Venerdì 25 Maggio 2012
   
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IN ATTESA DELLA SENTENZA: DUE ANZIANE SONO DECEDUTE

tribunale-putignano
Mercoledì 25 novembre presso il Tribunale di Putignano, alla presenza della dott.ssa Cistulli,  si è svolto una seduta della causa contro M.C. , 52 anni di Putignano, accusata di estorsione, violazione di domicilio, minacce e aggressione contro due anziane donne.

Il fatto è accaduto nel 2002, ma la causa dopo le varie fasi preliminari è iniziata nel 2008. Nel frattempo le due anziane signore, nate nel 1925 e nel 1928 sono decedute. L’accusa contro la donna, che all’epoca dei fatti aveva 45 anni, è nata dopo la denuncia delle due anziane al maresciallo dei carabinieri Morrone e al maresciallo Palmisano.

Le due anziane che vivevano da sole in una villetta di campagna in contrada Foggia Calderola, hanno dichiarato di aver subito diversi furti di denaro e minacce da una donna di piccola statura, bruna e un po’ grassottella che si era introdotta in casa loro con la forza.

Le anziane non hanno potuto offrire nessuna resistenza al fare violento della donna che ha perquisito l’intera casa finchè non ha trovato 9 mila euro, soldi ricavati dalla vendita delle mandorle. In seguito, questa signora, si è presentata nuovamente alla casa delle anziane ed ha cercato con la forza e con le minacce di entrare in casa alla ricerca di altro denaro. Ma a questo nuovo tentativo è intervenuto un vicino richiamato dalla richiesta di aiuto delle due anziane. La donna nel notare l’arrivo dell’uomo e di sua moglie si è allontanata con la sua auto.

I carabinieri hanno mostrato alle vittime dell’estorsione 6 foto segnaletiche di donne pregiudicate o sospettate di aver commesso dei reati. Tra queste signore è stata indicata una persona che però si è dichiarata estranea ai fatti. Perciò il processo continua di ufficio.

L’avv. Vito Giulio Console, difensore della presunta innocente, vuole arrivare a sentenza per scagionare e difendere la onorabilità della sua cliente che attualmente lavora come pizzaiola presso un noto ristorante putignanese. L’avvocato difensore sostiene che la sua cliente è vittima di uno scambio di persona, perché le due anziane certamente si sono confuse nel riscontro fotografico.

Purtroppo non è più possibile ascoltare la testimonianza delle due signore vittime dell’estorsione o fare un confronto personale. La lentezza della legge, purtroppo, non ha dato il tempo a queste donne di avere giustizia e la presunta innocente resta in attesa di giudizio dopo 7 anni di processo.

Commenti 

 
#1 Luca Bianco 2009-12-03 21:36
Ecco siamo alle solite... tutta colpa della lentezza della giustizia italiana...
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