Lungo e interessante il Convegno dal titolo “La maschera e il corpo”, che da giovedì fino a sabato ha intrattenuto un’ampia platea di studiosi, di studenti dei poli liceali e universitari e di semplici curiosi.
I temi dibattuti quanti i relatori sono veramente tanti per poterli esporre fedelmente in un articolo solo, pertanto abbiamo inserito soltanto alcuni fra i più esaurienti.
Il convegno si è diviso in tre parti e in due luoghi distinti. La presentazione è avvenuta giovedì 3 marzo presso la biblioteca comunale, con i saluti del sindaco Gianvincenzo Angelini De Miccolis, dell’assessore alla cultura Giuseppe Genco, del preside dei licei Martino Sgobba, della preside della facoltà di lettere Grazia Distaso e dell’assessore regionale alla cultura e al turismo Silvia Godelli. Durante la discussione di presentazione c’è stata in particolare da parte della Godelli, l’interesse a promuovere ulteriormente il carnevale di Putignano in tempi brevissimi, già dalla fine di questo, con l’appoggio della regione che da quest’anno è entrata nella fondazione. Le tematiche della prima giornata si sono dilungate come per la successiva, dalla mattina per tutto per il pomeriggio, analizzando le forme del carnevale dalla maschera usata nell’antichità da Aristotele. Su quest’ultimo ha trattato in particolare il professor Mastromarco, incuriosendo il folto gruppo di studenti, sull’uso provocatorio che il commediografo utilizzava per farsi gioco e deridere soprattutto con gergo sconcio, l’avversario politico. Mentre il professore Scafoglio ha fatto un lungo excursus sui carnevali campani, fino ai giorni nostri, terminando con una piccola analisi su come la modernità dei tempi li modifichi perennemente, cancellando alcune cose e creandone di nuove sotto la spinta degli interessi turistici.

Il giorno successivo il prof. Spera dell’università del Molise, ha raccontato i carnevali della sua regione, legati più a tradizioni religiose e legati alla scansione del calendario dalle stagioni. Ma fa notare ricollegandosi agli studi effettuati sui carnevali lucani, come proprio gli studiosi e i ricercatori hanno grandi responsabilità in merito, passando i loro studi attraverso la macchina turistica e rischiando di essere mal interpretati. Nel pomeriggio Ottavio Cavalcanti ha parlato delle strine, componimenti popolari calabri a sfondo satirico e derisorio contro abitanti del paese o politici contemporanei, che lo studioso ha dimostrato essere di tradizione carnevalesca. Poi Francesco Faeta si è dedicato al rapporto che gli abitanti di Lucera hanno con il maiale, animale che accompagna Re Carnevale nella tradizionale processione. Partendo dall'acquisto, al possesso, fino al "rito" dell'uccisione e, infine, al maiale come cibo. Teme su cui si è concentrato, dimostrando come alcune parti siano riservate ai maschi e altre alle sole femmine, mentre alcune vengono mangiate solo in determinati giorni dell'anno (in questo senso ha parlato di menemotecnica, perchè la memoria popolare agisce associando il giorno di festa a quello del cibo che le è proprio).

Infine, sabato mattina presso la sala Margherita si è tenuta l’ultima parte dell’incontro con la lunga esposizione delle forme carnascialesche nel rinascimentale passando per la letteratura del tempo, esposta dal prof. Francesco Tateo. Assente per impegni istituzionali, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, annunciato alla vigilia tra i relatori della giornata. Il momento più atteso è stato quello con l’attore Moni Ovadia (sedutosi fra il pubblico), che ha raccontato la storia del purim, unica forma di carnevale ebraico, festeggiamento per uno scampato sterminio. All’attore dopo i cordiali ringraziamenti del sindaco saranno regalati una maschera di Farinella in cartapesta e un libro del prof. Pietro Sisto. Le conclusioni quindi del magnifico rettore Corrado Petrocelli chiudono l’evento, raccontando anche un carnevale che deve aiutare a svelare criticamente le maschere di questa società, criticando le difficoltà che è costretta a vivere oggi giorno l’università e questo si può fare grazie anche all’aiuto di queste iniziative.

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Commenti
dalla foto mi pare di riconoscere il
Prof. Luigi Lombardi Satriani, ma nell'articolo non viene citato:
si tratta di lui?!
grazie