Sabato 26 Maggio 2012
   
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LINO PATRUNO E MARIA ROSA CUTRUFELLI A PUTIGNANO

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Martedì mattina, 24 maggio, gli scrittori Lino Patruno, autore del saggio “Fuoco del Sud”, e Maria Rosa Cutrufelli, autrice del romanzo “La briganta”, hanno fatto tappa presso la Scuola Media “Stefano da Putignano” per presentare ai ragazzi putignanesi i due romanzi inerenti all’Unità d’Italia.

Il giornalista-scrittore Lino Patruno, ex direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, ha evidenziato l’importanza dell’Unità d’Italia: “Siamo nati come un paese poverissimo, ma adesso siamo diventati uno dei dieci paesi più ricchi al mondo. Non voglio mettere in dubbio l’Unità d’Italia, però voglio rimettere in discussione il modo in cui fu fatta, in particolare per il Mezzogiorno d’Italia che, purtroppo in questi 150 anni non ha trattato vantaggi rispetto al Nord. Una situazione che ha costretto i nostri avi ad emigrare al nord e che ci costringe, ancora oggi, a lasciare la nostra amata terra in cerca di lavoro”.

Lino Patruno ha illustrato con grande vigore e passione il suo “Fuoco del Sud”, un libro dalla quale emergono le risposte al grande divario tra il Nord e il Sud, venutosi a creare in questi 150 anni. L’excursus storico mette in luce una serie di “non è vero” che i libri di storia scritti e stampati al nord hanno voluto farci credere: la “storiella” di Garibaldi e dei suoi 1000 impavidi. Tutti devono sapere che dal 1861 tutte le decisioni dei vari governi sono servite per gli interessi del nord.

Un divario che si riflette nei giorni nostri: la mancanza di lavoro, l’aumento della disoccupazione triplicata, la disparità di stipendio tra Nord e Sud (100 euro al Nord, 67,7 euro al sud). Un esempio di questo disinteresse verso il Meridione è il mancato ammodernamento in tanti anni della S.S. 172, un raccordo importante, che se si sarebbe trovata al Nord sarebbe stata messa in sicurezza da anni.

Successivamente ha preso la parola, la giornalista e scrittrice di origini messinesi, Maria Rosa Cutrufelli che ha voluto esordire sostenendo che l’Italia è unita culturalmente molto prima del 1861, poiché si è formata attorno ad una lingua comune, cioè la lingua italiana.

La Cutrufelli rivela alla platea di essere una delle uniche scrittrici, che ha affrontato il tema del brigantaggio femminile recandosi all’Archivio di Stato per visionare i documenti storici. Tra i discorsi dei processi dell’epoca, l’autrice ha scoperto la consapevolezza delle donne meridionali, infatti, in una particolare dichiarazione estrapolata da un processo, una donna calabrese dell’epoca afferma: “Non sono una donna di briganti, ma una briganta”.

L’autrice del romanzo “La Briganta” ha voluto rammentare a tutti gli studenti che l’Italia è nata addiritura con leggi speciali nel meridione e con lo stadio d’assedio, al fine di reprimere il fenomeno del brigantaggio.

L’iniziativa, promossa dal Presidio del Libro di Turi e Putignano, con la collaborazione della neonata associazione Terronia, si è conclusa con la visione di alcuni filmati storici, tra i quali “Li chiamarono… briganti!”, incentrato sulle vicende del brigante lucano Carmine Crocco e della sua banda, ma che fu subito censurato dallo Stato Italiano. Alla visione dei filmati, ha fatto seguito un breve dibattito sul Risorgimento Italiano e, in particolare sul brigantaggio.

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Commenti 

 
#1 Juventino 2011-05-28 15:40
Io ero presente ed è stato interessantissimo!!!
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