Venerdì 25 Maggio 2012
   
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''LA GIBBANZA'': UN PUTIGNANESE TRA I 47 INDAGATI

gdf-putignano

Un putignanese dovrebbe essere iscritto nel registro dei 47 indagati, legati all’indagine della Procura di Bari per il pagamento di presunte tangenti, al fine di aggiustare le sentenze della Commissione tributaria regionale.

Questa mattina,  3 novembre, i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Bari hanno eseguito le 17 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal GIP del Tribunale di Bari, nei confronti di un giudice della Commissione Tributaria Regionale Puglia e tre commercialisti, finiti in carcere, mentre  ai domiciliari sette commercialisti, un funzionario della Commissione Tributaria Provinciale di Bari, un funzionario della Commissione Tributaria Regionale Puglia, un avvocato, due imprenditori e un funzionario di banca (ai domiciliari).

Le accuse sono corruzione continuata in atti giudiziari, falsità materiale ed ideologica commessa da privati e/o da pubblici ufficiali in atto pubblico e frode processuale continuata in concorso, riciclaggio, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, responsabilità amministrativa degli Enti. L’inchiesta coinvolge, inoltre, altri 30 soggetti, fra i quali giudici tributari, avvocati, commercialisti e professori universitari.

OPERAZIONE “LA GIBBANZA” - Le indagini hanno evidenziato come alcune Commissioni Tributarie Provinciali di Bari e Regionali per la Puglia avevano fatto della corruzione il loro sistema operativo. In molte controversie bastava elargire al giudice o al funzionario della Commissione “La Gibbanza” - termine dialettale barese utilizzato in un’intercettazione con il quale si fa chiaramente allusione alla tangente da versare - perché il processo tributario  potesse avere una “benevola” risoluzione. Regalie più svariate: dalle somme di denaro, ai televisori Lcd, dai personal computer a costosi capi di abbigliamento, fino a nomine in collegi sindacali di importanti società pugliesi. Un sistema di corruzione che – solo negli ultimi due anni – ha permesso di quantificare in oltre 100 milioni di euro il danno subito dall’Erario (pari al 20% dell’ammontare dei contenziosi definiti nel 2009).

L’INCHIESTA - L’indagine ha inizio nel dicembre 2008 quando i militari della Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Tributaria hanno riscontrato delle anomalie fra la loro attività di verifica su un’azienda di medie dimensioni baresi, che aveva evidenziato rilevanti irregolarità, e l’attività ispettiva svolta successivamente dall’Ufficio delle Entrate Bari 2 che tali irregolarità, invece, non aveva riscontrato. Di qui l’apertura di un’inchiesta, coordinata dalla Procura di Bari, che si è avvalsa di intercettazioni telefoniche, ambientali e servizi classici di investigazione (pedinamenti, appostamenti, etc.). I giudici tributari, i loro funzionari e i com¬mercialisti o avvocati, coinvolti nell’indagine, si incontravano in uffici o  in locali pubblici per stabilire le modalità che avrebbero consentito di poter “aggiustare” il processo.

IL SISTEMA DI CORRUZIONE - In pratica a Bari succedeva che alcuni imprenditori baresi che, a seguito di verifica fiscale della Guardia di Finanza, risultavano  sanzionabili per gravi irregolarità amministrativo-contabili commesse, anche per centinaia di migliaia se non milioni di euro in alcuni casi, facevano ricorso alle Commissione Tributaria Provinciale  di Bari e Regionale per la Puglia, attraverso i loro intermediari (commercialisti e avvocati) nella convinzione di  poter illecitamente evitare o ridurre in parte il pagamento dovuto all’Erario. Il risultato lo ottenevano elargendo “regalie” ai giudici tributari o a loro funzionari arrestati o indagati in questa inchiesta. I militari della Guardia di Finanza hanno accertato che almeno undici società baresi hanno fatto ricorso a questo sistema corruttivo messo in atto dalle suddette Commissioni.

Tutt’altro che passivo il ruolo degli stessi giudici delle Commissioni coinvolti nell’operazione “Gibbanza”: questi con la complicità dei loro funzionari, si adoperavano perché  determinati ricorsi fossero loro assegnati e qualora non fosse possibile, comunque, si attivavano perché la pratica fosse affidata nelle “mani giuste”, ovvero  a colleghi compiacenti.  Non solo, ma in molte occasioni erano i giudici che si occupavano della stesura del ricorso che, poi, avrebbero discusso e deciso; oppure consigliavano ai ricorrenti professionisti conniventi “di comodo”. Il dato che, quindi, che va evidenziato è che a cercare l’accordo corruttivo non erano solo gli imprenditori (direttamente o attraverso i loro intermediari), ma erano gli stessi giudici e funzionari a “procacciarsi” i contribuenti sanzionati ai quali assicuravano l’esito favorevole del processo tributario.

I BLITZ - All’alba di oggi i militari della Guardia di Finanza di Bari oltre che all’esecuzione dei 17 ordini di custodia cautelare hanno provveduto a 57 perquisizioni di locali (fra i quali cinque studi di noti avvocati baresi) e al sequestro di beni mobili ed immobili per un valore di mercato di circa 200 milioni di euro, tra cui cinque aziende, 22 appartamenti e 62 terreni.

I NOMI DEGLI ARRESTATI:

  1. Oronzo Quintavalle (detto Sandro), giudice tributario di Bari, dottore commercialista con studio in Bari;
  2. Gianluca Guerrieri, dottore commercialista con studio in Bari;
  3. Michele Di Fonzo, dottore commercialista con studio in Altamura;
  4. Franco Balducci, commercialista con studio in Corato.

I NOMI DEI 13 INDAGATI AI DOMICILIARI:

  1. Elvira Bonomo, funzionario della Commissione Tributaria Regionale per la Puglia;
  2. Donato Radogna, dottore commercialista con studio in Bari, consigliere comunale a Bari;
  3. Angelo Piccininno (imprenditore);
  4. Giorgio Grimaldi (imprenditore);
  5. Edmondo Caccuri (detto Edy), imprenditore e dottore commercialista con studio in Bari;
  6. Paolo Centrone, commercialista con studio in Polignano a Mare;
  7. Alessandro Carbone, avvocato con studio in Gravina di Puglia;
  8. Giuseppe Elefante, dottore commercialista con studio in Castellana Grotte;
  9. Leonardo Mariella, dottore commercialista con studio in Bari;
  10. Sisto Quintavalle, funzionario di banca (in pensione), fratello del giudice Oronzo Quintavalle;
  11. Sabino Romano, direttore della Commissione Tributaria provinciale di Bari;
  12. Francesco Della Corte, dottore commercialista con studio in Noci;
  13. Giuseppe Signorile, dottore commercialista in Bari.

Commenti 

 
#11 un lettore!!! 2010-11-07 13:44
ma vogliamo parlare di telenorba!?
hjahahaha
me vien da ridere
giovedì han fatto un servizio inerenta il nostro carnevale dove dicevano che gli operatori del settore sn ormai a lavoro,
ma caro direttore DEL TG NORBA ma che viinventate se nn avete notizie nn riempite il palinsesto a vanvera...
ma i cartapestai putignanesi sn sul chi va la e nemmeno loro sanno se quest'edizione sarà svolta all 100 % o no!!!
questa si che è cattiva informazione!!!
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#10 x lettore 2010-11-05 15:09
Perchè quelli che escono il sabato sono scritti da invasati? Ci sono alcuni che sono così poco equilibrati da essere degni del miglior TG4..
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#9 Nebbia 2010-11-05 14:07
I due media, quello online e quello cartaceo, sono complementari tra loro. Ciò che è scritto sul cartaceo non può, per lunghezza e per forma grafica, essere riprodotto dalla testata online. Viceversa, il giornale non ha la possibilità di riferire al pomeriggio un avvenimento accaduto al mattino, come invece puoi fare tu. Quindi rimarrò fedele sostenitore di tutte le testate giornalistiche, reali o virtuali, purchè i contenuti rispondano a requisiti di professionalità, veridicità, obiettività. Caro Luca, stai andando benissimo e non ti curare dei detrattori. Scusa se approfitto di "casa tua" per estendere i complimenti e gli incoraggiamenti anche a "Putignanolive" e "Putignanonelmondo", che ha il primato di essere stato il capostipite delle testate locali online. In attesa che si riprenda anche "L'Eco". Più siamo, più abbiamo la possibilità di confrontarci con le nostre opinioni, e più i sacrosanti concetti di libertà di stampa e di espressione saranno garantiti. Un saluto solidale.
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#8 frà 2010-11-05 12:46
x lettore...
ke fai? oggi nn leggi più????????:P:P:P:P:P:P:P:P
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#7 effe 2010-11-04 23:00
Una pacca di incoraggiamento per Luca Bianco da un suo assiduo e fedele lettore (molto spesso anche critico ;-).
Quel commento è probabilmente scritto da qualche invidioso, magari qualche concorrente: : non ti curar di lor Luca, ma guarda e passa.E continua così.
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#6 x lettore 2010-11-04 22:48
lettore...renditi conto che le "testate" che escono il sabato parlano solo di innocenti compleanni di ragazzi (con violazione di numerose leggi sulla privacy) e di avvenimenti sportivi del paese...quindi dato che nessuno ti costringe a leggere Putignanoweb continua ad informarti dalle tue fonti...PS: il trolling è ormai diffuso quindi dimostra di essere una persona e non nasconderti dietro un nick!
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#5 mah 2010-11-04 17:54
solidarietà a Luca Bianco.

x lettore: vuoi un esempio di articolo su giornale di sabato con nome e cognome di un fermato dai Carabinieri ma non pregiudicato? successo circa un anno fa
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#4 frà 2010-11-04 17:41
x lettore...
le riviste che escono al sabato nn le compra più nessuno perkè voi scrivete tante di quelle fesserie che la gente è stanca di sentirle e preferisce leggere le notizie reali su internet senza buttare soldi!
un anno fa avete avuto il coraggio di scrivere che a un vecchietto erano state rubate le mutande all'ospedale e parlate di false informazioni?!!!!!hi hi hi, fate ridere!
nn sapete dove prendere le notizie e vi fate la guerra l'uno con l'altro...
by una putignanese che nn compra i vs giornali...come tanti e tanti!
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#3 Luca Bianco 2010-11-04 17:34
Caro lettore, noi facciamo informazione.
Siamo venuti a conoscenza da un nostro informatore che sarebbe coinvolto un putignanese. Non abbiamo in possesso informazioni necessarie per fare nomi, per cui abbiamo lanciato questa notizia!

Riguardo alle tue opinioni personali sulla mia persona, preferisco non rispondere.

Infine, concludo il mio intervento, evidenziando che noi non danneggiamo nessuno, le "tue" care riviste d'informazione hanno i loro lettori, che i cittadini continuano a comprarle. Se c'è stato un "calo nelle vendite", la risposta potrebbe essere la crisi???

Noi abbiamo i nostri assidui lettori, che ci seguono e commentano!
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#2 UN LETTORE 2010-11-04 17:17
adesso che hai messo quest'articolo puoi dirmi chi è il putignanese indagato in questo blitz!?
CARO LUCA BIANCO FAI PESSIMA INFORMAZIONE E DIVULGAZIONE A COSTI 0 DANNEGGIANDI CHI ESCE CON LE RIVISTE D'INFORMAZIONE AL SABATO!!!
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#1 marisa.fulvio 2010-11-04 12:16
Tangentopoli anziché debellare il sistema lo ha reso di prassi comune. Si ricorre in commissione tributaria, quando si ritiene di essere vittime di una ingiustizia, confidando nella certezza del diritto essendo la legge “uguale per tutti, invece la legge comune è “del più forte”. Nitimur in vetitum semper cupimusque negatum (Propendiamo sempre per ciò che è vietato e desideriamo ciò che ci è negato. (Ovidio) )
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