Venerdì 25 Maggio 2012
   
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DUE GIORNI DI VISITE GUIDATE ALLA CHIESA DI SAN PIETRO

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Le giornate celebrative dedicate a S. Pietro, sono terminate oggi con le visite guidate all’omonima chiesa Matrice, dopo vari incontri religiosi, gare podistiche e sagre di paese. La leggenda vuole che S. Pietro sia passato dal nostro comune, motivando la costruzione della chiesa, che nel corso dei secoli ha vissuto vari rimaneggiamenti.

Da una pergamena posseduta dal monastero di S. Nicola presso Monopoli, si ha notizia che nell’889 d.C. , la chiesa di S. Pietro era officiata da una comunità benedettina, dell’ordine di S. Equizio. In quel periodo, la chiesa era divisa in tre navate con altrettanti absidi. L’abside presentava al centro un rosone, che permetteva al sole di penetrare all’interno della chiesa, da quando si levava, fino al momento del suo tramonto.

La giovane guida appartenente alla confraternita di S. Lorenzo di Putignano, ci ha fatto strada lungo la navata e le nicchie della chiesa affrescata di nuovo, dopo gli interventi di pulitura e rifacimento avvenuti nel 2003.  Gli affreschi hanno ripreso i loro colori brillanti, le cornici e le colonne di legno sono state trattate con foglia d’oro, contrastando  l’austerità del luogo, e le finestre sono state ripulite dal vapore e dal fumo delle candele, contribuendo a diffondere un’atmosfera surreale a causa del silenzio che è tutt’intorno.

Nella seconda nicchia a destra è conservata una statua di Stefano da Putignano, forse la prima opera di questo genere dell’artista putignanese. Più in avanti nella nicchia dedicata alla natività, è stata grattata via le vernice per ritrovare il vecchio affresco voluto da un balì veneziano che ha imposto di riproporre in chiesa, lo stile della sua terra.

Ma ciò che rapisce l’occhio del visitatore, è il pulpito, e la base lignea dell’organo, così scure, di quel verde muschio ed oro, e così barocche, che da sole riempiono la navata,  le volte lignee interamente decorate, con al centro delle tele raffiguranti pose plastiche religiose, e le due grandi gradinate che si aprono sui due lati per ospitare la parte antistante il coro, coperto da una vetrata policroma con temi religiosi.

La parte non visibile al fedele, che assiste alla funzione religiosa, corrisponde alla sagrestia, che ospita un quadro originale, ma in versione più piccola di una copia presente nella città del Vaticano, e poi il “luogo del peccato”, dove si celebravano di mattina presto i matrimoni proibiti per l’età dei nubendi, la gravidanza della sposa o più in generale per l’inopportunità dell’unione. Una volta avvenuto il matrimonio, gli sposi si allontanavano fuori dal paese.

Ed infine il coro, rappresentato da una stanza rettangolare dal forte odore di cose antiche mescolato ad umido, completamente ricoperta da scanni di legno scuro che ospitava i consessi dei religiosi. Un mondo a parte che dovrebbe coinvolgere maggiormente sia i cittadini che i turisti per il patrimonio storico-religioso e culturale di cui la chiesa di S. Pietro è detentrice.

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