Giovedì 24 Maggio 2012
   
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NICOLA MASI: "LA CRISI HA COLPITO GIOVANI E ANZIANI"

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Nicola Di Masi, giovane putignanese, responsabile della sede UGL a Putignano, è vicino anche per età ai giovani putignanesi che cercano un posto di lavoro. Gli abbiamo chiesto di parlarci del mondo del lavoro giovanile e della crisi che c'è in giro.

C'è la crisi a Putignano? Chi ha colpito?
“Sostanzialmente la crisi economica, qui al sud, c'è sempre stata. Questa è stata la spinta che ci ha fatto sempre arrangiare, che ci ha dato l'input a cercare ogni tipo di lavoro, che ci ha abituati a risparmiare. Un modus vivendi che ci ha aiutati affinché non sprecassimo le nostre risorse. Ma indubbiamente la situazione oggi è un po' più difficile, e quelli che ne fanno le spese sono soprattutto i giovani e gli anziani”.

Perché?
“I giovani perché, soprattutto quelli che sono alla ricerca del primo lavoro, devono farsi valere, devono dimostrare di saper fare e di voler fare. Ma alcune volte manca loro il coraggio di voler intraprendere delle strade, soprattutto perché talvolta il giovane viene visto come un ragazzino senza esperienza incapace di avere idee anche dal punto di vista politico. L'anziano, invece, è il debole della famiglia, che ha bisogno di assistenza continua, che grava sulla famiglia, ma che spesso, con la sua pensione, aiuta anche tutta la famiglia”.

Una società gerontogratica. E allora?
“Le forze politiche devono ascoltare un po' di più i giovani, che, tra l'altro, devono avere il coraggio di portare le loro idee sia sul piano politico, sia sul piano professionale. Inoltre, dal punto di vista lavorativo i giovani vengono visti in maniera diversa dagli imprenditori: sono coloro che possono lavorare a nero, e coloro che possono essere assunti con contratti di inserimento che agevolano soprattutto le aziende assuntrici”.

Qual è la politica dell'UGL?
“Da un certo punto di vista bisognerebbe lottare, ma costruttivamente. Fare le lotte muro contro muro, scioperare, rimanere delle proprie idee senza sentire l'altro non porta a nulla. È auspicabile creare un dialogo tra le parti sociali, vedere le cose da ogni punto di vista e cercare di giungere a un accordo. Ma un accordo che vada bene per tutti, non solo per la classe imprenditrice”.

E’ facile creare questo dialogo?
“Non molto, in quanto c'è alla base una certa cultura di tolleranza anche da parte dei lavoratori: il lavoro nero è di molto aumentato soprattutto nell'ambito dell'edilizia. Ma per il dipendente basta che si lavori.

Inoltre, soprattutto nel terziario, i giovani vengono assunti o con contratti di inserimento, contratti a progetto, che non tutelano per nulla il lavoratore, o viene loro imposta l'apertura di partita IVA per creare una sorta di collaborazione, fittizia, in quanto trattasi, comunque, di lavoro dipendente a tutti gli effetti”.

Se lo chiedono in tanti, ma il caos regna sovrano: come si potrebbe uscire dalla crisi?
“Per prima cosa, come ho già detto, portando avanti le proprie idee e facendo, anche da parte delle banche, delle scelte diverse. Non dobbiamo dimenticare che le cause di questo difficile momento vanno ricercate anche nella crisi bancaria che ha avuto risonanze internazionali. E le stesse che cosa hanno fatto? Si sono chiuse in loro e hanno bloccato i finanziamenti. Invece, se avessero fatto delle scelte diverse, inseguendo anche una politica di coraggiosi investimenti a favore di giovani, forse l'economia decollerebbe di più e usciremmo prima da questo stato di crisi.

Per quanto riguarda gli anziani, invece, lo stato non dovrebbe abbandonare a sé stesse queste povere persone, la maggior parte delle volte sole, e che sono costrette a rivolgersi a una forma di assistenza a pagamento. Spesso senza averne la possibilità”.

Commenti 

 
#5 Nicola Di Masi 2009-12-13 18:45
Caro allibratore è giustissimo quello che dici e che dovrebbe essere, e ti invito, sempre se vuoi, a condivire queste idee e a chiarirci su alcune cose che non ci siamo capiti.
Anzi invito tutti i giovani a condividere delle politiche giovanili che possano incidere a livello locale, provinciale e regionale.
Vi aspetto in Corso Garibaldi n. 51,sede Ugl!
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#4 allibratore 2009-12-09 10:23
Sul punto 2: perchè gli ammortizzatori sociali sarebbero un danno? O meglio, sono un danno se sono reiterati e scadono nell'assistenzialismo, non lo sono se li si circoscrive a particolari periodi di crisi congiunturale. Se la crisi di un'impresa è strutturale, cioè è a un passo dal fallimento per cause gestionali, è un modo per accompagnare i dipendenti verso un altro tipo di impiego. Lungi da me qualsiasi forma di assistenzialismo. Dico solo che alla cassaintegrazione e ad altri ammortizzatori accedono sono alcune tipologie di imprese, specialmente le più grandi, mentre in Puglia la dimesione media è molto bassa. Sulla diminuzione della tassazione per le famiglie hai ragione e avevo dimenticato di citare questa misura.
Sul punto 3: Non sono molto d'accordo sulla riduzione del costo del lavoro, visto che stiamo parlando di aumentare il reddito disponibile e non di ridurlo. Piuttosto, si può iniziare a parlare di una riduzione della tassazione sulle imprese, l'IRAP.
Sul punto 4: poi ci spiegheranno come è possibile fare stare insieme scudo fiscale (che premia gli evasori e criminali) con una nuova etica fiscale...il maggiore controllo dei lavoratori nelle scelte aziendali fa parte del periodo ipotetico dell'irrealtà...non si potrà mai verificare e io non sono neanche troppo d'accordo. Se avessi un'impresa, poichè il capitale ce lo metto io, il rischio gestionale me lo assumo io.Altrimenti diventa una cooperativa. La politica giusta è quella dei controlli rigorosi, unita ad un incrocio sempre più approfondito tra reddito dichiarato e reddito disponibile (cioè al tenore di vita reale).
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#3 Nicola Di Masi 2009-12-08 16:07
Caro allibratore,
vorrei dirti che ho apprezzato la tua analisi sulla crisi e la tua strategia per far fronte a questo particolare periodo.1)Però prima di tutto devi sapere e sicuramente ne sei a conoscenza, che tutti i fondi, compresi quelli erogati recentemente dalla Regione Puglia, passano dalle banche che molte volte sono "svogliate" nell'informare i possibili richiedenti.2)Sicuramente bisogna aumentare il reddito disponibile per far girare il Pil, non attraverso gli ammortizzatori sociali che sono un danno per i lavoratori, le imprese e tutto il sistema,ma diminuire la tassazione a sostegno delle famiglie con il cosidetto: quoziente familiare.
3) E' giusto assistere con prestazione a sostegno del reddito i lavoratori atipici e non solo, ma anche i milioni di giovani possessori di partite iva(i cosidetti lavorati invisibili), attraverso una riduzione del costo del lavoro per consentire una prestazione di lavoro subordinato.
4)Sai che gli introiti dello scudo fiscale sono già stanziati e non è possibile toccarli. E per sconfiggere l'evasiose o l'elusione fiscale è necessaria una nuova cultura dell'etica fiscale, che deve partire da un codice deontologico rivolto ai Consulenti fiscali, a noi sindacati e alle forze dell'ordine e anche attraverso una maggiore controllo dei lavoratori nelle scelte aziendali.5)Il Comune oggi diventa la chiave per supportare le micro e piccole imprese attraverso un'effettiva collaborazione con il sistema bancario e il sitema produttivo del suo ambito territoriale.
In conclusione vorrei spronare la ragazza di 22 anni, con tanta volontà di lavorare, a non adattarsi al sistema, perchè il lavoro è un diritto e quindi il nostro lavoro dobbiamo farlo con passione, coraggio e tanta volontà che deve permettere ai giovani di dare un futuro all'Italia.
In concreto, poichè sei giovanissima, puoi formarti con corsi di formazione professione oppure mirare su alcuni settori e specializzarti in quello che ti piace veramente.
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#2 allibratore 2009-12-03 12:00
Sono parzialmente d'accordo sull'analisi, meno sulla "exit strategy". 1) La banche ha le loro colpe ma non basta. Bisogna aumentare il reddito disponibile dei lavoratori. Come? Innanzitutto estendere gli ammortizzatori sociali anche a dipendenti di quelle imprese che non possono accedere alla cassaintegrazione. 2)Accompagnare il reddito (per qualche mese) di coloro che, avendo contratti interinali o atipici, sono rimasti senza lavoro perchè non rinnovati. 3)Credito di imposta per quelle aziende che assumono giovani. 4)Destinare gli introiti che deriveranno dallo scudo fiscale a sostenere investimenti in infrastrutture pubbliche (trasporti locali più efficienti, strade più sicure, nuovi ospedali, recupero patrimonio pubblico ecc...) 5) Lotta all'evasione e all'elusione fiscale. A livello locale, un Comune ha poche leve per favorire l'economia, e queste leve si chiamano suoli (dove favorire investimenti e capannoni in tempi rapidissimi) e servizi efficienti.
Al limite, un Comune può predisporre delle risorse chiamate "Fondi di rotazione", cioè dei finanziamenti a tassi molto agevolati per favorire la diffusione di micro e piccole imprese fatte da giovani.
Alla ragazza di 22 anni dico:benchè il lavoro sia un diritto, bisogna considerare se quello che si sa fare è richiesto dal mercato. O meglio:io posso essere un ottimo tecnico che ripara frigoriferi, ma se cerco lavoro al Polo Nord non lavorerò mai. Purtroppo in tempi di emergenza lavoro, vince chi è in grado di adattarsi. O si imparano cose nuove, oppure ci si sposta lì dove le proprie competenze sono richieste. Il coraggio di adattarsi a nuove situazione è l'arma che abbiamo noi giovani per vincere, cioè per guadagnare con un lavoro onesto.
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#1 ciotolina 2009-12-02 15:03
io ragazza di 22 anni con la volontà di lavorare e dopo aver mandato un sacco di curriculum a putignano nn si sono degnati a chiamarmi io sto cercando lavoro e nn lo riesco a trovare. E' possibile tutto questo?quindi c'è crisi
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