Riceviamo e pubblichiamo le affermazioni di Giampaolo Loperfido, esponente putignanese del centro destra, in merito alle situazioni nazionali che si stanno vivendo all’interno del PdL, e conclude con una affermazione pungente nei confronti del partito cittadino, oramai fermo alla sconfitta elettorale delle amministrative.
Il PDL che vorrei è una grande formazione politica pienamente integrata nel panorama delle forze moderate e liberali dell’occidente democratico, uno di quei partiti plurali dotati di trasparenti meccanismi di partecipazione e di competizione interna di idee diverse, tenute insieme da leader e identità inclusive.
Un partito che nel rapporto tra Cittadino e Stato, fosse il primo ad essere favorito.
Un partito che avesse la capacità di trovare una sintesi tra diritti, responsabilità e libertà.
Un partito che sulla questione migratoria non cavalcasse la paura della gente per il diverso, ma effettuasse politiche di sicurezza e di welfare “la paura si vince con la conoscenza”.
A due anni dalle elezioni parlamentari del 2008, resta inattuato il cuore del programma elettorale:
- la riduzione del carico fiscale,
- una robusta riduzione della spesa pubblica,
- l’abolizione delle province,
- la riforma del fisco e della pubblica amministrazione.
Un grande partito non può eludere il suo stesso programma, affidando al suo leader carismatico il compito di rilanciare costantemente una rivoluzione che non parte mai.
Sulle riforme istituzionali, un grande partito non costruisce un nuovo modello di governo sulla base dei desiderata di Umberto Bossi, ma dialogando con tutte le forze politiche ed immaginando gli effetti delle riforme non sul prossimo triennio, ma sui trent’anni.
In questa fase il PdL è diventato un partito quasi reazionario, per certi versi confessionale.
Gianfranco Fini non è uno squisito liberarle ma su alcuni importanti temi: immigrazione, diritti civili, riforme, welfare ci si può trovare d’accordo, potrebbe ambire ad essere un aspirante leader di un grande partito repubblicano, certo non costringerebbe nessuno a cantare meno male che Gianfranco c’è.
Adesso aspettiamo che passi la tempesta, che si ritorni a parlare di politica, io uso sempre una metafora: “quando il mare è agitato, è meglio non uscire con la barca”.
Per quanto riguarda il PdL a Putignano, che dire, non fa politica da quando ha perso le amministrative.
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Commenti
Se ho scelto il centro destra è perchè ho creduto che le mie istanze di liberale e liberista potessero meglio essere rappresentate, questo non è stato.
Il centro sinistra ancora oggi non è una alternativa valida al governo del Paese, è una specie di "ricotta maleodorante" (Pasolini)
Se questa è politica si dia anche la risposta.