Venerdì 25 Maggio 2012
   
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SUICIDIO MASSIMO NOVELLI, IL PM RIAPRE LE INDAGINI

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Si tinge di giallo la vicenda sulla morte del 41enne Massimo Novelli, manager della “Sanitàservice” di Putignano. L'uomo, sposato e padre di due gemelli di cinque anni, è stato trovato privo di vita lo scorso 25 agosto nella sua autovettura, una Volkswagen Passat, in una piazzola di sosta della strada che collega Martina Franca a Locorotondo, in contrada Miceli, al confine tra i due comuni.

La società in house della Asl di Bari, di cui Novelli era l’amministratore delegato, aveva il compito di espletare le procedure necessarie per procedere all’internalizzazione di oltre 700 lavoratori precari di aziende esterne per i servizi di pulizia, portierato e ausiliari, nonché disponeva di un ufficio nella sede ASL putignanese in Monte Laureto, il quale è stato chiuso a chiave dal direttore generale dell’ASL Bari Domenico Colasanto, per scongiurare eventuali manomissioni, in attesa che si faccia chiarezza sulla vicenda.

LA SCOMPARSA – Nella mattinata di mercoledì 24 agosto, Novelli era uscito dalla propria abitazione di Capo di Leuca nel leccese per recarsi nel suo ufficio di Putignano, dove non è mai arrivato. Le prime tracce di mistero sono emerse già mercoledì 24 agosto, quando Novelli non è tornato a casa da lavoro come sua consuetudine.

Nel tardo pomeriggio, la moglie non vedendo rincasare il marito, ha provato a chiamarlo con insistenza sul cellulare, senza ottenere alcuna risposta. Dopodiché ha contattato i colleghi, i quali hanno spiegato di non aver visto a lavoro, per cui la donna si è allora premurata di denunciare la scomparsa del coniuge ai carabinieri.

IL RITROVAMENTO - Solo giovedì 25 agosto l'atroce scoperta. Un automobilista ha visto la Passat di Novelli in sosta su una piazzola della statale che collega Martina Franca a Locorotondo. Si è insospettito e ha sbirciato dal finestrino facendo la macabra scoperta.

All'interno della vettura c'era il corpo ormai privo di vita del manager, riverso su un fianco e steso sul sedile del lato passeggero. Sul sedile del passeggero una bottiglia di acido muriatico e due bottiglie d’acqua. Nessun biglietto d'addio. Nessuna richiesta di perdono. Nessuna spiegazione.

SUICIDIO - Il medico legale Michele Savito al fine di costatare il decesso, stabiliva che il manager era deceduto per “avvelenamento da ingestione di sostanza caustica”, nella fattispecie acido muriatico il cui flacone vuoto è stato ritrovato nell’abitacolo della vettura. In un primo momento, in accordo con il medico legale, il magistrato Italo Pesiri l’ha definito un suicidio, provvedendo alla consegna della salma alla famiglia per le esequie. I familiari, non credendo al folle gesto, hanno richiesto che si faccia piena luce sull’episodio, per cui è stata disposta la riesumazione del corpo per l’autopsia.

ERA TERRORIZZATO - Il giallo della morte non sta tanto nelle dinamiche del decesso quanto nei motivi che hanno spinto il professionista ad uccidersi. Un piccolo indizio viene offerto dal direttore della ASL di Bari, Mimmo Colasanto, che descrive un Novelli terrorizzato nei giorni precedenti la scomparsa: “Era terrorizzato dal fatto che rispetto alla platea delle centinaia di persone che dovevano essere assunte, ce n’erano circa 60 che non avendo i requisiti richiesti dalla legge ai fini dell’assunzione. Sembra che proprio da costoro sarebbero giunti segnali che lo avevano preoccupato”.

Pressioni, minacce? Al momento non ci sono elementi per stabilirlo, ma ulteriori indagini potrebbero chiarire quanto fossero concrete le sue ansie. Di sicuro la preoccupazione di Novelli era tale da indurlo a rassegnare le dimissioni dall’incarico. Ne aveva discusso proprio la sera prima della sua scomparsa con i vertici della Asl di Bari, ma al termine dell’incontro dicono che si fosse rasserenato e avesse deciso di portare avanti il suo lavoro. Purtroppo non è stato così e l’appuntamento con la morte, scelto o imposto saranno, si spera, gli ulteriori esami ad accertarlo, ha troncato per sempre i suoi dubbi e i suoi timori.

ISTIGAZIONE AL SUICIDIO – Intanto, il pm Filomena Di Tursi della Procura della Repubblica di Taranto ha riaperto l’inchiesta sulla morte di Massimo Novelli con la seguente ipotesi di reato: “istigazione al suicidio”.

Nei giorni scorsi, il medico legale Marcello Chironi, su incarico della Procura jonica, ha portato a termine l’autopsia sul corpo dell’ex amministratore della Sanitaservice, rilevando delle lesioni compatibili con l’ingestione di sostanza acida. “Per poter dire la quantità e il tipo di sostanza ingerita – ha spiegato il professionista al termine dell’esame eseguito nell’obitorio del cimitero di Patù dove il manager era stato seppellito ed esumato tre giorni dopo -, si dovranno attendere i risultati delle analisi tossicologiche”.

Altre indagini, ancora più complesse, occorreranno invece per dimostrare l’effettiva volontà suicidiaria del commercialista e soprattutto, come sospetta la procura, scoprire l’eventuale induzione al suicidio. Di questo ne sono convinti i parenti il cui intervento è stato determinante per far riaprire un caso già chiuso.

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