Venerdì 25 Maggio 2012
   
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IL CANTASTORIE DI LOCALLAB NELLA SERATA DEL TEATRO

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Noi dell’Associazione Culturale LocalLab siamo stati lusingati di prender parte alla manifestazione di apertura del cantiere del teatro. Un doveroso ringraziamento va a Pinuccio Mangini, ideatore e autore del libro “M’dess nononn”, dal quale sono tratte le storie che abbiamo presentato in questa occasione.

Speriamo che l’evento di inaugurazione del cantiere valga realmente come rito propiziatorio, affinché il nostro teatro venga presto restituito alla cittadinanza, che ormai da troppo ne è priva. Tale privazione, che normalmente qualsiasi comunità percepisce come una mancanza, noi putignanesi l’abbiamo dovuta avvertire, se possibile, in maniera ancor più grave, quasi come fosse un affronto.

Effettivamente, se passiamo in rassegna quanto hanno scritto i nostri storici locali, l’attestazione del teatro in città è antichissima.

Vitangelo Morea, (1782-1865) un nostro celebre concittadino vissuto tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX secolo, così scrive nel suo libro “Statistica della città di Putignano”: “Entro il rivellino sporge una porta per ove si sale a dritta sopra un Teatro – e la parola teatro la scrive con la T maiuscola- capace a contenere 350 persone, oltre un grande salone per alloggio delle comiche compagnie, costruiti nel secolo XVI a spese pubbliche”. E anche Giovanni Casulli, un facoltoso signore vissuto un po’ dopo del Morea, nel pieno del XIX secolo, nei suoi manoscritti parla di come, verso la fine del 1600, cominciò a funzionare un “Teatro”, costituito da una platea e da un palchetto centrale per far sedere le signore. Il Casulli, dice anche che ben presto questo teatro divenne molto noto nel circondario, sia perché era l’unico nella zona sia per la cura con la quale venivano portate in scena le rappresentazioni.

Se è vero che il primo esempio di teatro moderno è databile al 1585 queste parole del Morea e del Campanella “testimoniano la grande e antica tradizione teatrale esistente a Putignano” (P. Sisto) dove, narrano altri storici, si esibivano compagnie non solo locali ma provenienti anche da altri paesi. Insomma, il fatto che Putignano, un piccolo paese, si fosse dotato tanto precocemente di uno spazio che, sebbene non possa ancora definirsi un vero e proprio “teatro”, era dedicato alle rappresentazioni sceniche, la dice lunga sulla spiccata vocazione artistica di noi putignanesi, e di quanto già da tempi remotissimi ci piacesse fare ed assistere a  teatro. In questa prospettiva dobbiamo intendere infatti anche manifestazioni antiche, come le propaggini, e le spettacolari parate carnevalesche, che da tempo rendono celebre il nostro paese.

È per questo che ci aspettiamo comprensione da parte degli addetti dell’impresa incaricata dei lavori, per il nostro entusiasmo e la nostra premura. Ed è per questo che facciamo loro i nostri più sinceri auguri, perché procedano rapidamente e bene nel restauro e ci consegnino presto il nostro bel teatro.

Comunicato Stampa Associazione Culturale LocalLab - Foto: Kike

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Commenti 

 
#6 continuate a scrivere e ad organizzare queste belle iniziative 2010-06-13 21:07
Magari, come sostiene lei signora Chiarolla, la mia è invidia (anche se non ho ben capito io stesso di cosa sarei invidioso...) e magari sono anche un grottesco cialtrone poco elegante che tuttavia guarda con affetto alle vostre iniziative, nonostante la mia posizione critica e polemica nei vostri confronti.
L' unica pretesa che credo sia evidente in quanto scritto da me in precedenza (ma forse non a lei: in questo caso probabilmente per l' istintività con cui ho scritto i miei commenti e di cui posso solo modestamente scusarmi) era di fare chiarezza, una volta per tutte, sul libro da cui son tratte le storie che voi mettete in scena e sul concetto, ben più nobile, del valore e dell' appartenza colletiva delle tradizioni popolari.
Come ulteriore forma di scuse, mi sento di scriverLe che aprezzo molto le vostre iniziative che ritengo belle e di sicuro valore. La cosa che non aprezzo, e su questo La invito a prendere il positivo della mia critica, sono i vostri comunicati stampa...sarebbe bastata una semplice modifica delle prime righe, con l' aggiunta fra i ringraziamenti non solo della defunta associazione culturale "Sarabanda verde" (le dichiarazioni del Dott. Mangini mi sembrano abbastanza chiare ed esaustive su questo punto) ma magari anche dei nostri avi (visto che anche lei, come me, ha un nonno "coinvolto" nel libro) che poi sono i veri padri (e simpaticamente anche "padroni") della nostra memoria collettiva.
Spero che quanto appena scritto valga come chiarimento e anche come forma di scuse per i miei commenti purtroppo troppo istintivi, ma credo comunque utili, in qualche modo, alla crescita e allo svluppo delle vostre attività (e sopratutto della precisione nelle informazioni che deve contenere un comunicato stampa degno di tal nome).
Ad maiora...a Lei e a Locallab da un invidioso e grottesco appassionato di tradizioni popolari :P :-) (e non se La prenda anche per questo commento spero utile a stemperare i miei precedenti commenti)
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#5 presidente Ass. Cult. Locallab 2010-06-13 19:39
Ritengo opportuno ora intervenire anche io. E mi "astengo elegantemente" da commentare una palese e grottesca manifestazione di invidia, da parte di una persona che evidentemente non segue le attività della nostra associazione e non conosce il lavoro, la passione e l'impegno profusi nella realizzazione del progetto.

Ci tengo, infine, a sottolineare che uno dei racconti interpretati dal Cantastorie fu raccolto, guarda caso, dalla voce di mio nonno e non per questo avanzo pretese, di qualsiasi genere.

Le storie popolari sono patrimonio collettivo.

Invito ad assistere al nostro prossimo evento "Cantastorie. Percorso animato", domenica 4 luglio.

Grazie, cordiali saluti,

Teresa Maria Chiarolla





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#4 continuate a scrivere sfesserie/s 2010-06-10 23:30
La Ringrazio per la risposta Dott. Mangini, anche perchè ha confermato in toto quanto da me riportato. E la ringrazio due volte, perchè ha finalmente chiarito che quei racconti, con il doveroso e sincero ringraziamento di un lettore per il suo lavoro e di alcuni iscritti a Sarabanda Verde, "appartengono" alla nostra memoria...quindi a tutti !
Lode a chi ha fatto e fa rivivere quei racconti (e quindi lode anche a Locallab) ma un pochino di umile e spassionato amore per la cultura e la tradizione avrebbero generato parole come le sue, ben diverse da questo e dai precedenti comunicati di Locallab decisamente più "pratici" che romantici.
Nel dubbio...chiedo perdono per la mia polemica credo più "passionale" (uno dei racconti è stato raccolto proprio dalla voce di mio nonno per essere inserito nel libro) che cattiva, ma sono contento abbia sortito una risposta chiarificatrice.
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#3 Pinuccio Mangini 2010-06-10 21:47
Ripetutamente chiamato in causa sento di dover intervenire innanzitutto per plaudire e congratularmi con LocalLab per aver “risvegliato” in modo originale ma sostanzialmente fedele alcune delle fiabe e dei racconti di “M' dess nononn” e per ringraziare anche chi è intervenuto successivamente perchè un pizzico di “polemica” giova a richiamare l'attenzione e l'interesse sull'iniziativa.
Per chiarire: L'iniziativa della pubblicazione di “M' dess nononn” fu dell'Associazione “Sarabanda verde” di cui al momento ero presidente, e trovò l'entusiastica approvazione del compianto Nunzio Schena che ne assunse l'edizione.
I racconti riportati nel libro furono raccolti da me e da alcuni soci i cui nomi sono riportati nella mia introduzione al libro. Inoltre provvidi a rivedere, rielaborare e scrivere gli stessi racconti assicurando unità di stile nella narrazione.
Chi ne sono gli autori? Forse i nostri nonni o forse i nonni dei nostri nonni, o forse nostri avi ancora più remoti; ma cosa importa?
A chi appartengono? Credo a chiunque sia in grado di apprezzarli, di ricevere e trasmetterne emozioni e di tramandarli alle nuove generazioni.
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#2 continuate a scrivere fesserie 2010-06-03 01:50
Vedo che nel precedente messaggio manca la citazione testuale dal libro “M’dess nononn”, che è la seguente: a cura del centro di Animazione Culturale Sarabanda Verde - settembre 1983.
Per giunta, il bravo Pinuccio Mangini (sicuramente esente da qualsiasi responsabilità per questo errore, quantomeno di omissione) scriveva all' epoca nell' introduzione del libro, oltre a citare i nomi dei curatori dello stesso:" Si è trattato di un lavoro di gruppo che ci ha visti impegnati con entusiasmo e passione; la presente pubblicazione ne è il risultato".
Gli associati di locallab avrebbero potuto almeno dare una lettura all' introduzione, visto quanto dovrebbero essere grati a questo bellissimo volume...
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#1 continuate a scrivere fesserie 2010-06-02 16:01
Ma dove e quando Pinuccio Mangini è l' unico ideatore e autore del libro “M’dess nononn” ? Sulla mia copia del libro leggo testualmente: .
Capisco e sopporto tutto...ma ora state davvero esagerando: capisco la reverenza e la gratitudine verso chi, in molti modi, vi sta aiutando a tenere in piedi un progetto di valorizzazione del centro storico (???!!!) finanziato con soldi della regione (su cui mi astengo elegantemente dal formulare giudizi), ma mancare di rispetto alla oramai defunta Sarabanda Verde e a tutte quelle persone che ne facevano parte mi sembra poco elegante e sicuramente ingeneroso!
Non mi aspetto una smentita da un' associazione come Locallab per tanti motivi...ma dallo stesso Pinuccio Mangini che sa benissimo quanto l' affermazione presente in testa a questa specie di comunicato sia errata, faziosa e ingenerosa verso le persone che, a titolo gratuito e senza soldini piovuti da chissà dove, hanno realmente curato e realizzato questo libro (con Pinuccio Mangini...non per...).
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