Giovedì 24 Maggio 2012
   
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LATERZA: LA CRISI A PUTIGNANO

stefano-laterza-uil-putignano Abbiamo sentito Stefano Laterza, responsabile della UIL di Putignano, con sede in via Matteotti, sullo stato di crisi dell’economia e ricadute sul mercato del lavoro.

Laterza ha inizialmente tracciato un quadro generale sui settori economici della nostra città. L’attività industriale si può intanto sintetizzare in due macrotipologie di settore: l’abbigliamento e il manifatturiero, dove operano prevalentemente le donne. In dettaglio, vi è chi lavora per un proprio marchio o per grandi firme e chi, invece, effettua solo il lavoro per conto terzi. “Mentre per le prime ancora non c'è stato alcun incremento significativo di licenziamenti - fa notare il sindacalista - nel secondo caso, con l'avvento in Italia di manovalanza a basso costo, tante aziende hanno chiuso, facendo venir meno quello che era il secondo reddito nelle famiglie putignanesi”.

IL LAVORO MASCHILE – Per quanto riguarda gli uomini la faccenda è diversa. “Essi lavorano soprattutto nell'ambito dell'edilizia - spiega Laterza - che ha subito un calo, o nell'ambito della metalmeccanica, la quale, in linea con i dati su base nazionale, pare evidenziare dei segnali di ripresa”.

CALANO I PREZZI DEGLI IMMOBILI – “Nell'ambito edilizio, tra l'altro - continua Stefano Laterza - la crisi ha portato anche alla diminuzione dei prezzi degli immobili come conseguenza di un calo della domanda d'acquisto. Questo è accaduto perché le famiglie si sono affacciate su altri mercati più convenienti come Castellana Grotte o Sammichele di Bari, facendo ristagnare l'offerta dell'edilizia putignanese”.

INDUSTRIA ALIMENTARE - Nell'ambito dell'alimentazione, al contrario, le cose stanno meglio. Laterza riporta degli esempi: “Una bella realtà è Dolce Bontà che ha ampliato i propri orizzonti per posizionare la sua offerta sul territorio nazionale e internazionale, come sta facendo, tra l'altro, l'industria casearia putignanese”.

CHI STA PEGGIO - Le cose si complicano quando tocchiamo il nervo scoperto: le cose si mettono male per i piccoli commercianti e il settore ristorativo.

La ricetta per il successo dei piccoli commercianti sta nelle motivazioni e negli investimenti pubblicitari: “A Putignano - prosegue - il piccolo commerciante deve fare i conti con i prezzi dei locali, sia da acquistare, che da prendere in locazione. E quelli più ambiti attorno all'Estramurale hanno prezzi vertiginosi. Anche se il putignanese medio volesse tentare l'avventura del commercio, deve avere per prima cosa un certo capitale alle spalle e, per farsi conoscere sul mercato, non aspettare il cliente nel proprio esercizio, ma investire in pubblicità, essere molto più disponibile, andare alla ricerca del cliente e allettarlo magari con offerte. E dopo un po' di tempo, se non si hanno le motivazioni giuste, scoprire che non ne vale la pena”.

PRECARI NELLA RISTORAZIONE - “Per quanto riguarda la ristorazione, invece, i locali sono aperti ma c’è affluenza soprattutto il sabato sera. Durante la settimana si lavora poco”. In questo scenario, stando a quanto osserva il nostro sindacalista, i collaboratori pagherebbero pesanti conseguenze, ingrossando le fila dei precari: “vengono licenziati e impiegati solo nei momenti di maggiore afflusso dei clienti, senza che venga offerto loro uno stipendio fisso o un contratto di lavoro. Si alimenta così la piaga del lavoro nero, da sempre presente a Putignano, ora ancor più in evidenza”.

EFFETTI “POSITIVI” DELLA CRISI – “Mentre prima si cercava la collaborazione estera per l'assistenza alla persona (baby sitter, assistenza agli anziani, collaborazioni domestiche), oggi – spiega Laterza - i putignanesi non disdegnano questo genere di lavori, anche perché le famiglie che usufruiscono di questi servizi si fidano molto di più di un loro conterraneo piuttosto che di un immigrato”

Nell’ultima parte dell’intervista riflettiamo sulla mancanza di moneta circolante come effetto della crisi di alcuni settori.

Stefano Laterza fa un cenno di approvazione: “Può darsi. Un titolare di un'impresa di impianti elettrici ha affermato che il lavoro c'è, però le commesse vengono pagate in ritardo e le banche vogliono sempre più garanzie per accendere linee di credito. E’ come il cane che si morde la coda. Meno moneta erogata dalle banche, meno soldi per far fronte alle spese e pagare i fornitori, meno commesse da poter gestire, meno soldi che entrano, meno lavoro e meno potere di contrattazione con le banche stesse”.

Senza considerare che mancano gli ausili per i lavoratori dipendenti. Complice un certo retaggio culturale per il quale si ritiene che l'imprenditore sia un elemento economicamente forte. Tuttavia, oggi non è più così: l'imprenditore sposa un progetto, magari investendo tutte le sue energie e le risorse economiche a disposizione. Un fattore di rischio notevole che fa a pugni con uno scarso sostegno economico alla base.

Commenti 

 
#1 gidio 2009-11-13 20:57
Imprenditori??? A Putignano si possono contare quanti sono i "veri" imprenditori! La crisi sta evidenziando chi merita di esser chiamato imprenditore. Mi vien da dire: quando la neve si scioglie si vede cosa esce da sotto!!!
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