Venerdì 25 Maggio 2012
   
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PRIMARIO: ''NON SONO STATE RIFERITE ANOMALIE''

ospedale-putignano

Sul caso di malasanità che avrebbe provocato la morte della 22enne nocese Antonella Mansueto, operata a Putignano per una banale ciste coccige nel dicembre del 2009, Vito Lanza primario del reparto di Chirurgia dell'ospedale di Putignano, ha dichiarato alla Repubblica: "I miei collaboratori, chi l'ha operata e chi successivamente l'ha medicata, non mi hanno mai riferito di anomalie alla ferita."

"La ragazza - precisa Lanza - è stata ricoverata e operata in regime di day surgery trattandosi di un intervento routinario e di piccola chirurgia. La paziente, dopo l'intervento, - racconta il dottor Lanza - si recava a far medicare la ferita all'ospedale, ambulatorialmente. All'inizio ogni giorno, poi a giorni alterni e infine tre volte a settimana. 'Questo, tra l'altro, avveniva - sottolinea il primario - cercando di andare incontro alle esigenze della ragazza che era una studentessa universitaria".

PRECISAZIONE MEDICO - Si precisa che l'operazione è stata effettuata dal chirurgo Sebastiano Calò, medico che ha asportato la ciste alla ragazza, e non Aldo Calò indicato precedentemente quale esecutore dell'intervento chirurgico, che è invece primario del reparto di rianimazione dell'ospedale "Santa Maria degli Angeli" di Putignano.

La redazione di Putignanoweb si scusa pubblicamente con il primario Aldo Calò per averlo riportato sotto i riflettori, per un caso che non interessava la sua persona.

VOGLIO GIUSTIZIA - Anna Quarato, mamma della ragazza intervistata da Mediaset, chiede giustizia: "Io ora chiedo giustizia, lo devo soprattutto a mia figlia. Voglio che non capiti più a nessuno - dichiara la madre di Antonella tra le lacrime - e voglio sapere come è morta mia figlia, mi hanno detto di setticemia, ma non sappiamo cosa ha scatenato tutto questo."

CODACONS - "È assurdo andare in ospedale per curarsi una cisti e morire di setticemia." Così Codacons e Articolo32 (associazione specializzata nella tutela del diritto alla salute, aderente al Codacons) hanno commentato, attraverso un comunicato, la morte della ragazza di Noci.

"Vogliamo sapere in quali condizioni versa l'ospedale di Putignano dove è stata operata la ragazza, e quali sono le garanzie di sicurezza attualmente fornite dal nosocomio, e ci aspettiamo una istruttoria rapida e puntuale da parte dei Nas e della Commissione d'inchiesta - affermano le due associazioni - È intollerabile che ai giorni nostri si verifichino ancora episodi di questo tipo, che riportano il nostro paese indietro di decenni e gettano ombre inquietanti sullo stato del sistema sanitario nel sud Italia."

INDAGINE COMMISSIONE ERRORI SANITARI - Il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, Leoluca Orlando, ha disposto una richiesta di relazione all'assessore alla Sanità della Regione Puglia, Tommaso Fiore, in relazione al caso della studentessa Antonella Mansueto, di 22 anni, morta per setticemia.

''È dovere istituzionale della Commissione - spiega Orlando in una nota - esaminare la relazione che si attende venga trasmessa dal competente assessore, al fine di accertare eventuali responsabilita' professionali e/o anomalie funzionali e organizzative, nonche' venire a conoscenza di eventuali provvedimenti sanzionatori o cautelari adottati".

INVIATI I NAS - "Per capire cosa è successo, abbiamo già inviato i carabinieri appartenenti al nucleo Nas della Commissione d’inchiesta". Lo ha affermato Ignazio Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale. "L'istruttoria è aperta, si sta procedendo alla raccolta della documentazione necessaria che poi verrà valutata dalla Commissione - aggiunge Marino. I risultati saranno valutati durante il prossimo Ufficio di Presidenza".

CONVOCATO IL MEDICO - Il pm della Procura di Bari, Angela Morea, ha dato mandato ai carabinieri della sua sezione di pg, di convocare, per essere sentito come persona informata sui fatti, uno dei sanitari che ha conosciuto la ragazza dopo l'intervento chirurgico. Il medico, secondo la Procura, sospettava che le condizioni di Antonella stessero peggiorando in maniera anomala. Il fascicolo d'inchiesta sulla morte della giovane universitaria di Noci è stato aperto per omicidio colposo.

Il pm Morea ha disposto l'acquisizione delle cartelle cliniche e dei referti medici di tutte le strutture dove la ragazza, nei tre mesi di sofferenza, dall'operazione alla morte, è stata curata e visitata: l'ospedale di Putignano, il Miulli di Acquaviva e la Guardia Medica di Noci, dove addirittura le era stata diagnosticata un'influenza e le fu prescritta tachipirina per abbassare la febbre arrivata a 42.

La Procura sta inoltre procedendo all'identificazione dei medici che hanno avuto in cura la 22enne, per individuare responsabilità personali e procedere a eventuali iscrizioni nel registro degli indagati. Solo allora sarà effettuata una consulenza tecnica, preferibilmente collegiale, che possa fornire al pubblico ministero una ricostruzione dei fatti e del quadro clinico dall'intervento al decesso. Ricostruzione che allo stato è presente solo nella denuncia della famiglia, assistita dall'avvocato Vito Mormando.

Link correlati: CASO MALASANITÀ A PUTIGNANO: APERTA UN'INCHIESTA

Commenti 

 
#6 Antonio di Noci 2010-10-08 11:57
Per Gino. Ammesso e verfificato che la cosa stà realamente così è ipocrito che non si dicano come stiano veramente le cose!!! Perchè qui deve uscire TUTTA la verità fuori. Non è giusto che vengano effettuate campagne diffamatorie verso seri professionisti senza conoscere la verità e poi non poter rispondere ad accuse infamanti . . . Ora quel che resta è attendere le indagini e chi ha sbagliato deve pagare!! E ciò sia se ha sbagliato un medico, sia se è stata distorta la realtà volutamente, inventando cose inesistenti, diffamando e caluinniando professionisti.
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#5 Gino 2010-10-07 21:35
Ammesso e non concesso che la cosa sia vera nella fattispecie, ritengo sia inopportuno fare allusioni nei confronti di questa famiglia, che ha tutto il diritto di chiedere chiarezza sulla questione. Ridurre tutto ad una mera questione economica mi pare fuori luogo e di cattivo gusto. In questa situazione diverse categorie di sciacalli si aggirano attorno alla preda: chi pretende che il medico venga messo in carcere e sia buttata la chiave, con tanta pace del principio di garanzia che condanna solo al terzo grado di giudizio, al di là di ogni ragionevole dubbio, e chi riconduce la scelta della famiglia di agire solo ora ad una mera questione di soldi da guadagnare. Per entrambe provo un forte senso di ribrezzo.
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#4 Antonio di Noci 2010-10-06 22:58
Ma caro Gino, dove vivi? Sai che a Bari sono sorti degli interi studi legali che "gratis" si accupano di azioni legali per presunti episodi di mala sanità? ...e alla fine il "ricavato" si fa al 50% con la famiglia? Non posso fare dei nomi ma ormai ci sono dei legali che si interessano solo di questo (basta fare un piccola ricerca su internet o vedere qualche cartellone pubblicitario in via Amendola!) So di certo che la famiglia di Antonella non voleva far nulla, ma alla fine qualche "signore" in doppio petto è stato persuasivo!!!! Per te Gino fammi capire: gli sciacalli chi sono?
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#3 Gino 2010-10-06 19:19
Ognuno si senta libero di esprimere quello che gli pare, ad esempio di non ritenere igienico andare al bar con gli zoccoli da reparto, cosa peraltro condivisibile. Questo però rimane una opinione personale che non può elevarsi a giudizio su un intero sistema, nemmeno su un intero ospedale. Dite quello che volete, tanto comunque non siete voi (per fortuna) a giudicare gli individui coinvolti in questa triste faccenda. Ed è ancora più triste leggere commenti che, di converso, lanciano strali, seppur indiretti, nei confronti della famiglia della ragazza, presunti rei di non aver sporto denuncia immediatamente e leggendovi in questi comportamenti presunti calcoli per ricevere chissà quali vantaggi dalla situazione. Siete sciacalli peggio degli altri.
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#2 loviva nicola 2010-10-06 01:22
secondo voi e igienico che un medico con le stesse scarpe lavori in reparto e vada a prendere il cafè al bar?
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#1 Degliangeli Maria 2010-10-05 22:14
Per come si comportano alcuni medici con i pazienti non c'è da meravigliarsi che sia accaduto un fatto così grave.Dovremmo poter esprimere il nostro giudizio su chi opera nella sanità.
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