Giovedì 24 Maggio 2012
   
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L'ASSOCIAZIONE ALZHEIMER PUTIGNANO SI PRESENTA

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Sabato 19 novembre, presso la sala consiliare del Comune di Putignano, l’ “Associazione Alzheimer Putignano“ si è presentata a due mesi dalla sua costituzione, facendo anche il punto della situazione su Putignano e in Puglia.

Nella sua introduzione il prof. Pietro Sportelli, presidente del Consiglio Comunale putignanese, ha fatto notare come le famiglie in molte frangenti rimangano sole e come ricada sulle loro spalle la cura per un malato di Alzheimer, che ha bisogno di cure ventiquattro ore su ventiquattro.

L’assessore alle politiche sociali Vito Genco ha dichiarato che gli ultrasessantacinquenni a Putignano sono il 21% della popolazione, con una percentuale che tende ad aumentare e con il comune che deve rispondere ai bisogni per queste persone. Purtroppo, a fronte di una spesa per Assistenza Domiciliare Integrata pari a circa € 350.000/400.000 si riescono ad assistere solo 35 persone che diventano 60 se si prende come punto di riferimento il distretto. Tenendo presente che per un bando che darebbe un contributo alle famiglie per l'assistenza di un malato grave, sono pervenute presso il suo assessorato 162 domande, ben si comprende come i fondi siano insufficienti. Per questo è necessario creare una rete tra famiglie, associazioni e parrocchie per dare veramente un contributo serio, non solo economico, per l'assistenza a questi familiari.

Il dott. Pietro Schino, nella sua relazione, ha parlato di tale malattia in quanto avendone avuto conoscenza per mezzo del padre, affetto da Alzheimer: “Le persone con demenza hanno l'incapacità a fare calcoli (acalculia), l'incapacità a ricordare (amnesia), l'incapacità a riconoscere (agnosia), a parlare (afasia) e a compiere gli atti normali di una persona. Una persona affetta da tale malattia neurodegenerativa costa alla famiglia circa 60.000 euro l'anno”.

Ignazio Schino, uomo poliedrico, giornalista della Gazzetta Del Mezzogiorno, scrittore anche di poesie, poco per volta ha perso la sua personalità non solo mentalmente, in quanto le “sue luci mentali” poco per volta si sono spente, ma anche fisicamente, poiché tale malattia degenerativa rende le persone molto magre, deboli.

Al dibattito è intervenuta anche la psicologa dott.ssa Katia Pinto, che ha affrontato e spiegato le varie problematiche dell’Alzheimer.

L'associazione, per mezzo della sua presidente dott.ssa Paola Cosmo, neurologa, si pone come fine l’assistenza alle famiglie: organizzando corsi di formazione, informando e aiutando i familiari di queste persone fornendo mezzi e sostegno sia per la cura e l'assistenza, sia per problemi legali quali la tutela e l'amministrazione di sostegno. Inoltre, l’associazione si pone l’obiettivo di organizzare corsi anche per il personale infermieristico e medico, nonché stimolare i dirigenti ASL ad effettuare una raccolta di dati riguardanti la situazione nel nostro distretto sociosanitario.

Tra le altre attività, fornire un sostegno psicologico a questi ammalati e alle loro famiglie e soprattutto creare un centro diurno che assista gli ammalati fornendo tutto quello che serva alle loro necessità, in modo da dare ai propri familiari un po’ di respiro, perché chi ha in famiglia un ammalato di Alzheimer è lasciato completamente solo: si crea il vuoto nella mente dell'ammalato che corrisponde, per riflesso, al vuoto che si crea intorno alla famiglia.

Come ha affermato il dott. Schino: “l'Associazione non si deve occupare di malati di Alzheimer famosi come Reagan, Kant, Monica Vitti, ma dare voce e sostegno a tutte quelle persone, e in Puglia sono tantissime, che non sono famose.”

Commenti 

 
#1 Angelina 2011-12-01 10:15
Grande plauso all' iniziativa. Nata per sostenere il buio che spesso circonda questo male terribile , l' impotenza dei familiari degli ammalati e che riduce la persona a non avere più memoria di sè nè degli altri. E conduce lentamente verso una fine annunciata. Grazie. Perchè ho vissuto il problema in prima persona e ne conosco le problematiche umane.
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