Giovedì 24 Maggio 2012
   
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Il grido di giustizia dei familiari vittime della strada

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Un forte grido di Giustizia è stato lanciato dai familiari delle vittime della strada che hanno subito la straziante perdita di un proprio caro a causa di un incidente stradale. Mercoledì 25 gennaio sul quotidiano nazionale “Il Giorno” sono state dedicate due pagine alla memoria delle tante vittime che hanno perso la vita sulle nostre strade.

A condividere l’idea anche i genitori putignanesi di Roberto Belviso, il 14enne che ha perso la vita a causa di un tragico incidente avvenuto nel novembre 2008 sulla provinciale Putignano-Castellana. Tra gli altri ragazzi pugliesi: Flavio Arconzo di Fasano (S.S. 172 Dei Trulli - 18/10/2006), Maurizio Recchia di Bari (28/05/2009) e Marco Bungaro di Brindisi (S.S. Maglie-Lecce - 2/10/2010).

Oltre a lanciare l’allarme per una maggiore attenzione nei confronti di un problema ancora irrisolto o parzialmente considerato (più di 5.000 vittime all’anno, 300.000 feriti e 20.000 disabili gravi), i familiari chiedono allo Stato la certezza di una pena giusta per tutti coloro che hanno perso la propria vita sulla strada a causa di gente irresponsabile, che si mette alla guida con la leggerezza di chi pensa solo a se stesso e al proprio benessere, senza considerare minimamente la possibilità di rovinare la vita di altre persone.

Si chiede semplicemente “giustizia” per chi non c’è più e per chi è rimasto a limare il tempo nel ricordo e nel dolore. Secondo chi lancia l’appello, la “pena è un dovere dello Stato”, per cui si chiede alle istituzioni di introdurre immediatamente il reato di omicidio stradale che, oltre a coinvolgere penalmente chi si rende responsabile di atti di violenza devastanti, rappresenterebbe anche un sicuro deterrente per chi affronta con leggerezza la propria vita sulla strada.

La protesta pacifica, ideata da tante famiglie che vivono il dolore di aver perso i propri cari e di non aver ottenuto giustizia, sembrava bizzarra e irrealizzabile ma è stata concretizzata grazie alla caparbietà e all’unione dei familiari che vivono con quest’atroce dolore.

“I nostri congiunti sono stati ammazzati mentre stavano semplicemente vivendo” recita il comunicato dei familiari che hanno promosso l’iniziativa e a cornice delle giuste richieste per una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, 50 fotografie di ragazze e ragazzi, coppie e signori con i capelli bianchi, tutti sorridenti. Le persone a cui l’imperizia e l’imprudenza di qualcuno ha tolto il futuro, sorridevano alla vita perché dall’altra parte dell’obiettivo c’era un amico, un fratello, una moglie, un marito, un fidanzato o una fidanzata che ora non riescono a darsi pace e chiedono che almeno il ricordo di questi volti sia legato alla considerazione che qualcosa è stato fatto perché non accada ad altri.

Speriamo che l’appello dei parenti delle vittime di incidenti stradali non rimanga inascoltato, per cui ci auspichiamo un interesse maggiore da parte delle istituzioni preposte affinché ci sia giustizia per queste assurde morti che ogni giorno vanno ad aggiungere la foto di un bel volto sorridente ad un album che vorremmo dover mai più sfogliare.

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