Faceva bella mostra di sé una elegante brocca ricolma di fresca e limpida “acqua del Sindaco” ieri sera sul tavolo nella Sala Conferenze della Biblioteca Filippo de Miccolis Angelini di Putignano. Un bel segnale. Etico, consapevole, ecologico. L'auspicio è che tutti gli incontri pubblici diano egualmente il "buon esempio" contro il delirante mercimonio del liquido più importante dell'Universo.
Gesto simbolico ma efficace che ha introdotto la interessante presentazione del volume del nostro concittadino Giosuè Patrizio Lippolis, fertile scrittore ormai alla sua quarta opera. Titolo lapidario di questo suo ultimo lavoro: Acqua (CSA Editrice-Castellana Grotte, pp.192, € 13). Un testo originale, atipico, difficile da riassumere nel poco spazio di un "pezzo" giornalistico, per giunta online. Diciamo innanzitutto che si tratta di una commistione di generi letterari contenuti in un'unica edizione: romanzo, racconto, poesia. La Casa Editrice, qui rappresentata da Alessandro Labonia che ha fatto anche da "spalla" all'Autore, nel ricevere a suo tempo il manoscritto inedito, ne prospettò la pubblicazione in tre volumi distinti. Ma la forza del filo conduttore, cioè il sentimento dell'amore in tutte le sue forme, anche le più velate, suggeriva di farne un lavoro unico e coerente.
Ottima l'organizzazione dell'evento da parte dell'Associazione Junto Festina Lente - Presidio del Libro di Putignano rappresentata dall'avvocato Giuseppe Bianco e dal dottor Nicola Morelli ("Giuseppe" e "Nicola", per assecondare il loro slancio di modestia e dunque non farli arrabbiare…). Quest'ultimo anche nel ruolo di "mattatore" della serata, tra letture di brani scelti e interviste al pubblico. Presenti il Sindaco Gianvincenzo Angelini de Miccolis (cioè il fornitore del liquido, invitato anche per affinità alla tematica…) e l'assessore alla Cultura Giuseppe Genco. A fare da suggestivo leit motiv alle letture, il violoncello del Maestro Vito Amatulli che ha tirato dal suo strumento originali sonorità di "pizzicato" e addirittura di percussione.
Peraltro, Lippolis lo dichiara esplicitamente: l'acqua a cui si riferisce il titolo è in fondo un pretesto, un trait d'union per parlare di vita, di esistenzialismo, di sentimenti, di etica. Un modo, ad esempio, per mostrare indignazione contro le multinazionali responsabili di dettare a livello globale le linee di comportamento e di consumo dei popoli e addirittura di influenzare la politica interna degli Stati sovrani. Un'indignazione dalla quale il vecchio docente di italiano dell'Autore, il professor Scipione Navach intervenuto dal pubblico, auspicava non recedere mai, mantenendo alta la tensione del senso critico di ogni individuo e citando a mo' di metafora colti passaggi della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Lippolis che ci svela i tempi della sua produzione letteraria: scrive di notte, di sabato, di domenica, durante le vacanze. Un continuo equilibrio tra le incombenze frenetiche dell'imprenditore e lo spazio creativo della scrittura, che non è solo spazio ma anche soddisfazione di un'indole. Riflessioni, sofferenze, meditazioni che maturano soprattutto in quel tempo"sospeso" che è il viaggio in macchina. Ne ha fatti tanti di viaggi di lavoro il nostro protagonista, ed ognuno è divenuto spunto da tradurre nei suoi scritti. Da quelli un po' autobiografici del racconto "Sogno o son desto" (con qualche passaggio anche lievemente licenzioso…) al romanzo, sempre contenuto nell'opera, della giovane giornalista italo-newyorchese Anna. Una ragazza combattuta e lacerata da vicissitudini professionali e sentimentali, in quell'America che dalla sua possiede un granitico spirito nazionale che travalica la fede politica del singolo cittadino, permettendole di superare le grandi difficoltà a cui periodicamente il destino la richiama. Un lodevole sentimento collettivo che è decisamente carente, come si duole l'Autore, nelle nostre italiche province, miopi e individualiste.
A tramonto ormai inoltrato, le declamazioni poetiche da parte della lettrice Paola, con le ultime dissertazioni su quel senso primitivo dell'uomo che è l'olfatto, con la proiezione di immagini suggestive e il lieve sottofondo di un violoncello, si chiude questa serata preautunnale di sapore letterario... in un clima ancora pervicacemente agostano, ma anche denso di curiosità che lasceremo soddisfare all'attento lettore.
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