
Il sindaco avv. Gianvincenzo Angelini De Miccolis, a seguito delle normative nazionali e regionali sulla stagione della caccia e a causa delle innumerevoli segnalazioni pervenute dal comitato cittadino “Contrada Chiancarosa Salute e Ambiente”, ha disposto il divieto di caccia sul territorio comunale, a tutela della pubblica incolumità, sino al prossimo 29 gennaio 2012 (giorno di chiusura della stagione venatoria, ndr).
La zona interessata da questo provvedimento è delimitata dal seguente elenco di strade comunali: s.c. Quattrocchi, s.c. Angelini, s.c. Chiancarosa, s.c. Gianni Sante, s.c. Boscardi (Noci – Barsento), s.c. Lamendola I, strada vicinale Masi, s.c. Scaglioni, s.c. Corcione, s.c. Foggia di Nercio, s.c. Chiancarosa (visualizza la mappa).
I rappresentanti del comitato cittadino “Contrada Chiancarosa Salute e Ambiente”, sig. Macchia Donato, Lippolis Giammichele e Sabato Francesco, riferiscono attraverso una nota datata 21 settembre che: “in considerazione della imminente riapertura della prossima stagione venatoria, sottolineando ancora una volta che l’intera area richiamata è sottoposta a rilevante frequentazione di cacciatori provenienti anche dai paesi limitrofi che , attraverso i loro comportamenti arroganti, pongono in serio pericolo l’incolumità pubblica…. I cacciatori rimangono indifferenti alla continue vive proteste dei residenti e disconosco le distanze di sicurezza imposte dalla Legge 157/1992 e che molto spesso, a fronte di civili richiami verbali al rispetto della normativa vigente, gli stessi residente si trovano a subire ingiurie e prese in giro da parte di costoro che evidentemente si sentono impuniti in mancanza di adeguati controlli… Ulteriore situazione di pericolo è determinata dal modo improprio in cui vengono parcheggiate le auto dei suddetti cacciatori, spesso fuori strada, che impediscono il regolare scorrimento del traffico dei residenti locali, degli scuolabus e degli automezzi adibiti al trasporto del latte, in quanto occupano la corsia di marcia delle strade comunali e determinando, conseguentemente, pericolo per la circolazione stradale. Per tutto ciò sopra segnalato, gli scriventi rinnovano ancora una volta la richiesta di un idoneo provvedimento per interdire la caccia tutta la zona delimitata dalle strade comunali precisate nella mappa”.
Da un’attenta verifica degli uffici comunali, si è evidenziato che l'area segnalata dovrebbe essere già interdetta alla caccia perché non si rispetterebbero le distanze minime previste dalla Legge, che vieta l’esercizio venatorio a 100 metri dalle abitazioni o stabili, a meno di 100 metri di spalle alle abitazioni, 50 metri di spalle alle strade e 150metri in direzione delle stesse e delle abitazioni. Al fine di prevenire gravi conseguenze e reprimere nella zona comportamenti che possano determinare pericolo per la sicurezza e l’ordine pubblico, l’amministrazione comunale ha ravvisato la necessita di intervenire con la suddetta ordinanza sindacale.
Dopo una fitta corrispondenza con la Provincia di Bari si è richiesto l’inserimento nel nuovo piano faunistico provinciale del divieto di caccia nell’intero territorio del Comune di Putignano.
Ultimo episodio denunciato da un cittadino residente in S.C. Parco del Medico, risale allo scorso 19 dicembre, quando è stata scattata una foto, nella quale appare un’autovettura parcheggiata a bordo strada e una persona armata di fucile con le vesti di cacciatore, che evidenzia il mancato rispetto delle normative nazionali.

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Commenti
Appunto, non riconosco nemmeno un po’ di nobiltà alla caccia, è solo esercizio di macelleria irregolare....
Non è l'uccisione fine a se stessa, ma l'incontro dell'uomo con la natura e l'ambiente che lo circonda, la conoscenza dell'etologia, della flora che lo circonda, il ciclo delle stagioni, la cura degli animali che accompagnano e aiutano l'uomo in questa attività, la sfida contro animali spesso più grandi e più forti di lui.
Bellissimo! Tutte queste sane attività si possono fare molto meglio senza fucile e meglio ancora con macchina fotografica.
La caccia è una attività legittima, dignitosa, regolamentata.
È legittima in taluni luoghi, stagioni e momenti della giornata, regolamentata solo qualche volta, dignitosa mai!
Vi ci sapete mettere contro animali inermi con fucili sofisticati e tecnologie avveniristiche, bel coraggio…
La polemica dovrebbe rivolgersi a chi queste regole non le rispetta, come nel caso in questione.
Faccio polemica con chi caccia, (e anche con chi pesca), sia legalmente che illegalmente, perché considero comunque cacciare atto immorale. E, senza offesa, sono padrone delle mie opinioni.
...E nessuno si preoccuperà di quel pesce che, catturato, agonizzerà per molti minuti prima di morire.
Ma il pescatore è tanto una brava persona, un nonviolento, perchè la sua canna da pesca non fa "PUM"!
Uccidere per sport, per hobby, è disumano, subumano e anormale!
Che l'uso di violenza fine a se stessa sia cosa malvagia non ha bisogno di altre spiegazioni, chiunque lo comprende. Poi sta alla coerenza dei singoli trarre le ovvie conclusioni: vegetarianesimo,vita ecocompatibile, ecc. Ma ciò non vuol dire che chiunque non possa affermare che cacciare sia atto crudele, a prescindere.
L'alternativa non è tra figlio drogato o figlio cacciatore...
L'alternativa è tra figlio educato e figlio maleducato.
Per educato intendo a ciò che rende uomo l'uomo e cioè la filosofia, l'arte, la musica, la poesia,la sensibilità e la compassione.....etc, etc, etc,
per maleducato intendo lasciarlo crescere buzzurro e lasciargli fare come gli pare, e in questo senso drogato di cocaina o di violenza fine a se stessa che differenza fa? Sempre ribrezzo fa!
Io trovo più vile ammazzare un pollo cresciuto per due mesi in 30 centimentri quadrati. Un vitello portato all'ingrasso fino a puntargli una pistola alla fronte e farlo stramazzare al suolo. E così per un pesce nella rete. Oppure il pesce ha lo sguardo stupido, troppo poco "antropomorfo" rispetto ad un passerotto piumato e dagli occhi teneri, per potersi annoverare tra gli animali "poveretti", meritevoli di pietas?
Dunque, un cacciatore che spara dà alla preda ancora una possibilità di fuggire. Senza contare che, anche nell'ipotesi più infausta, quell'animale fino a quel momento ha vissuto in libertà e "felice", se si può usare questo termine più culturale che naturale.
Se l'uccisione di un certo numero di esemplari non intacca la specie nel suo complesso, non vedo il problema.
Ha decimato la fauna selvatica più la scomparsa degli habitat naturali (antropizzati per la voracità dell'uomo), l'uso di antiparassitari (che avvelenano anche le specie protette) e quant'altro.
Condivido il giudizio di alcuni commentatori che stigmatizzano i comportamenti illegali, ma questo non deve demonizzare l'azione di chi pratica qualsiasi attività umana osservando leggi e regolamenti.
Le tesi e le opinioni sono tutte rispettabili. Ma dovrebbero essere improntate ad una visione complessiva, e soprattutto, lo ripeto, ad una coerenza di comportamenti.
Dimenticavo: non sono un cacciatore. Anche se ogni tanto "sparo" dei giudizi, ma sono elaborati con la mia testa.
Il nocciolo della questione è l'ignoranza e la protervia di certa gente che esercita in barba alle normative. Ma questo vale per tante altre figure, dal dipendente pubblico al libero professionista. Non per questo si chiede di abolire ogni attività in cui si riscontrano delle attività non lecite.