Sabato 26 Maggio 2012
   
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PATRIZIO LIPPOLIS E IL ''LIBRO POSSIBILE'' DI POLIGNANO

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Mi ritrovo per il secondo anno consecutivo a vivere le atmosfere elettrizzanti di questo festival letterario tra i più importanti d'Italia, in qualità di responsabile di una delle "piazze" che ospitano le presentazioni librarie. Al significativo giro di boa dei dieci anni, l'evento de “Il libro possibile” di Polignano a Mare è considerato da tutte le case editrici un appuntamento qualificato dove "bisogna esserci".

Nomi della cultura, della società civile, dello star system fanno a gara per registrare la propria presenza nelle calde serate del suggestivo borgo marinaro, patria di Domenico Modugno. Si ricorda uno sconosciuto Roberto Saviano nel 2006, giovane giornalista d'inchiesta e di denuncia, che timidamente girava l'Italia per promuovere il suo neonato "Gomorra" approdato in una piazza di Polignano semideserta. Quattro anni dopo vi è ritornato con dispiegamento di scorte, nello stesso identico luogo (unico appuntamento al sud), questa volta gremito fino all'inverosimile e nel quale, in quella sera dove ebbi il privilegio di essergli a pochi metri, non si sentiva volare una mosca.

Si fa prima a citare chi non abbia transitato in questi anni al festival, dato che enumerare le illustri presenze diventa impresa ardua. Quest'anno l'organizzazione è riuscita ad assicurarsi i cinque finalisti del Premio "Strega" (tra cui il conterraneo martinese Mario Desiati con Ternitti, Mondadori), che ha laureato vincitore - appena il giorno precedente - lo scrittore pratese Edoardo Nesi (Storia della mia gente, Bompiani), accogliendolo su un palco ancora "caldo" dalla presenza polemica e rissosa, ormai consueta, di Vittorio Sgarbi. Il quale è riuscito ad elogiare alcuni nostri centri storici, tra cui (letteralmente) "Putignano e Noci" prima di buttare tutto in caciara.

Tuttavia, nella mission, o se preferite, nella filosofia dell'organizzazione rimane chiaro l'obiettivo di promuovere anche gli autori della nostra terra, in qualche modo "minori", magari per fama, non necessariamente per talento.

PATRIZIO LIPPOLIS A POLIGNANO - Ed in questa prospettiva, mercoledì ho avuto il piacere di accogliere nella affollatissima e attenta "Balconata Santo Stefano" il nostro concittadino Patrizio Lippolis con la sua opera Acqua (CSA Editrice, pp.192, € 13), il terzo lavoro dell'Autore dopo "La figlia del Vento" (Schena Editore) e "Chissà se potremo" (Palomar).

Un'opera definita dal presentatore, l'illustre professor Piero Sisto, "matura" e "originale" perché sottende tre generi letterari al suo interno: il romanzo, il racconto, la poesia. Un lavoro che parla, secondo questi diversi approcci, del concetto universale che si attribuisce al prezioso elemento e del suo business internazionale, attraverso la storia di due persone comuni. Insomma, una lettura che promette di essere interessante, profonda, piacevole.

Lippolis ha parlato anche dei suoi lunghi viaggi di lavoro in macchina (come sappiamo è uno storico e affermato imprenditore nel ramo delle confezioni), durante i quali trova quel tempo fertile per "tessere" - è il caso di dirlo - pensieri creativi che poi traduce nei libri che scrive.

Noi gli auguriamo di proseguire con successo, tra un premio letterario e l'altro, la sua ormai avviata carriera di scrittore.

Commenti 

 
#1 Aldo Interlenghi 2011-07-10 11:01
Come passare inosservati tra tanti marchettari di lusso!
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