Noi dell’Associazione Culturale LocalLab siamo stati lusingati di prender parte alla manifestazione di apertura del cantiere del teatro. Un doveroso ringraziamento va a Pinuccio Mangini, ideatore e autore del libro “M’dess nononn”, dal quale sono tratte le storie che abbiamo presentato in questa occasione.
Speriamo che l’evento di inaugurazione del cantiere valga realmente come rito propiziatorio, affinché il nostro teatro venga presto restituito alla cittadinanza, che ormai da troppo ne è priva. Tale privazione, che normalmente qualsiasi comunità percepisce come una mancanza, noi putignanesi l’abbiamo dovuta avvertire, se possibile, in maniera ancor più grave, quasi come fosse un affronto.
Effettivamente, se passiamo in rassegna quanto hanno scritto i nostri storici locali, l’attestazione del teatro in città è antichissima.
Vitangelo Morea, (1782-1865) un nostro celebre concittadino vissuto tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX secolo, così scrive nel suo libro “Statistica della città di Putignano”: “Entro il rivellino sporge una porta per ove si sale a dritta sopra un Teatro – e la parola teatro la scrive con
Se è vero che il primo esempio di teatro moderno è databile al 1585 queste parole del Morea e del Campanella “testimoniano la grande e antica tradizione teatrale esistente a Putignano” (P. Sisto) dove, narrano altri storici, si esibivano compagnie non solo locali ma provenienti anche da altri paesi. Insomma, il fatto che Putignano, un piccolo paese, si fosse dotato tanto precocemente di uno spazio che, sebbene non possa ancora definirsi un vero e proprio “teatro”, era dedicato alle rappresentazioni sceniche, la dice lunga sulla spiccata vocazione artistica di noi putignanesi, e di quanto già da tempi remotissimi ci piacesse fare ed assistere a teatro. In questa prospettiva dobbiamo intendere infatti anche manifestazioni antiche, come le propaggini, e le spettacolari parate carnevalesche, che da tempo rendono celebre il nostro paese.
È per questo che ci aspettiamo comprensione da parte degli addetti dell’impresa incaricata dei lavori, per il nostro entusiasmo e la nostra premura. Ed è per questo che facciamo loro i nostri più sinceri auguri, perché procedano rapidamente e bene nel restauro e ci consegnino presto il nostro bel teatro.
Comunicato Stampa Associazione Culturale LocalLab - Foto: Kike

ULTIMI COMMENTI
- Ordigno a Bari: in manett...
E si e proprio cosi, sono daccordo sulle parole di cicc... - Piacevole il debutto del...
peccato essermelo perso.. spero venga fatta una ripropo... - Giannandrea era capace di...
CHE SCHIFO LA GIUSTIZIA ITALIANA !!! NON DEVONO NEANCHE... - Operazione Panakari: arre...
falcone borsellino *moderato*!!!! io con peppino dentic... - Rifiuti: entro settembre ...
Ci troviamo a Putignano, quelle che vedete sono le imma... - Il Basket Putignano vince...
Per GIUSEPPE CHIELLI, inanzitutto,non mi pare di aver f... - Operazione Panakari: arre...
I commenti #4-5-6-7-8 sono da censurare. Fanno schifo. ... - Petizione popolare per ca...
oggi ho visto che qualche cittadino impegnato ha copert... - Ordigno a Bari: in manett...
Mi sapete dire cosa bisogna fare per salvare la propria... - ''Learning Coffee'' sulla...
Un altra storia per rubare un poco di soldi
La voce del Network
-
Il 29 maggio: aggiornamento seduta consiliare del 24 maggio
Acquaviva delle Fonti
-
Bozzetto (Confindustria) attacca Vendola: "distrugge l'industria pugliese"
Cassano delle Murge
-
Noicattaro: vincita milionaria al 10 e Lotto
Noicattaro
-
Lavoratori in nero a Polignano: controlli a tappeto
Polignano a Mare
-
Il piccolo Joshua e la sua madonnina di Medjugorje
Putignano
-
PINO MASCIARI, LASCIATO SENZA SCORTA, È SCOMPARSO
Gioia del Colle
-
IMU: "DIVIDERE L’IMPOSTA STATALE DA QUELLA COMUNALE".
Monopoli
-
LE INTERPELLANZE DEL PD PER IL CONSIGLIO DI OGGI
Casamassima



Commenti
L' unica pretesa che credo sia evidente in quanto scritto da me in precedenza (ma forse non a lei: in questo caso probabilmente per l' istintività con cui ho scritto i miei commenti e di cui posso solo modestamente scusarmi) era di fare chiarezza, una volta per tutte, sul libro da cui son tratte le storie che voi mettete in scena e sul concetto, ben più nobile, del valore e dell' appartenza colletiva delle tradizioni popolari.
Come ulteriore forma di scuse, mi sento di scriverLe che aprezzo molto le vostre iniziative che ritengo belle e di sicuro valore. La cosa che non aprezzo, e su questo La invito a prendere il positivo della mia critica, sono i vostri comunicati stampa...sarebbe bastata una semplice modifica delle prime righe, con l' aggiunta fra i ringraziamenti non solo della defunta associazione culturale "Sarabanda verde" (le dichiarazioni del Dott. Mangini mi sembrano abbastanza chiare ed esaustive su questo punto) ma magari anche dei nostri avi (visto che anche lei, come me, ha un nonno "coinvolto" nel libro) che poi sono i veri padri (e simpaticamente anche "padroni") della nostra memoria collettiva.
Spero che quanto appena scritto valga come chiarimento e anche come forma di scuse per i miei commenti purtroppo troppo istintivi, ma credo comunque utili, in qualche modo, alla crescita e allo svluppo delle vostre attività (e sopratutto della precisione nelle informazioni che deve contenere un comunicato stampa degno di tal nome).
Ad maiora...a Lei e a Locallab da un invidioso e grottesco appassionato di tradizioni popolari
Ci tengo, infine, a sottolineare che uno dei racconti interpretati dal Cantastorie fu raccolto, guarda caso, dalla voce di mio nonno e non per questo avanzo pretese, di qualsiasi genere.
Le storie popolari sono patrimonio collettivo.
Invito ad assistere al nostro prossimo evento "Cantastorie. Percorso animato", domenica 4 luglio.
Grazie, cordiali saluti,
Teresa Maria Chiarolla
Lode a chi ha fatto e fa rivivere quei racconti (e quindi lode anche a Locallab) ma un pochino di umile e spassionato amore per la cultura e la tradizione avrebbero generato parole come le sue, ben diverse da questo e dai precedenti comunicati di Locallab decisamente più "pratici" che romantici.
Nel dubbio...chiedo perdono per la mia polemica credo più "passionale" (uno dei racconti è stato raccolto proprio dalla voce di mio nonno per essere inserito nel libro) che cattiva, ma sono contento abbia sortito una risposta chiarificatrice.
Per chiarire: L'iniziativa della pubblicazione di “M' dess nononn” fu dell'Associazione “Sarabanda verde” di cui al momento ero presidente, e trovò l'entusiastica approvazione del compianto Nunzio Schena che ne assunse l'edizione.
I racconti riportati nel libro furono raccolti da me e da alcuni soci i cui nomi sono riportati nella mia introduzione al libro. Inoltre provvidi a rivedere, rielaborare e scrivere gli stessi racconti assicurando unità di stile nella narrazione.
Chi ne sono gli autori? Forse i nostri nonni o forse i nonni dei nostri nonni, o forse nostri avi ancora più remoti; ma cosa importa?
A chi appartengono? Credo a chiunque sia in grado di apprezzarli, di ricevere e trasmetterne emozioni e di tramandarli alle nuove generazioni.
Per giunta, il bravo Pinuccio Mangini (sicuramente esente da qualsiasi responsabilità per questo errore, quantomeno di omissione) scriveva all' epoca nell' introduzione del libro, oltre a citare i nomi dei curatori dello stesso:" Si è trattato di un lavoro di gruppo che ci ha visti impegnati con entusiasmo e passione; la presente pubblicazione ne è il risultato".
Gli associati di locallab avrebbero potuto almeno dare una lettura all' introduzione, visto quanto dovrebbero essere grati a questo bellissimo volume...
Capisco e sopporto tutto...ma ora state davvero esagerando: capisco la reverenza e la gratitudine verso chi, in molti modi, vi sta aiutando a tenere in piedi un progetto di valorizzazione del centro storico (???!!!) finanziato con soldi della regione (su cui mi astengo elegantemente dal formulare giudizi), ma mancare di rispetto alla oramai defunta Sarabanda Verde e a tutte quelle persone che ne facevano parte mi sembra poco elegante e sicuramente ingeneroso!
Non mi aspetto una smentita da un' associazione come Locallab per tanti motivi...ma dallo stesso Pinuccio Mangini che sa benissimo quanto l' affermazione presente in testa a questa specie di comunicato sia errata, faziosa e ingenerosa verso le persone che, a titolo gratuito e senza soldini piovuti da chissà dove, hanno realmente curato e realizzato questo libro (con Pinuccio Mangini...non per...).