Nei giorni scorsi, avevamo ascoltato le dichiarazioni dell’ex tesoriere del Partito Democratico, avv. Giuseppe Bianco, nella quale ci annunciava di non essere stato invitato dal segretario del Pd alla riunione del Coordinamento, al fine di effettuare un confronto ampio e sereno.
Il segretario Stefano Maggipinto ha voluto chiarire che il confronto ci sarà probabilmente nella serata di oggi: “la questione è semplice, noi abbiamo fatto una riunione di coordinamento lunedì 13 settembre, ma poiché lui era impegnato, non si è discusso di questa situazione del tesoriere - dichiara Maggipinto. - Questo argomento sarà ripreso nella prossima riunione di coordinamento, che si svolgerà giovedì o venerdì (questa sera o domani sera, ndr), dopo aver concordato la data con Giuseppe Bianco, in base alle sue disponibilità.”
Abbiamo, però, voluto approfondire il caso delle dimissioni dell’avv. Bianco, ascoltando la posizione del coordinamento cittadino attraverso il suo omonimo Giuseppe Luigi Bianco, candidato alla segreteria comunale del Pd, nel congresso del maggio scorso.
“Le dimissioni dell’ex tesoriere del PD avv. Giuseppe Bianco sono un caso solo per chi lo vuole far diventare tale. Personalmente credo, che la questione si risolva ad una sostanziale differenza di visione politica e di prassi tra l'avvocato Bianco ed il coordinatore cittadino Maggipinto, che non è stata risolta nella fase congressuale e poi si è inevitabilmente manifestata. – dichiara l’ingegnere Bianco.”
“Molti degli argomenti citati nella lettera di dimissioni sono condivisibili, altri meno, le conclusioni sono legittime, ma non mi sento di appoggiarle anche se le capisco. – afferma Giuseppe Luigi Bianco - Non è un caso che ad analoghi problemi, io ed altri esponenti del partito abbiamo deciso di dare soluzioni differenti. Mi preme solo sostenere che rispettare le idee altrui per me significa entrarci, mettersi nei panni altrui, porsi gli stessi problemi, magari darsi delle risposte, certamente favorire un confronto. In questo senso rispetto la scelta di Giuseppe. Anche perché, rappresenta un malessere presente e quindi un nodo da sciogliere, non certo un episodio da dimenticare.”
“Il coordinamento cittadino non ha ancora avviato una discussione su questo punto, se non tra i singoli, informalmente. Aspettiamo che, come prevede lo Statuto, il Coordinatore proponga la nomina di un nuovo tesoriere (che obbliga il tesoriere ha presentare, entro il 30 aprile di ogni anno, il conto economico consuntivo, che viene approvato dal coordinamento e ratificato dall’Assemblea del circolo, ndr).
- Ci confermi che nella giornata di giovedì o venerdì, si terrà un confronto del coordinamento con l’avv. Bianco?
“Sulle future convocazioni dell’organo non ho ancora notizie, è possibile, perchè Maggipinto nell’ultima riunione ci ha comunicato di aver ancora bisogno di alcuni giorni per comunicarci le sue determinazioni. – prosegue l’ing. Bianco - Personalmente ritengo che l’unica strada percorribile sia cercare di affrontare le questioni che Giuseppe ha posto, offrendo allo stesso la possibilità di rifare la tessera il prossimo anno, certo di partecipare alla vita del partito che lo ritrae, e che sa anche affrontare i nodi che si presentano.”
- L’avv. Giuseppe Bianco ha sollevato la mancanza di trasparenza e confronto all'interno del locale circolo del PD. È una delle problematiche presenti all’interno del Partito Democratico putignanese?
“Uno dei temi posti anche al congresso è stato quello dei processi decisionali. Fino a marzo, io stesso non facevo parte di alcun organo di governo del circolo, sono subentrato nel coordinamento a suo tempo, in seguito ad un dimissionario. Ciò è stato possibile perchè nel 2008 abbiamo votato, ma lasciamo perdere adesso.
Giuseppe ha mosso dei rilievi alla gestione del partito per come lo conosceva. Da Giugno abbiamo un nuovo coordinatore ed una nuova squadra, lasciamoli lavorare e giudichiamoli. Fino ad oggi devo dire la verità: non si sono visti slanci particolarmente ispirati da questo esecutivo tesi a favorire una maggiore partecipazione di cittadini, elettori, aderenti e tesserati alle decisioni del partito, che pure sono auspicabili.”
“Chiederemo che ciò avvenga presto, e credo che la prima occasione utile per cambiare registro sia la Festa Democratica di Ottobre, che da essere la stanca riedizione della Festa dell'Unità, tutta focacce fritte e comizi, deve diventare un momento di confronto a più voci con la comunità e con lo sguardo al mondo, per ascoltare, raccontare, comprendere, e spiegare. Più persone in circolo a parlare, più cittadini attivi a confrontarsi, e meno ‘paperoni’ sul palco. Questa è la sfida che vorrei raccogliere.”
- Nell’ultimo anno c’è stato un calo del tesseramento all’interno del Pd. Secondo te, quali sono i motivi che hanno allontanato i cittadini dal partito locale?
“Il calo dei tesserati risponde al giudizio che i cittadini più vicini si sono formati del nostro operato più a livello generale che a livello locale secondo me. Non voglio difendere a priori un presunto buon amministrare dei compagni che sono al governo del paese, ma credo che la percezione del partito dipenda da fattori diversi da quelli che portano l'elettore a votare il consigliere del PD.”
“Al calo secondo me hanno contribuito: le vicende penose legate alle primarie per le elezioni regionali, con il siparietto di candidature e sgambetti reciproci finalizzati a non mettere lo strumento della scelta democratica nelle mani degli elettori. Fortunatamente chi come me ci ha creduto ed ha tenuto duro è stato premiato dalla vittoria, alla fine.”
“Poi c'è una immagine appannata a livello nazionale, motivata dalla scarsa convinzione con cui si fa opposizione, per cui alle dichiarazioni di principio rilasciate ai telegiornali spesso seguono votazioni equivoche, cito ad esempio l’elezione di Michele Vietti al CSM coi voti del PD, criticabile da diversi punti di vista. Gli elettori se ne accorgono che spesso non siamo conseguenti, e ci giudicano.”
“Infine, c'è l’ambiguità con cui si cercano alleanze sommando le percentuali, senza offrire una piattaforma programmatica definita, prendendosi le dovute risposte da Casini e da Fini. Il documento programmatico approvato dalla Assemblea Nazionale il 28 maggio è sepolto in un luogo oscuro del portale nazionale del PD, mentre dovrebbe essere la nostra guida, ed essere spiegato agli elettori in modo anche sintetico. A questo contribuiscono personalismi o prassi di confronto poco efficaci come l’ultima sortita di Veltroni, condivisibile nei contenuti non nella forma o nel luogo dove si è rappresentata: Repubblica non è la Direzione Nazionale del PD.”
- Cosa manca al Partito Democratico?
“Al PD serve, a Putignano come a Roma, aprire uno spazio di ascolto verso la comunità, poi di confronto, che vuol dire mettere a raffronto le nostre idee con quelle di chi le idee, nella comunità, la muove, ci si scontra, le digerisce, le cambia.”
“Le politiche del lavoro, della scuola, della sanità si fanno parlando con i nostri maestri casari, con i laboratori tessili e con le grandi imprese di abiti da sposa, con i nostri insegnanti e con le associazioni studentesche, con il tribunale per i diritti del malato come con i primari ospedalieri. Questo confronto è assente o affidato alla buona volontà ed all’iniziativa degli amministratori comunali.”
“Dobbiamo e possiamo fare di più, senza aspettare che da Bari o da Roma ci vengano a dire cosa come e perchè. Chi ha idee le porti, è il benvenuto. Ognuno farà ciò che può per muoverle. È questo che ci chiedono i compaesani.”
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