Venerdì 25 Maggio 2012
   
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PATTEGGIAMENTO PER L'OMICIDIO DI ROBERTO BELVISO

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada (AIFVS), riguardante il processo per l'omicidio del 14enne Roberto Belviso, coinvolto in un incidente stradale del 17 novembre 2008.

Il 10 febbraio 2010 a Bari innanzi al GIP Giuseppe De Benedictis si è tenuta la prima udienza preliminare riguardante l’omicidio colposo contestato a Trevisan Alessandra, che ha causato il sinistro stradale del 17 novembre 2008, tamponando violentemente uno scooter e cagionando lesioni gravi al passeggero 14enne Roberto Belviso, che il giorno dopo spirava in ospedale.

I genitori, che hanno autorizzato l’espianto degli organi dando possibilità di vita ad altre sei persone, si sono costituiti parte civile rappresentati dal legale Avv.to Maria Pia Magistro insieme all’AIFVS difesa dall’Avvocato Gianmarco Cesari.

Il GIP accoglieva il patteggiamento presentato dai legali dell’imputata il giorno precedente l'udienza su cui il Pm ha espresso il consenso, nonostante il deposito di una specifica memoria del legale dell’AIFVS in cui si evidenziava che la pena al di sotto dei due anni di reclusione, minimo previsto per l'omicidio colposo stradale, ed anche sospesa (!) non era condivisibile per la Aifvs in quanto non congrua rispetto non solo alla condotta ed alla gravità del reato, ma anche in relazione al danno cagionato alle vittime.

Una tale misura rappresenta un’offesa per la vittima ed un favore per il reo, che impedirà per sempre la possibilità di riconciliazione tra reo, vittime e collettività, nonostante la rappresentazione del danno e della gravità della imprudenza oggetto dell'imputazione, il Gip ha ritenuto di accogliere la richiesta di patteggiamento sulla base del consenso espresso dal PM ed ha condannato la Trevisan a soli 24 mesi di reclusione e, riducendo poi la pena con le attenuanti del rito, ha emesso la pena finale di 16 mesi con la sospensione condizionale, più un anno di sospensione della patente.

La sentenza del Tribunale di Bari del Gip Giuseppe De Benedictis evidenzia come alcune Procure della Repubblica ed alcuni magistrati giudicanti non si sono ancora adeguati alla maggiore attenzione che il legislatore, con la legge 125 del 2008, ha rivolto alla criminalità stradale, incrementando le pene, eliminando la corrispondenza tra aggravanti ed attenuanti e non considerando più un’attenuante lo stato di incensurato.

L’AIFVS dice no a provvedimenti clemenziali per fatti intollerabili e di grave allarme sociale e, per assicurare giustizia alle vittime, conta su un rinnovato apporto della magistratura: l’applicazione di sanzioni adeguate alla gravità dei fatti non serve solo a ribadire la vigenza delle norme, ma è soprattutto un modo per trasmettere ai cittadini un forte messaggio di orientamento culturale, finalizzato a porre al primo posto non la fatalità nei comportamenti umani, ma il senso di responsabilità e l’osservanza delle regole per garantire il diritto alla salute ed alla vita.

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente AIFVS

Commenti 

 
#1 sarah 2010-02-21 20:05
vorrei dire che sono contraria al fatto di aver dato alla dottoressa solo 16 mesi di reclusionee di averle tolto per un'anno la patente!!!!conoscevo roberto è quando seppi della sua notizia rimasi molto scossa....io vorrei dire solo una cosa: fate giustizia!nn abbiate pietà...
se fosse per me la metterei dentro è butterei anche le chiavi!!!!!
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