Sabato 26 Maggio 2012
   
Text Size

ALLA SCOPERTA DELLA CHIESA MADRE DI ''SAN PIETRO''

visita-guidata-donbattista

Lunedì sera, 2 agosto, don Battista Romanazzi, su richiesta dell'associazione culturale “La Chiancata” per il progetto “Città Aperte 2010”, ha guidato un gruppo di putignanesi e turisti alla scoperta dei tesori della chiesa madre di Putignano “San Pietro”.

Coloro che ritenevano che la visita fosse una classica visita culturale, sono rimasti piacevolmente sorpresi, in quanto don Battista, arciprete di Putignano, ha ripercorso la storia degli ultimi restauri e ha spiegato la funzionalità di alcuni rifacimenti, e quelle che sono le peripezie di un restauro di così grande portata che in più riprese è durato quasi vent’anni.

RESTAURI - Il primo restauro, cominciato nel 1988 e finanziato dallo Stato grazie all’interessamento del compianto Senatore Pietro Mezzapesa, è servito per mettere in sicurezza sia il tetto, dal quale infiltrava acqua, sia il rifacimento delle finestre. Però, il tecnico che rinnovò le finestre in vetro bianco, rese la Chiesa piena di luce, mettendo a rischio deterioramento i quadri esposti. Quadri di un certo valore storico e artistico, nonché anche le statue, alcune delle quali sono veramente antiche e pregiate, come quella di S. Sebastiano e di S. Pietro firmate da Stefano da Putignano.

Nel 2003 ci fu la continuazione dei lavori di restauro, grazie a fondi erogati dalla Presidenza del Consiglio, che all’epoca finanziò quasi tutti i lavori.

Negli anni precedenti la Natività, del maestro Stefano da Putignano, era scura, opaca e l'affresco che circondava la “grotta” meno ricco di quello che è possibile vedere oggi. Il manto della Vergine Maria e i vestiti di S. Giuseppe, con la pulizia, hanno acquistato nuovi particolari e la lucentezza del colore, ma la sorpresa più grande è stata la scoperta dell’affresco circostante: un’imitazione veneta, ricca di particolari come alberi di limoni, pastori, “tromp d'oeil”, sembra di ispirazione della scuola del Tiepolo.

Tutti gli arredi della Chiesa sono stati puliti, ridipinti e lucidati: con una lucidatura a oro antichizzato, così anche gli altari e le statue dell'altare maggiore. Naturalmente sono stati ripuliti tutti i quadri a soggetto sacro, che, con il passare del tempo, erano anneriti a causa delle candele votive o a causa della forte illuminazione esterna.

Infine, don Battista ha fatto ammirare il Cappellone e l’organo a canne, costruito da una famiglia di organisti, i De Simone, che nel ‘700 costruirono sia l'organo per S. Pietro, sia per la Chiesa del Carmine, sia per la Parrocchia di S. Domenico.

Nel “coro”, corredato anche di una sedia molto antica ereditata dal Vescovo Lamberti, di famiglia Nobile, il Parroco si è lasciato andare ai suoi ricordi personali, che si intrecciano con quelli di Putignano. Infatti, il coro era il luogo dove i sacerdoti si riunivano per recitare le Lodi, che venivano scandite dai suoni delle campane ad orari ben precisi del giorno, e che scandivano anche la vita dei putignanesi.

IL SUONO DELLE CAMPANE - Alle 5.30 il mattutino, serviva da sveglia per i cittadini, alle 7.30 il suono delle campane indicava l'inizio della giornata lavorativa, alle 11.00 suonava “messa” e alle 11.30 “Cristo”, cioè la consacrazione del pane e del vino in Corpo e Sangue di Gesù, e le signore sapevano che era ora di preparare il pranzo. Il suono delle campane di mezzogiorno scandivano la pausa pranzo e Vespro, mentre il suono di campane alle 15.00 o alle 16.00 la fine della giornata lavorativa.

Dopo le campane della Chiesa Madre suonavano alle 17.00 quelle del monastero di S. Chiara, la I° ora dopo la notte, e alle 18.00 quelle del monastero delle Carmenlitane presso il Convento Grande, la II° ora dopo la notte, che indicava la chiusura delle porte cittadine.

Dalle parole di don Battista è scaturito come anticamente la vita dei cittadini putignanesi era legata alla Parrocchia: soprattutto durante le guerre mondiali, si faceva riferimento al parroco per avere notizie dei propri cari al fronte, si andava in chiesa per incontrare le amiche e gli amici, per avere una parola di conforto, per trovare gioia.

Proprio durante la seconda guerra mondiale, visto l’attaccamento dei cittadini putignanesi all’immagine dell’Addolorata, fino ad allora rinchiusa in un armadio, si decise di creare una cappella in cui la Statua fosse sempre visibile e più vicina ai devoti.

Infine, la visita si è conclusa in P.zza Plebiscito, dove si affacciavano il potere ecclesiastico con la Parrocchia, il potere Civico con il “Sedile”, il potere nobiliare con le famiglie più nobili, che occupavano le case prospicienti la piazza.

Le prossime visite guidate, coordinate da “La Chiancata”, sono domenica 8 agosto alle ore 17.30 al monastero di Santa Chiara, mercoledì 25 agosto alle 18 alla Biblioteca Comunale e, si prosegue, domenica 29 agosto alle 20.00 con la visita guidata in notturna al borgo antico di Putignano.

Per ulteriori informazioni, è possibile rivolgersi alla sede de “La Chiancata” in Piazza Plebiscito, oppure telefonare al 3931246045 o al 3495657024, oppure visitare il sito internet: www.lachiancata.it.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI