Venerdì sera, 4 febbraio, la Sala Fidas ha ospitato il primo appuntamento formativo sugli “Antichi Mestieri”, promosso dall’associazione “La Goccia”, con la partecipazione del Trullaro, Giuseppe Miccolis, il quale ha raccontato i segreti del suo antico mestiere.
L’artigiano putignanese Giuseppe Miccolis è uno dei maestri trullari specializzato nella costruzione dei caratteristici trulli della nostra zona. I maestri della pietra e dei trulli, che si dedicano a questo antico mestiere, sono diventati decisamente pochi, ma sono una ricchezza inestimabile per il nostro territorio. Il sig. Miccolis viene definito il custode dell’antica arte dei trullari, un mestiere che si intreccia con la storia, la tradizione e la cultura contadina. Il trullaro ha illustrato ai presenti le varie particolarità di questo antico mestiere, gli attrezzi di lavoro e la tecnica di lavorazione per la costruzione di un trullo.
Una particolare curiosità è l’esistenza in contrada Marziolla (Alberobello,ndr) del trullo più antico, risalente al 1559 così come inciso sulla stessa costruzione.
Pinuccio Mangini, presidente dell’associazione La Goccia, ha raccontato alcuni aneddoti storici legati ai trulli: “nel 1600, il Re di Spagna aveva emanato un editto che imponeva a tutti i suoi feudatari, compreso il feudatario di Conversano, di pagare una tassa quando si costruiva un nuovo edificio. San Girolamo di Conversano non gradì la disposizione, per cui obbligò a tutti cittadini di costruire i nuovi edifici a forma di trullo, perché i trulli (costruiti come i muretti a secco, ndr) si potevano demolire e ricostruire subito dopo le eventuali ispezioni commissionate dal Re di Spagna.”

TECNICA DI COSTRUZIONE DI UN TRULLO – Per costruire un trullo ci vogliono gli stessi strumenti che servono per fare un muro a secco: il martello normale e il martello a sei denti che servono per squadrare e rifinire le pietre che occorrono.
In primo luogo bisogna scavare per trovare un terreno più solido, dove collocare le fondamenta. Successivamente, si alzano i muri di pietra di forma rotonda o cubica. Infine, si costruisce il cono del trullo sistemando le pietre una sull'altra e restringendo sempre più gli anelli del cerchio. Al termine, il cono si ricopre con le chiancarelle, cioè lastre di pietra calcarea che vengono sistemate con una pendenza verso l'esterno. Grazie a questa inclinazione l’acqua della pioggia non entra nei trulli ma scorre giù.
Conclusa la costruzione del trullo bisogna intonacarlo all’interno (e se si vuole all’esterno) con la calce che è igienica. Alla cima del cono in genere si mette una decorazione di pietra imbiancata: il pinnacolo, che serve per abbellire il trullo. Ci sono vari tipi di pinnacoli: a stella, a forma di corna, di croce, di uccello. Ma sono pinnacoli moderni, la forma che si usava nei tempi antichi era la sfera con un disco sottostante. Questi si costruivano con gli attrezzi adatti modellando la pietra.
Un trullo deve essere ristrutturato ogni 100 anni circa, perché col passar degli anni e con l’infiltrazione dell’acqua, la pietra si consuma e diventa vecchia.
Venerdì prossimo, 11 febbraio a partire dalle ore 18.30, si terrà il secondo appuntamento degli incontri programmati dall’associazione La Goccia, nell’ambito dell’iniziativa “Antichi Mestieri” con la partecipazione dello stagnino Gianni Fanelli.
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Commenti
Questa affermazione riportata nell'articolo NON E' STATA PRONUNCIATA dal Sig. Miccolis, il quale ha semplicemente affermato che con il trascorrere del tempo il trullo si assesta: la conseguenza di ciò è la sostituzione di qualche chianca laddove ce ne fosse bisogno!!!