Sabato 26 Maggio 2012
   
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HELENA JANECZEK A PUTIGNANO NEL MESE DELLA MEMORIA

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Lunedì 7 febbraio, il Circolo Letterario “Festina Lente Junto - Presidio del Libro di Putignano” ha ospitato nella nostra cittadina l’illustre scrittrice Helena Janeczek, nell’ambito dell’iniziativa “Giorni Terribili – incontri sulla Shoah”, promossa dal Presidio del Libro nel “Mese della Memoria 2011” con la collaborazione dell'Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia e con il patrocinio della Provincia di Bari.

In mattinata, l’autrice ha presentato il libro “Lezioni di Tenebra” presso l’Istituto Agherbino di Putignano. Si tratta del primo romanzo autobiografico, scritto in italiano da Helena Janeczek, nella quale si racconta il difficile rapporto tra la giovane autrice e la madre, l'unica di due famiglie numerose ad essere sopravvissuta all’Olocausto, insieme al padre. Il libro è stato vincitore nel 1997 del Premio Bagutta – Opera Prima.

Nella serata, Helena Janeczek ha presentato il libro “Le Rondini di Montecassino” nella Sala Consiliare del Palazzo di Città. Il libro è ambientato nel 1944 a Montecassino, quando per quattro mesi gli alleati tentano di sfondare le linee tedesche. A margine di questi combattimenti,  viene ordinato il bombardamento dell’Abbazia di Montecassino, fondata nel 529 da San Benedetto, perché si pensava che vi si nascondessero un cospicuo numero i soldati tedeschi, che invece non c’erano. Nel 2010, il volume “Le Rondini di Montecassino” ha vinto il Premio Nazionale Letterario Pisa – sezione Narrativa.

Helena Janeczek è nata a Monaco di Baviera nel 1964 e vive in Italia dal 1983. Proviene da una famiglia di ebrei polacchi, vissuti e perseguitati in Germania, dove è cresciuta nell'estraneità al mondo tedesco e nel sospetto della cultura del carnefice. Trascorsa la sua giovinezza, all’età di 18 anni decide di venire in Italia. Ha esordito come poetessa in lingua tedesca con la raccolta “Ins Freie” (Suhrkamp, 1989) e come narratrice in italiano con “Lezioni di tenebra” (Mondadori, 1997). L’autrice mette in evidenza che la sua lingua madre è diventato l’italiano.

L’autrice ha raccontato numerosi aneddoti attinenti ai due volumi, facendo riflettere gli studenti e gli appassionati di lettura sulle tragiche vicende della Shoah.

Helena ha svelato con molto garbo la verità sul suo cognome: “Avevo vent’anni quando morì all’improvviso mio padre. Tornai a Monaco di Baviera per organizzare il funerale e realizzare la tomba e in quel momento scoprimmo che il cognome, il nome e la data di nascita di mio padre erano falsi. Ho mantenuto questo cognome ‘falso’ perché non mi interessa, poiché in fin dei conti è sempre stato mio padre, indipendentemente se si chiamava in un modo o in un altro.”

Il vice-sindaco Dino Angelini ha evidenziato l’importanza di ricordare al fine di fare in modo che non si riduca la sua presenza nella nostra storia. L’assessore ha ricordato i numeri dei morti per la Shoah, cifre impressionanti che fanno rabbrividire: 5,9mln di ebrei, 2-3 mln di prigionieri sovietici di guerra, 2 mln polacchi ebrei, 500mila rom, 7mila di disabili e pentecostali, 15mila di omosessuali, 5mila di testimoni di geova, 1,5mln di dissidenti politici, 2,5mln di slavi.

Il consigliere provinciale Marco Galluzzi si è detto onorato di ospitare a Putignano e ha voluto evidenziare l’importanza di rivolgersi, in particolare ai nostri giovani, per sensibilizzarli e per stimolarli a riflettere e a pensare su temi reali e non su vicende astratte.

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