E’ passato un anno dalla improvvisa scomparsa di Vito Detomaso, morto a 51 anni nella prima mattina del 6 agosto 2008.
Ad un anno dalla sua morte, gli amici hanno organizzato il 1° Memorial, giovedì 6 agosto alle ore 19:30 sarà celebrata una Santa Messa nella Chiesa del Carmine, a seguire alle ore 20:30 su Piazza Aldo Moro si terrà un concerto di musica Gospel.
Ricordarlo oggi, fa una certa impressione dopo l’ultima campagna elettorale che ha visto nuovamente la vittoria del centro sinistra e del sindaco Gianvincenzo Angelini de Miccolis, l’uomo “giusto” voluto da Vito Detomaso per conquistare la vittoria elettorale in un paese dove il centro destra per 10 anni è stato sempre maggioranza.
Sembra impossibile, che la campagna elettorale abbia fatto a meno del lavoro politico di Vito Detomaso. Ma De Miccolis, più volte dai palchi ha ricordato che nei momenti difficili si è sempre ispirato all’esempio e alle lezioni politiche che Vito gli ha insegnato. De Miccolis, ha voluto ricordare Vito Detomaso anche il giorno della vittoria e della sua rielezione dedicandogli un “Grazie per tutto quello che hai fatto per noi”.

La politica era tutta la sua vita e alla politica ha immolato la sua vita. Anche se stanco e provato dalle varie prove elettorali, era un uomo che non mollava mai. Un uomo di partito vecchio stampo, che si preoccupava di portare in alto la sua parte politica mettendo da parte i suoi interessi personali. Poteva fare il candidato sindaco, poteva fare l’assessore comunale, poteva aspirare a cariche istituzionali extra comunali, ma ha sempre svolto il ruolo di semplice consigliere comunale, nonostante i tanti voti che ogni elezioni riusciva ad ottenere. Si faceva da parte per far crescere nuove personalità politiche, come Gianvincenzo Angelini de Miccolis.
Ha ricoperto, per breve periodo la carica di vice sindaco, nel comune di Gioia del Colle, ma a Putignano non ha mai voluto avere onorificenze di “rango”. Vito Detomaso ha costruito la sua carriera politica dal basso, con anni e anni di gavetta, preoccupandosi esclusivamente di difendere i valori di libertà in cui credeva. Nonostante il suo modo di fare “moderato” a molti era “antipatico”, in special modo ai suoi avversari politici. Ma lui non si preoccupava e aveva modi cordiali e gentili con tutti, anche con chi si riteneva suo nemico. Veniva dalla tipica scuola “democristiana” dove la tolleranza è un valore importante.
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