Non solo la presentazione del suo ultimo libro, ma anche un ritorno a casa. Una piacevole rimpatriata con moglie e bimbi al seguito, sull'onda dei ricordi d'infanzia e adolescenza del nostro concittadino, il noto giornalista e scrittore Piero Colaprico. Invitato da Patrizia e Massimo Simone, i dinamici titolari della leggendaria libreria, animati dalla passione che li contraddistingue sono riusciti a organizzare in una settimana la presentazione del libro “Le Cene Eleganti”, in collaborazione con l’avv. Giuseppe Bianco di "Junto Festina Lente" (Presidio del Libro di Putignano).
Il luogo scelto in origine per la presentazione era piazza Santa Maria La Greca, location atipica per questo tipo di eventi, e che avrebbe arricchito di suggestione la serata se non si fosse messa di mezzo la pioggia. Trovata immediatamente l’alternativa nella Sala Consiliare grazie alla disponibilità dell'Amministrazione Comunale che aveva concesso il patrocinio.
Il folto pubblico, composto anche da vecchi amici d’infanzia dell'autore (tra cui il compagno di scuola, l’assessore alla cultura Giuseppe Genco), ha potuto apprezzare la genuinità e simpatia di Colaprico.
Trasferitosi a Milano a 19 anni dopo aver frequentato le scuole medie a Putignano e il collegio navale di Venezia, ha preso la laurea in giurisprudenza nella locale Università. Giornalista e inviato del prestigioso quotidiano "Repubblica" allora diretto da Eugenio Scalfari, la sua carriera ha avuto un balzo di notorietà ai tempi di "Mani Pulite", la lunga e fruttuosa indagine anticorruzione del pool di Milano. Suo è infatti il termine “Tangentopoli”, entrato di buon diritto nel dizionario della lingua italiana. Accanto al suo lavoro di sagace cronista soprattutto giudiziario, ha affiancato con successo l'attività di scrittore: “Duomo Connection”, “Manager calibro 9”, “Sequestro alla milanese”, “Kriminalbar” sono solo alcuni dei titoli che sono stati pubblicati negli anni.
Il suo ultimo libro, “Le cene eleganti” (Feltrinelli, pp 249, € 15) è una "no-fiction novel" scritta con un mix di generi letterari, ed il cui tema sono le celebri serate di Arcore, controverse non per il codazzo di "nani e ballerine" di craxiana memoria, ma per gli indizi di reato, tra cui la prostituzione minorile oggetto di indagine da parte del procuratore antimafia Ilda Boccassini. Questo celebre e inflessibile magistrato ha un metodo estremamente rigoroso di condurre le indagini, a tutela e garanzia degli indagati stessi, che consiste nel circondarsi di pochi e fidatissimi collaboratori, i quali sono responsabili della riservatezza degli atti coperti da segreto istruttorio.
Il giornalista Massimo Bianco, relatore dell'incontro, ha chiesto tra le altre cose se il nostro autore avesse un qualche rapporto privilegiato con “Ilda la Rossa”, ma tra la sorpresa generale abbiamo appreso che per lunghi periodi i due non si salutavano neanche, pur stimandosi reciprocamente. Colaprico ha scoperto che il rapporto un po’ ostico si era stemperato quando, ultimamente, la Boccassini gli ha chiesto la dedica sul libro.
Non sono mancate le dolenti osservazioni sullo stato dell'informazione in Italia, in cui ci sono i TG di massima audience che tendono a mistificare, se non a omettere, le notizie. Un caso pressoché unico al mondo, in cui le maggiori redazioni giornalistiche (quelle rivolte al grande pubblico) hanno un atteggiamento servile nei confronti del governo e dei suoi rappresentanti, a causa del ben noto conflitto di interessi, mai risolto, di Berlusconi. Uno stato che lascia tuttavia trapelare un certo ottimismo, poiché le fonti di notizie obiettive ci sono, anche se bisogna cercarsele con impegno. Dolenti anche le note sulla “moralità” e sull' “etica” degli attuali politici, che hanno molto da invidiare alle vecchie classi dirigenti che pure non erano esenti da difetti.
Durante la lettura, quando a pagina 141 del libro ci si imbatte nella locuzione paesana "ciuccio a scuola" non possiamo non pensare a quel ragazzino nostrano che scorrazzò per le strade della nostra cittadina, a quell’adolescente che ricorda la chiesa di Santa Maria come quel luogo in cui si cominciavano a celebrare delle messe un po’ più moderne perché “si suonava anche la chitarra”.
Una lettura affascinante e coinvolgente, scritto con lo stile asciutto del cronista che produce tonnellate di fonti, ma anche con la creatività dello scrittore di talento.
Dopo aver dato i natali al fondatore della prestigiosa Casa Editrice Laterza e a quelli, più recenti, di Piero Colaprico che si è fatto strada con onore nel campo dell'informazione e della scrittura, ci chiediamo se la nostra Putignano non abbia nell'aria solo la polvere dei proverbiali coriandoli, ma anche una buona dose di benefico "inquinamento" da inchiostro tipografico, caratteri di stampa e colla da rilegatura, che ogni tanto entra nel “dna” dei suoi figli.
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Commenti
buona azzuffata vostro suonatore jo
Mi sembra che la concussione e la prostituzione minorile, oggetto di questa indagine su Berlusconi, Fede e Mora, non siano vizietti nè questioni private. Ma ipotesi di reato.
A parte l'indecenza di un capo di governo che paga con buste gonfie di denaro contante le finte infermierine e poliziotte che lo trastullano come un sultano decadente, dando un'immagine di questo Paese per la quale all'estero ci ridono letteralmente dietro.
Invidia? Direi più pena. Di gente in gamba di cui essere invidiosi ce nè a buttare...ma non sono settantenni puttanieri ed intrallazzoni
raccontare "forse" delle verità private ma per me e la costituzione siamo tutti uguali è non mi frega niente che il nostro presidente faccia i cavoli suoi in casa sua
e poi poveri scrittori da quattro soldi criticate berlusconi ma tentate di fare soldi e successo parlate solo di lui - se avete sangue nelle penne scrivete dopo aver sognato un bella storia i vostri strafottuti libri