Primo Posto: DOLCETTO O SCHERZETTO - Gruppo Nardelli
E’ un Halloween tutto particolare, quello portato in scena dal Gruppo Nardelli, pronto a raffigurare un contesto tutto italiano. Gli spaventi non hanno niente a che vedere con la letteratura e le tradizioni del classico repertorio anglosassone, ma hanno le fattezze di eventi di un’attualità davvero ai confini più estremi della realtà. Immediati i riferimenti al crac Parmalat, ai buchi di finanziare scricchiolanti ed agli scandali dei più insigni panorami economici. Un contesto capace di far paura davvero, nel quale i costruttori immaginano una variante intrigante nella quale siano gli italiani a bussare alle porte dei politici per proporre il dilemma para-amletico: “Dolcetto o scherzetto?”
Sotto lo sguardo di un gigantesco Troll, posizionato al centro del carro, non mancano i due politici per antonomasia del contesto italiano contemporaneo: Romano Prodi e Silvio Berlusconi.
Il Troll, figura principale del carro, è alto 6 metri, con il capo che si erge fino a 10 metri da terra. Le zucche si elevano per 2 metri, con una larghezza massima di 1 metro e 70, mentre 2 metri e 70 è l’altezza massima dei pupi che le sovrastano. L’altezza complessiva è di 12 metri; larghezza e lunghezza misurano rispettivamente 9 e 8 metri. Il Troll muove armonicamente busto, braccia, testa ed occhi, mentre i due contendenti Berlusconi e Prodi, a torso nudo nel pentolone, oscillano e si allungano verso l’alto.
Secondo Posto: L'ENFANT PRODIGE - Loperfido-Di Bello
E’ un adattamento insolito, ma grandemente efficace, quello pronto a rivisitare la favola di Cappuccetto Rosso attualizzandola in una politica italiana dai contorni sempre più fiabeschi. In primo piano, il riadattato protagonista è Romano prodi, intento a cavalcare il lupo, metafora in cartapesta di quello che i maestri cartapestai definiscono “il bestiale governo italiano attuale”.
Ma non sarebbe una degna rivisitazione di Cappuccetto Rosso senza la nonnina ed il cacciatore, ovvero colui che è “deputato” al lieto fine. Nell’allegoria del carro, la nonnina altro non è se non la Costituzione, pronta a tenere rattoppat come può l’amata patria. L’elettore, “armato” con il proprio potere di voto, è il cacciatore della situazione. Riuscirà Cappuccetto Prodi a regalarsi un lieto fine? Ai posteri l’ardua sentenza.
L’imponente lupo che domina la scena è alto 8 metri, e si muove ruotando la testa e sollevando il busto. “Cappuccetto” Prodi, che ondeggia la testa e inclina il busto, è alto 4 metri. Misurano 3 metri, nel contempo, gli altri personaggi della celebre fiaba: la nonna ed il cacciatore. L’altezza complessiva del carro è di 12 metri e mezzo.
Terzo Posto: COMME SI BELLO A CAVALLO A STU CAMMELLO - Deny Bianco
E’ la società del petrolio, oro nero nel cui nome si fanno guerre, si uccide, si opprime.
E quello del petrolio, con i suoi continui rincari, le sue contraddizioni, la sua dittatura geopolitica, il tema sviluppato nel carro del giovane maestro Deni Bianco.
Al centro della scena, uno sceicco a cavallo di un cammello, che sembra un po’ un videoclip in chiave moderna del celebre successo musicale di Renato Carosone, “Caravan Petrol”. Il punto è che di musicale, nella realtà, c’è ben poco, ed i manufatti di contorno lo esprimono in maniera eloquente. A partire dalle pompe di benzina che assalgono gli automobilisti prima “torturandoli” con i continui aumenti, poi minacciandoli con le pistole per privarli di tutto quello che hanno con sé. Sullo sfondo, una costruzione neoclassica con le sembianze di Wall Street, emblema di un’epoca in cui gli interessi economici tendono sempre più a monopolizzare gli orizzonti decisionali.
Il possente sceicco che cavalca il cammello è alto 4 metri, e le medesime connotazioni metriche contraddistinguono il pacifico animale, che ruota la bocca nella maniera caratteristica del suo deglutire. Le movenze dello sceicco sono quelle tipiche di chi cavalca, e coinvolgono in particolare testa, occhi e braccia. La costruzione neoclassica rappresentante Wall Street si eleva per 5 metri, per una larghezza di 7
Quarto posto ex equo: SOTTO TORCHIO - F. Giotta
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Nella morsa delle vessazioni fiscali, sanitarie, culturali e politiche. Il grido allarme di una società sempre più prigioniera dei propri modelli sociali distorti è quello che si alza dal carro allegorico realizzato dal Gruppo Franco Giotta, sodalizio storico e plurivincitore del Carnevale di Putignano.
Nel quadro generale delle pressioni crescenti rappresentate dagli aumenti dei costi e dalla continua compressione degli standard della qualità della vita, ecco in primo piano un asino metafora della gente comune, sempre più spremuta da un sistema e costretta a tirare faticosamente la carretta.
Alle prese con le proprie pressioni di non poco conto, il carro allegorico rappresenta anche il buon Nichi Vendola, pressato fra i propositi di fare grandi cose per la regione della quale è a capo e le difficoltà da superare per realizzarle.
Il carro ha un’altezza massima di 12 metri, con una larghezza ed una lunghezza di 10. La pressa centrale misura 3 metri per 3, ed effettua un movimento di rotazione. L’espressiva testa dell’asino ha coordinate metriche sul rapporto 4 per 3, mentre l’effigie del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha dimensioni di 2 metri per 2.
Quarto posto ex equo: NON SI SA CHE PESCI PIGLIA' - Gruppo Mastrangelo
Il “caro Euro”, una definizione intesa sempre più come incontrollata esplosione dei prezzi che come espressione affettiva nei confronti della nuova moneta. Il gruppo Vito Mastrangelo sceglie di far riflettere sulla politica monetaria, uno scenario nel quale si sprecano le proposte ma scarseggiano i risultati tangibili. Fra frasi fatte e nostalgie fuori luogo, pronte a proporre finanche un improbabile ritorno alla lira, la realtà, secondo i presentatori del carro, è una soltanto: “Non si sa che pesci piglià”. Al centro del carro, un pesce gigantesco che ruota di 360 gradi segnala che l’economia è in alto mare. Al disotto un pagliaccio con le sembianze dell’ Euro, abbarbicato ad una zattera, supera le tempeste che lo assalgono e riesce a salvarsi.
Il pesce posto nella parte superiore è alto 11 metri e lungo 12. Nell’animazione del carro muove gli occhi, la bocca, la testa, le pinne anteriori e la pinna posteriore. Il tutto ruota a 360°.
I pesci, alti 2,50 metri e collocati ai lati, ruotano a destra e a sinistra, così come il pagliaccetto raffigurante l’Euro, situato sulla zattera ed alto 5 metri.
Quarto posto ex equo: LA CASA DEI SEGRETI - Gruppo Decataldo
Rivisitazione allegorica del film campione d’incassi “Harry Potter e la camera dei segreti”, l’opera del Gruppo Decataldo cuce addosso a Romano prodi i panni del celebre maghetto occhialuto. Così, l’oroginale “Camera dei segreti” diventa le “Casa dei segreti”, dove il riferimento alla casa delle Libertà non è soltanto legato al primo termine della definizione. Gli occhiali e la pettinatura del buon Prodi non sono proprio così telegenici come quelli del piccolo Harry Potter, ma la bacchetta magica lo investe del ruolo di cacciatore del mostro. Un mostro che altro non è se non un oscuro “potere politico”, che ingrigisce il nostro tempo e si nutre dei compromessi fra i tanti elfi domestici, che sul carro rappresentano la faccia più bieca di una politica sempre più chiacchierata in negativo.
Il gigantesco cobra che sovrasta il carro misura 11 metri e 30 centimetri. Nelle sue movenze ruota la testa, apre la bocca e inclina il corpo. Il pupo raffigurante Romano Prodi ha una duplice oscillazione: sul piano orizzontale e su quello verticale. I mostriciattoli di contorno hanno un movimento di rotazione, ed un’altezza totale di 3 metri ciascuno. Le sole teste misurano 1 metro ed 80 per 2,30.
Quarto posto ex equo: DALL'ORIENTE A PIU' NON POSSO, ECONOMIA RIDOTTA ALL'OSSO - Gruppo Impedovo
L’economia italiana schiacciata fra i propri limiti strutturali e la concorrenza dei mercati del Lontano Oriente. E’ il tema del carro allegorico realizzato dal Gruppo, pronto a presentare in primissimo piano un cinese bordo di un imponente “risciò”. Un cinese che si muove producendosi in un inchino, in ossequio ai propri costumi e in segno di ringraziamento per la libera circolazione delle merci. Un primo piano che a livello metaforico rappresenta in maniera efficacissima la centralità dei produttori orientali nel panorama economico contemporaneo.
Ma i cinesi sono rinomati per la loro laboriosità, per la capacità di lavorare nell’ombra rifuggendo dalle luci della vita mondana: eccoli dunque rappresentati intenti a saltare sul treno del proprio miracolo economico per invadere le vie dei mercati mondiali. Nel contorno, i draghi con il volto da “geisha” rappresentano in una sola immagine le caratteristiche di un popolo capace di diventare una delle nuove potenze mondiali a dispetto di un’apparenza serafica e ammaliante.
Il carro è alto complessivamente 12 metri, per una larghezza di 8 ed un’equivalente lunghezza. Il grande cinese che monopolizza la scena è alto 8 metri, mentre il treno collocato in alto è lungo 13 metri. Quanto ai movimenti, il pupo centrale compie un inchino muovendo testa, occhi e braccia, e ruotando a destra ed a sinistra con il risciò che lo ospita. Il treno, che sembra sospeso in aria, ruota di 360°, con i cinesi e i draghi che oscillano e ruotano.
Compilation della 612° edizione del Carnevale di Putignano
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