Sabato 26 Maggio 2012
   
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INCERTEZZE SULL'OPIFICIO INDUSTRIALE DI RISTAMPA

consiglio-comunale-22-02

Nella serata di lunedì, il consiglio comunale ha approvato un provvedimento che consentirà di edificare un impianto industriale destinata alla manipolazione, al trattamento, allo stoccaggio e alla demolizione di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, nella zona ovest dell'agro di Putignano.

Torniamo a trattare l’argomento, con l’obiettivo di fare luce su questo tema molto caldo per consentire ai cittadini di riflettere su una decisione che produce alcuni dubbi sulla sua possibilità di poter essere approvata. Infatti, è stato un argomento che ha fatto discutere i consiglieri comunali presenti in aula.

L’azienda di Giacinto Decataldo, obbligata a lasciare il centro abitato, ha presentato in data 2 aprile 2008 una domanda di permesso a costruire in un suolo individuato nelle campagne putignanesi e dopo aver seguito il suo lungo iter, ha ricevuto il 23 dicembre 2009 esito positivo dalla conferenza di servizi, effettuata ricorrendo all’articolo 5 del DPR 447 del 1998.

LE CONTRADDIZIONI - L’opposizione ha riportato in sala consiliare alcune contraddizioni di questo provvedimento che è stato approvato a maggioranza dal consiglio comunale. Il primo problema, che sarebbe stato aggirato, riguarda il Piano Regolatore del Comune di Putignano, che nell’art. 68 cita: “Sono vietate, in tutti i casi, le attività inerenti la manipolazione, lo stoccaggio, il riciclaggio e lo smaltimento di rifiuti di qualsiasi genere”, determinando un divieto di queste aziende nella zona industriale (Zona D) e di conseguenza in tutto il territorio comunale.

In seguito, non sarebbe stata considerata una legge di giunta regionale, n°2668 approvata il 28 dicembre 2009 e pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n°16 del 26 gennaio 2010. Il provvedimento riguarda la localizzazione dei nuovi impianti di trattamento, di recupero e smaltimento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi e vincola la loro localizzazione solamente nella zona industriale.

Un’altra contraddizione, riportata dal consigliere Giannandrea, è la delibera di consiglio comunale n°14 del 16/03/2006 nella quale si prevede che la zona E1, quella in questione, e la F2 del P.R.G. “sono consentiti nuovi interventi da destinare ad attività ricettive (turistico - alberghiero e ristorazione).” Quindi, sul suolo prescelto e acquistato dall'azienda non sarebbero consentiti impianti relativi ai rifiuti pericolosi e non pericolosi.

“La situazione si poteva risolvere - come dichiarato dai consiglieri d’opposizione - modificando il regolamento comunale, che vieta l’insediamento di questi edifici industriali nella zona industriale.” Infine, Giannandrea ha invitato il sindaco a provvedere a sistemare l’articolo 68 del PRG, che sembra il sindaco De Miccolis voglia accogliere.

Il dirigente della terza ripartizione ing. Cappiello, chiamato a relazionare, avrebbe chiarito che la scelta del suolo agricolo “non è stata una scelta facile, poiché nella zona industriale non si possono inserire nuove attività di manipolazione dei rifiuti speciali pericolosi o non pericolosi. Inoltre, in buona parte del territorio putignanese non è possibile localizzare nuovi edifici industriali. Abbiamo scelto questo suolo variando la sua destinazione d’uso, da zona agricola a zona produttiva per tre fattori: isolamento, raggiungibilità e mancanza di edifici nelle vicinanze.” Infine, assicura i consiglieri che non ci saranno problemi con la Regione e che questo provvedimento non sarà influenzato dall’ultima legge regionale.”

Il sindaco Gianvincenzo Angelini De Miccolis ha espresso il suo imbarazzo nel trovarsi dinanzi all’approvazione di questo provvedimento, ma l’amministrazione comunale deve dare risposte ai cittadini in tempi accettabili e riservare i posti di lavoro per il bene della cittadinanza. “La delibera del 2006? Doveva fare chiarezza, però non si prevedeva questa situazione specifica. La maggioranza ha il dovere di sostenere le imprese e l’occupazione per far crescere la cittadina.”

Alla conclusione della discussione si è votato il provvedimento, con la maggioranza compatta che ha votato favorevole, il consigliere Ubaldo Genco, Domenico Giannandrea ed Elio Cuomo sono stati contrari, mentre il consigliere Vito Valentini ha deciso di astenersi, perché non voleva essere in contrasto con l’azienda che altrimenti chiuderebbe e licenzierebbe provocando un ulteriore danno.

A voi le considerazioni sull'approvazione di questa concessione!

Commenti 

 
#8 Netti Giuseppe 2010-02-26 13:42
Eddy comunque ha detto una cosa sacrosanta...
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#7 Netti Giuseppe 2010-02-26 13:40
Il primo problema, che sarebbe stato aggirato, riguarda il Piano Regolatore del Comune di Putignano, che nell’art. 68 cita: “Sono vietate, in tutti i casi, le attività inerenti la manipolazione, lo stoccaggio, il riciclaggio e lo smaltimento di rifiuti di qualsiasi genere”, determinando un divieto di queste aziende nella zona industriale (Zona D) e di conseguenza in tutto il territorio comunale.

SE AVESSI LETTO L'ARTICOLO SOPRA , NON AVRESTI AVUTO NEMMENO LA NECESSITA' DI SCALDARTI

In seguito, non sarebbe stata considerata una legge di giunta regionale, n°2668 approvata il 28 dicembre 2009 e pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n°16 del 26 gennaio 2010. Il provvedimento riguarda la localizzazione dei nuovi impianti di trattamento, di recupero e smaltimento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi e vincola la loro localizzazione solamente nella zona industriale.

Un’altra contraddizione, riportata dal consigliere Giannandrea, è la delibera di consiglio comunale n°14 del 16/03/2006 nella quale si prevede che la zona E1, quella in questione, e la F2 del P.R.G. “sono consentiti nuovi interventi da destinare ad attività ricettive (turistico - alberghiero e ristorazione).” Quindi, sul suolo prescelto e acquistato dall'azienda non sarebbero consentiti impianti relativi ai rifiuti pericolosi e non pericolosi.
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#6 ......... 2010-02-26 11:06
è facile dare dei giudizi e dire che si violano le leggi senza sapere e conoscere i fatti e le normative. La giunta comunale non avrebbe mai commesso degli illeciti e tanto meno la ditta in questione, la cui politica è quella della trasparenza e della serietà!
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#5 X Giuseppe 2010-02-25 21:47
Mi elenchi le leggi che si violerebbero a Tuo parere?
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#4 vecchia volpe 2010-02-25 18:05
Con una giunta garantista (come Berlusconi) questo sarebbe normale(il risultato disastroso lo vediamo in tutti i campi), ma una giunta di CENTROSINISTRA.....!!!? e che c...o.
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#3 eddy 2010-02-25 16:51
le leggi si applicano per i nemici e si interpretano per gli amici
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#2 Netti Giuseppe 2010-02-25 16:23
non lo metto in dubbio, ma qui si violano delle leggi .. non siamo in anarchia..le leggi vanno rispettate a prescindere da tutto e tutti!
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#1 Andrea 2010-02-25 12:16
Ri.Stampa deve continuare la sua attività ed é un'azienda che merita di essere salvata.
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