Venerdì 25 Maggio 2012
   
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CASO MALASANITÀ: L'OSPEDALE RESPINGE LE ACCUSE

ospedale-putignano

L’ospedale “Santa Maria degli Angeli” di Putignano respinge le accuse sul presunto caso di malasanità, che avrebbe coinvolto il nosocomio putignanese e che avrebbe provocato la morte della giovane nocese Antonella Mansueto.

La ragazza dopo essersi sottoposta alle analisi di routine, il 4 dicembre 2009 è stata ricoverata e ha affrontato un intervento di chirurgia per l’asportazione in blocco di una cisti sacro-coccigea fistrolizzata. Dopo 24 ore, Antonella è stata dimessa e ha iniziato le consuete medicazioni, eseguite presso il reparto di chirurgia dal personale medico anche in orari non ambulatori, per andare incontro agli impegni di studio della studentessa universitaria.

Un rito consueto che si è protratto per ben due mesi, nonostante si trattava di un intervento “banale”, in quanto l’intervento trattava l’asportazione di un tessuto, per il quale come da consuetudine la ferita non viene ricucita, poiché deve rimarginarsi da sola.

Dalle documentazioni risulta che alla data dell’ultima medicazione, effettuata nella giornata di giovedì 4 febbraio, la ferita era perfettamente rimarginata e priva di anomalie. Antonella torna a casa, ma i problemi iniziano due giorni dopo, nella giornata di sabato, quando la 22enne nocese comincia ad accusare vomito, diarrea, e febbre alta. Nella giornata di lunedì, viene allertato il 118 di Noci e trasportano la ragazza al Pronto Soccorso di Putignano in condizioni disperate. La diagnosi dei medici è shock settico, insufficienza renale e gastroenterite acuta in corso. Un quadro clinico grave che implica il trasferimento nel reparto di rianimazione dell’ospedale “Miulli” di Acquaviva, ma dopo un doloroso calvario, la ragazza muore il 26 marzo.

Il direttore sanitario Domenico Labate afferma alla Gazzetta del Mezzogiorno: “non conosciamo i dettagli di quello successo al nosocomio di Acquaviva, però per quanto riguarda il caso, ci teniamo ad escludere un collegamento tra quello che è successo e una ferita quasi completamente guarita. Il personale medico ha adottato tutte le procedure, secondo i criteri di massima sterilità degli ambienti e igienicità”.

IL PASSATO DEL NOSOCOMIO PUTIGNANESE – Negli anni scorsi, pochissime volte si sono verificati presunti casi di malasanità all’ospedale “Santa Maria degli Angeli” di Putignano, così da confermarsi tra i nosocomi di eccellenza provinciale. Tra i casi più discussi, ci sono due presunti casi, conclusosi entrambi con un nulla di fatto.

Nel febbraio del 2006, un ragazzo di 27 anni muore, a distanza di una settimana dall'intervento per una fistola all'osso sacro. In un primo momento, le cause della morte vengono collegate ad una caduta del paziente all’uscita dalla sala operatoria. Sull’accaduto, la procura aprì un’inchiesta, per verificare se la morte era stata provocata in seguito ad una complicanza dell’intervento o per una caduta in corsia. L’inchiesta si concluse rilevando che non ci furono comportamenti illegittimi o errati dei medici.

Il secondo caso si è concluso anch’esso con l’assoluzione dei due medici, per un fatto risale al 2005, quando due dottori furono accusati di omicidio colposo per aver provocato, con il proprio comportamento, il decesso di un’anziana paziente fulminata da un infarto.

Commenti 

 
#5 Enrico Polignano 2010-10-09 13:23
Innanzitutto esprimo le mie più sentite condoglianze ai familiari di Antonella. Quanto alle eventuali responsabilità personali, su di esse indagherà la Magistratura. Ritengo, tuttavia, che tutto questo polverone mediatico abbia ingiustamente danneggiato l'immagine dell'ospedale di Putignano, e di coloro che quotidianamente vi lavorano, con impegno e dedizione. Qualche anno fa' sono stato testimone diretto dell'elevata professionalità, diligenza, ed anche del profondo senso di umanità, dimostratemi da tutto il personale del reparto di chirurgia, a partire dal direttore, che mi ha operato, per passare agli altri medici, che - secondo il loro turno - mi hanno assistito e visitato i giorni successivi all'intervento, sino agli infermieri ed ausiliari, dei quali ricordo bene l'impegno profuso per alleviare i disagi provocati dalla malattia. Quelle attenzioni, frutto anche di un'indiscutibile esperienza professionale, si sono ripetute ad ogni successiva visita di controllo, sino alla mia definitiva guarigione, ed alnche oltre.
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#4 dash 2010-10-08 12:17
Chi ha sbagliato deve pagare!!!!
Non si può offendere la memoria della giovane Antonella Mansueto con queste volgari affermazioni cercando di scaricare la colpa su quello a su altri. La magistratura farà il suo dovere è la legge dovrebbe far licenziare tutti i responsabili ( o assassini ) di questa tristissima vicenda.
Una sola domanda rivolta al responsabile della morte della giovane Antonella è se fosse successo a suo/a figlio/a ??
A S S A S S I N I
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#3 foresthier 2010-10-07 00:04
Secondo la stampa la ferita era ancora aperta ed emanava pus noi poveri mortali a chi dobbiamo credere al Dott.Labate o a quello che scrivono i giornalisti? Di sicuro il reato di omicidio colposo come viene ipotizzato
dalla magistratura c'è stato.
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#2 NettiGiuseppe 2010-10-06 19:49
le mie più sentite condoglianze alla famiglia e la mia solidarietà al personale medico dell'ospedal di Putignano..lasciamo lavorare in pace chi dovrà verificare le responsabilità..
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#1 ...: 2010-10-06 19:02
spero solo che la morte di questa povera ragazza non faccia cadere l'ospedale di putignano sotto una brutta luce tra i cittadini di putignano e fuori putignano...molti pazienti con gli ultimi avvenimenti chiedono trasferimanti altrove per paura di "brutte conseguenze"....ma per un episodio accaduto con accuse neanche accertate non si può fare di tutta l'erba un fascio, penso che il personale del nostro ospedale sia competente e che per la morte di questa ragazza non si debba espandere la voce popolare di malasanità a putignano!
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