Giovedì 24 Maggio 2012
   
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OMICIDIO STRADALE, FAMILIARI E ISTITUZIONI SI CONFRONTANO

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Giovedì scorso 29 settembre, i putignanesi Mariano e Stefania Belviso, rispettivamente vice Presidente e consigliera dell’Associazione A.G.U.V.S. e Katia Schiavone, Presidente A.G.U.V.S. della Sede di Fasano (BR) hanno partecipato ad un incontro tra familiari di Vittime della strada e Istituzioni.

Il convegno tenuto nella Sala del Mappamondo a Palazzo Montecitorio è stato organizzato dalla scrittrice Barbara Benedettelli, da molti anni al fianco dei familiari delle Vittime di ogni tipo di violenza, compresa quella stradale; dalla Dott.sa Maria Rosaria De Simone, e da Valentina Pappacena, responsabile del centro aiuto di Latina Valore Donna. Barbara Benedettelli, autrice del libro "Vittime per Sempre", afferma: “Le vittime non hanno scelto di esserlo. Sono causa della scelta di qualcun altro. Meritano ascolto e Giustizia”.

Nella prima sessione, alcuni genitori hanno portato le loro tremende testimonianze, ponendosi come emblemi del dolore che colpisce e frantuma l’esistenza di migliaia di persone. Dolore che quasi sempre viene usato dai Mass Media nei primi giorni della tragedia, per essere dato in pasto al pubblico, che deve soddisfare la propria morbosa curiosità. Dopodiché, tutto cade nel silenzio; il protagonista del terribile evento viene rinchiuso a vita nella cella del proprio dolore, e il resto del mondo va avanti, compreso l’assassino, che come ben sappiamo non riceve alcuna pena, e anzi, viene tutelato e avvantaggiato dalla legge.

La mamma di Flaminia Giordani uccisa insieme al fidanzato Alessio Giuliani a Roma, da Lucidi che ad alta velocità - e sotto l'effetto di droghe - passava col rosso afferma: “Parlare di introduzione di norme più severe per questi assassini - ha spiegato - non è un atto di coraggio, è un atto di giustizia. È una cosa inaudita stare ancora a discutere se dobbiamo condannare o assolvere chi uccide sotto effetto di droghe o alcol. Il tutto davanti a sentenze che sono difficili da accettare perché nel nostro caso, quando siamo passati al secondo grado di giudizio è stata ribaltata la sentenza. Ma cose si fa a essere così incerti su tutto? Sono cose che ti sconvolgono!”.

A fare da eco, Stefano Guarnieri, papà di Lorenzo, ucciso da un uomo che aveva bevuto 15 lattine di birra, due bottiglie di vino e che era drogato. Quest’ultimo, assieme al Sindaco di Firenze Matteo Renzi, l'Asaps e l'Associazione Gabriele Borgogni e con la collaborazione di diverse associazioni dislocate sul territorio italiano, tra cui anche l’A.G.U.V.S., stanno portando avanti la raccolta firma sulla proposta di integrare il reato di OMICIDIO STRADALE che ha raggiunto quota 40mila adesioni. (http://www.giustiziavittimestrada.org/petizione_-_omicidio_stradale.html )

Testimonianze strazianti e tremende, ma Guarnieri è riuscito a convogliare questo enorme dolore, in proposte concrete. “La legge va cambiata - spiega - se a mio figlio invece di ucciderlo gli avessero rubato il portafoglio, il ladro si sarebbe beccato da 3 a 5 anni. Invece, l’hanno ucciso in questo modo e il colpevole è libero. Il nostro è un omicidio di serie C, perché quando noi parenti delle vittime entriamo nei tribunali ci dobbiamo adattare a una legge fatta male. Non possiamo parlare nei tribunali, sui giornali troviamo poco spazio e politici, avvocati e giudici spesso ci trattano come rompiscatole.”.

Successivamente hanno preso la parola i genitori di Antonello Zara, ucciso in Sardegna nel 2008 da un ragazzo che ha invaso la sua corsia di marcia; la mamma e il fratello gemello di Andrea De Nando, ucciso a Peschiera Borromeo davanti agli occhi di Cristian mentre attraversavano le strisce pedonali; il papà e la sorella di Alex Di Stefano, ucciso da un ragazzo che ha invaso la sua corsia di marcia - la madre si suicidò vinta dal dolore; la mamma di Giuseppe Magnifico, ucciso all'Aquila da un uomo che andava ad alta velocità.

Dopo le testimonianze dei familiari, hanno dato con il loro intervento, un più che apprezzabile contributo: il Presidente della Fondazione ANIA, dottor Sandro Salvati, l'avvocato Domenico Musicco esperto diritti delle Vittime, l'Onorevole Mario Valducci(Pdl), Presidente della Commissione Trasporti; L'Onorevole Silvia Velo(Pd),Vicepresidente della Commissione Trasporti; il Senatore Luigi Grillo(Pdl), Presidente dell'VIII Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato; il Senatore Stefano Pedica (Idv), Vicepresidente della XIV Commissione permanente politiche Unione Europea; il Sentore Luigi Li Gotti (Idv), Vicepresidente del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa. Unica nota stonata di un evento ben organizzato e molto proficuo, l’assenza del ministro della giustizia, l’Onorevole Nitto Palma, che ha disertato il convegno per altri impegni istituzionali.

omicidio-stradale-aguvs-confronto-bis“Nella maggior parte dei casi, tre italiani su dieci - ha spiegato Salvati - non si conoscono I limiti di velocità. La velocità alcol e droga sono i maggiori responsabili di morte da incidente stradale. E se la sanzione fosse cosi pesante ci sarebbe un fortissima deterrenza. È necessario introdurre una norma diversa e più dura. L’84 % degli italiani è d'accordo nell’introdurre il reato di omicidio stradale”.

Importante il contributo di Mario Valducci, facente parte della commissione trasporti: “Come commissione - ha spiegato - abbiamo votato all'unanimità tutte le iniziative per migliorare la sicurezza stradale e abbiamo appoggiato fin da subito il progetto di Omicidio Stradale. Io non sono un giurista, ma dobbiamo risolvere questo problema delle sanzioni: purtroppo nella realtà le sanzioni non vengono mai applicate a chi uccide con l’auto perché chi commette il reato passa pochi giorni in galera. Quindi noi con questo provvedimento legislativo vogliamo dividere il codice in due, la prima parte che si occupa dei comportamenti, la seconda che si occupa di chi produce cose correlate alla sicurezza stradale. Una rivoluzione”.

Valducci ha ragione, si tratterebbe di una rivoluzione perché non è vero che in questo settore “ci sono le leggi, basta solo applicarle” come recita uno dei più triti luoghi comuni. Insomma, se in Italia abbiamo ancora 12 morti al giorno per incidenti stradali una fetta di colpa va anche alle leggi, per cui oggi i familiari delle vittime hanno chiesto di cambiare con forza. Ed è stato bello vedere seduti politici di schieramenti diversi allo stesso tavolo, ma con le stesse intenzioni.

Al termine dell’incontro durato quasi quattro ore, i familiari hanno scambiato le loro impressioni sul convegno, confidando sull’impegno preso dall’Onorevole Mario Valducci, per una celere quanto imminente discussione in Parlamento. Ora, attendiamo speranzosi che le promesse dei politici, si trasformino in impegno concreto per dare alle vittime la giustizia vera di quella Legge Italiana che “dovrebbe” essere uguale per tutti, e per fare in modo che molte di queste tragedie possano essere evitate.

Per visionare il video integrale del confronto tenutosi nella Camera dei Deputati: CLICCA QUI!

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