Giovedì 24 Maggio 2012
   
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NOTARNICOLA PRESENTA IL RITO DEI FUOCHI DI S.LUCIA

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Nel tardo pomeriggio di ieri, l’associazione la Chiancata ha presentato il volumetto “L’accensione dei fuochi di Santa Lucia”, sottotitolato “Da Sant Luceij cresc n’ucchj d gaddèn a deij” scritto da Piero Notarnicola. Hanno partecipato all’incontro il presidente dell’associazione Angela Genco, il vice sindaco Dino Angelini e appunto l’autore del volumetto Piero Notarnicola che durante l’incontro si è soffermato sulla storia della Santa ed ha spiegato il significato e le origini dell’antico detto putignanese che ha dato il titolo alla sua opera.

Dopo un’introduzione del vice sindaco Dino Angelini, Piero Notarnicola ha preso la parola raccontando la storia di Santa Lucia nata intorno al 283 a Siracusa. Sulla sua data di nascita non si hanno certezze, al contrario il giorno della sua morte è certamente avvenuta nel 304 all’epoca delle persecuzioni di Diocleziano quando la giovane siciliana  rifiutò le nozze con un pagano cui era stata promessa, al fine di mantener fede ad un voto di castità fatto a Sant’Agata alla quale chiese la guarigione della madre. Il “promesso sposo” la denunciò al prefetto Pascasio, che sottopose Lucia a terribili torture, dalle quali sarebbe ripetutamente uscita indenne grazie all’intervento divino, sopravvivendo addirittura al rogo ordinato dallo stesso Pascasio, finché non fu decapitata il 13 dicembre del 304

L’autore si è poi soffermato sul detto che letteralmente significa “Da Santa Lucia il giorno cresce di un occhio di gallina” che gli è rimasto impresso sin da piccolo e che poi in età adulta lo ha portato a fare una riflessione. “In realtà - dice l’autore - la giornata più corta dell’anno è il 21 dicembre giorno del solstizio d’inverno, allora perché gli antichi individuavano nella festa di Santa Lucia, il 13 dicembre, la giornata più breve dell’anno?”

angela-genco-la-chiancataDa questa riflessione nasce la sua ricerca che lo porta scoprire che questa anomalia è dovuta al fatto che gli antichi hanno utilizzato nel corso degl’anni dei sistemi differenti di contemplare l’avanzamento del tempo. La festa in realtà è quindi coincisa col solstizio d’inverno fino al 1582 quando fù adottato il calendario moderno che rispetto al precedente presentava uno sfasamento temporale di circa 10 giorni.

Il culto di Santa Lucia ha quindi un forte legame col solstizio d’inverno che  era visto dall’uomo antico come un momento di ansia e timore, che osservava il progressivo affievolirsi della luce del sole, fonte di calore e di vita. Si accendevano quindi dei grandi fuochi, da cui nasce la tradizione dei falò.

Piero Notarnicola, nel corso del suo intervento, ha poi rimarcato come Santa Lucia sia venerata e festeggiata anche in altre regioni Italiane e soprattutto in Europa.

Questo incontro ha dimostrato come S.Lucia non è solo un rito conviviale e di rievocazione religiosa, ma può significare anche un momento di arricchimento culturale.

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