
Si terrà mercoledì 15 novembre alle ore 18.00, con la collaborazione della “Libreria Laterza” di Bari, presso la Sala Consiliare del Comune di Putignano, l’associazione del Centro Studi Normanno-Svevi promuove la quarta edizione dei “Mercoledì con la Storia”, con un appuntamento in “Ricordo di Vito Laterza”, putignanese d'origine.
Relatore dell’incontro sarà il prof. Luigi Masella che ricorderà Vito Laterza, scomparso dieci anni fa a Roma e il cui omonimo antenato fondò, nel 1885 a Putignano, la società di famiglia. Questa, inizialmente nata per il commercio di cartoleria, si amplierà in seguito con il trasferimento a Taranto prima e a Bari poi e con la nascita della Libreria e della Tipografia, per arrivare alla nascita della Casa Editrice Gius. Laterza & Figli nel 1901.
Luigi Masella è docente di Storia contemporanea e di anche storia della storiografia contemporanea presso l’Università degli Studi di Bari “A. Moro”; i suoi interessi scientifici sono infatti prevalentemente rivolti alla storia del Mezzogiorno tra Otto e Novecento. Direttore del Centro interdipartimentale per la storia europea del Novecento, è anche componente del comitato scientifico di Studi Storici, direttore della Fondazione Gramsci di Puglia e presidente dell'Istituto Pugliese per la storia dell’antifascismo e della Puglia Contemporanea.
Interverranno anche l’avv. Gianvincenzo Angelini De Miccolis, Sindaco del Comune di Putignano, e l’avv. Vincenzo Guarino, presidente dall’Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi.
Vito Laterza (Bari, 1926 – Roma, 2001) è stato uno dei più importanti protagonisti dell'editoria del secolo scorso. Dopo gli studi filosofici a Firenze, inizia a dedicarsi, pur giovanissimo, all'attività editoriale. Apre a Roma un ufficio della casa editrice Laterza, che, grazie alla direzione di Enrico Mistretta e alla collaborazione di celebri studiosi del calibro di Tullio de Mauro e Andrea Giardina (solo per fare qualche nome) diventa la fucina di una vivace elaborazione di idee, di progetti, di discussioni.
In occasione del decimo anniversario della scomparsa dell’editore, molte voci illustri hanno offerto il proprio omaggiato ricordo di Vito Laterza, come riporta il sito web della casa editrice (www.laterza.it).
Jacques Le Goff ha ricordato l'amico editore sulle pagine del “Corriere della sera” il 30 maggio 2011, sottolineando quanto Vito Laterza abbia svolto il suo lavoro «con un’ampiezza di sguardo, una cultura e un gusto per l’innovazione rari anche in questo campo», dando «alla casa editrice (...) un volto nuovo». A testimoniare la lungimiranza dell’editore, secondo Le Goff, è anche il progetto, nato anche con Giuseppe Laterza, poi sfociato in “Fare l’Europa”, una collana di libri di storia pubblicata simultaneamente in diversi Paesi europei insieme ad altre prestigiose case editrici per dar voce a «studiosi di qualità provenienti da diversi Paesi che nella stesura dei propri libri avevano già in mente un pubblico europeo e che condividevano la necessità di rafforzare l’Europa della cultura così come quella dell'economia e della politica».
Anche Giorgio Ruffolo, ex Ministro della Repubblica, in occasione del precedente incontro Ricordo di Vito Laterza svoltosi presso la Libreria Laterza di Bari lo scorso 13 Giugno, ha commemorato l’editore con parole di stima: «aveva una capacità imprenditoriale carica di energia, ricca di idee, pronta a ideare e ad arrischiarsi in progetti nuovi. Questa sua energia innovativa contrastava con la sua personale discrezione, con quella misura garbata e apparentemente svagata, a volte ironica, sempre attenta all’ascolto più che intenta all'intervento che, quando però avveniva, era sempre essenziale e preciso. Come capita con molti intellettuali meridionali, la conversazione non era disgiunta dal gesto, che accompagna la forma suadente e convincente della parola».
A queste testimonianze si aggiunge quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale nel giugno scorso ha ricordato Vito Laterza con le seguenti parole: “Ricordo una persona, con la quale entrai in confidenza, diversa da me. C'è poco da fare, eravamo diversi, partivamo da presupposti e da formazioni che non erano eguali. E mai però trovai una persona diversa da me per radici culturali (allora si sarebbe detto ideologiche e, in ultima istanza, politiche) che fosse così pronta all'attenzione e al dialogo. Ancor prima del dialogo c’era l’attenzione. E c’era l’attenzione per un’antica consuetudine critica con il pensiero marxiano ma anche per un mondo che si rifaceva al marxismo, detto in termini più correnti, e che era il mondo del Pci e dei suoi intellettuali”.
Ufficio Stampa Associazione Centro Studi Normanno Svevi
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