legge nel documento - è stato un anno difficile per gli amministratori. Il tragico evento criminale di Pollica, l’assassinio del sindaco Angelo Vassallo, è il più eclatante e doloroso per la sua efferatezza. Purtroppo la lista degli atti intimidatori criminali ai danni degli amministratori locali è lunga e prevede lo stesso copione con le buste piene di minacce e proiettili, con le auto a fuoco e con l’esplosione di armi da fuoco diretti ai portoni della casa comunale ma anche, spesso, esplose sotto ai portoni della casa degli stessi rappresentanti della cosa pubblica”.
L’Anci ricorda ad esempio l’episodio di Ottana, in provincia di Nuoro, dove il sindaco si è dimesso dopo aver ricevuto, con la sua famiglia, gravi intimidazioni a colpi di fucile. In Sardegna , poi, nell’ultimo anno sono stati almeno 60 gli amministratori minacciati. E ancora: “a Isola Capo Rizzuto, il 5 luglio, è andata a fuoco l’auto del sindaco Caterina Girasole. Inutile continuare la lunga lista di episodi criminali”.
“Le vittime degli attentati, senza distinzione di colore politico e area geografica, sono spesso a capo delle amministrazioni di comunità anche di piccole dimensioni”, fa notare l’Anci. “Sindaci, assessori e consiglieri comunali, costretti a vivere e lavorare sotto l’incubo delle minacce. E’ con il dato più preoccupante, ovvero che la quasi totale impunità dei responsabili”.
Da qui la necessità di “interventi che riguardano il contrasto alle infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione, a partire da orientamenti univoci sulla legalità da parte di tutti i livelli di governo, nazionale e locali, e di un più rigido intervento nella selezione delle classi dirigenti, facendo appello ancora ai partiti politici nella definizione delle liste elettorali anche attraverso l’adozione di codici di comportamento ed etici. In tal senso, si segnalano le iniziative dell’Associazione come l’anagrafe degli amministratori”.
“PIANO PER IL SUD” - L’impostazione del Piano per il Sud deve valorizzare adeguatamente le politiche urbane, con l’adozione di linee di intervento in ambito urbano concentrate sull’obiettivo generale del miglioramento della dotazione infrastrutturale (nodi di servizio, reti della mobilità e intermodalità) e del livello dei servizi essenziali e avanzati. E’ quanto auspica l’Anci nel documento presentato ieri da Vito Santarsiero, sindaco di Potenza e delegato nazionale al Mezzogiorno, durante il Consiglio nazionale dell’Associazione, riunito in seduta straordinaria a Lamezia Terme.
Secondo l’Anci sono quattro le priorità che deve prevedere il piano organico di interventi necessari allo sviluppo delle regioni meridionali:
- la lotta alla criminalità organizzata
- il miglioramento della dotazione infrastrutturale e del livello dei servizi
- l’aumento della capacità imprenditoriale e revisione dei regimi di aiuto
- il rilancio del credito con l’istituzione della Banca per il Sud.
L’analisi del documento, che è stato poi approvato dal Consiglio nazionale, parte dai dati statistici generali che disegnano un forte divario tra Nord e Sud. In base a valutazioni SVIMEZ nel 2009 il Pil ha segnato nel Mezzogiorno una riduzione del 4,5%, un valore molto più negativo del -1,5% del 2008, leggermente inferiore al dato del Centro-Nord (-5,2%). Mentre sono ormai otto anni consecutivi che il Sud cresce meno del Centro- Nord, cosa che non è mai successa dal dopoguerra a oggi. Inoltre, dei circa 530mila posti di lavoro persi nell’ultimo anno e mezzo, 335mila sono al Sud. Mentre 6,5 milioni di persone vive in una zona grigia tra lavoro irregolare e economia sommersa. A questo quadro va aggiunto la stima attendibile secondo cui il fatturato delle tre principali mafie supera ampiamente i 100 Miliardi di euro all’anno.
Dalla lettura di questi dati secondo l’Anci emerge la necessità di due sfide per il nuovo ‘Piano per il Sud’. Da un lato bisogna considerare la centralità economica delle agglomerazioni urbane nei settori della ricerca, dell’innovazione e dei servizi avanzati; dall’altro convenire sulla necessità di individuare linee di intervento focalizzate sui temi di lotta alla marginalità e al disagio sociale, soprattutto nelle aree periferiche e peri-urbane.
“Le città del Sud scontano ancora condizioni di contesto fortemente penalizzanti per svolgere adeguatamente il ruolo proprio di propellenti dello sviluppo economico e dell’innovazione produttiva sociale e culturale”, sottolinea il documento. Da qui la necessità che “emerga con chiarezza un ruolo ‘distintivo’ delle aree urbane per lo sviluppo e la coesione economica e sociale del Mezzogiorno e del Paese”. Infine, i Comuni si augurano che “nel rispetto di ruoli e compiti di ciascun livello istituzionale, siano assicurate adeguate condizioni di autonomia e responsabilità nella programmazione e attuazione dei diversi interventi, anche nella prospettiva indicata dalla riforma federalista”.
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