Giovedì 24 Maggio 2012
   
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TRECCIA DELLA MURGIA E DEI TRULLI, PRESTO MARCHIO DOP

treccia-putignano

Il marchio collettivo “Treccia della Murgia e dei Trulli” potrebbe diventare presto un marchio DOP. Il processo è stato avviato dal Gruppo di Azione Locale “Terra dei trulli e di Barsento” con la costituzione di un’Associazione Temporanea  di Scopo che coinvolge produttori e trasformatori del latte bovino, i quali stanno perfezionando il disciplinare di produzione con la collaborazione dell’Università agli Studi di Bari.

Il lancio ufficiale del marchio e del prodotto si terrà giovedì prossimo 6 ottobre alle 18.30, durante un convegno nella Biblioteca Comunale di Putignano, con lo scopo immediato di coinvolgere l’indotto turistico, ristoranti, gastronomie e locande, nella valorizzazione della tipicità, oltre naturalmente alle Istituzioni locali a tutti i livelli, Regione, Provincia e Comuni, Camere di commercio, Associazioni di categoria.

Alla serata di presentazione, interverranno: Gianvicenzo Angelini De Miccolis (Sindaco di Putignano), Stefano Genco (Presidente GAL), Francesco Schitulli (Presidente Provincia di Bari), Alessandro Ambrosi (Presidente Camera di Commercio), i Sindaci dei Comuni aderenti al GAL, Michele Faccia (Docente Università degli Studi di Bari - Facoltà di Agraria) e Pino Salamon (Presidente Regionale ADOC Puglia). Le conclusioni della serata saranno affidate all'Assessore Regionale alle Risorse Agroalimentari, Dario Stefàno, mentre il convegno sarà moderato dal giornalista Massimo Bianco (Caporedattore di TeleNorba). Al termine si procederà alla degustazione della “Treccia della Murgia e dei Trulli”.

La “Treccia” è un prodotto lattiero caseario che sarà realizzato con caseificazione naturale ed esclusivamente con latte della Murgia. La Treccia tradizionale, quella che veniva prodotta nelle masserie e poi nei primi caseifici, si ottiene utilizzando il “siero innesto”, ossia il liquido di fermentazione risultante dalla caseificazione del giorno prima, cioè il “siero madre”. Il siero va mantenuto e curato consentendo la produzione di pasta filata, il cui prodotto finito mantiene qualità organolettiche eccellenti e valori nutrizionali unici. Questo procedimento, non utilizzando né acido citrico né acido lattico, consente la valorizzazione del latte, che con la sua freschezza, con i profumi stagionali dei pascoli, con la cura degli animali e con i controlli rigorosi consente di realizzare un prodotto gustoso e di qualità.

Il Dop è un riconoscimento europeo che andrà a premiare lo sforzo dei produttori locali di portare sul mercato prodotti di altissima qualità e di completa tracciabilità. Prodotti che vengono da allevamenti controllati, in una filiera produttiva che fa della salvaguardia delle caratteristiche del prodotto una garanzia per la difesa del consumatore. Il territorio di produzione della Treccia è legato ai comuni del GAL con epicentro a Gioia del Colle, Noci e Putignano.

treccia-putignano-bis“Il progetto di riconoscimento del marchio Dop – spiega Stefano Genco presidente del GAL – è stato fortemente voluto dal Gal, perché rappresenta un’opportunità per preservare la tradizione, qualificare la filiera, evidenziare le caratteristiche del latte e per creare un ulteriore punto di forza nell’ambito delle attrattive enogastronomiche del territorio. Le promozioni inizieranno nei ristoranti per far conoscere il più possibile questo nostro prodotto di eccellenza”.

La richiesta della DOP non è una operazione commerciale ristretta esclusivamente ad un prodotto tipico, ma si pone come vera e propria promozione del territorio, poiché intreccia strettamente l’agricoltura di avanguardia con le tradizioni antiche e con le moderne tecniche di marketing territoriale. Scopo dell’iniziativa è creare intorno al marchio nuove possibilità di sviluppo economico ed attrattività turistica, incentrata sulla qualità e sul rispetto dell’ambiente.

Nell’ambito delle attività previste rientreranno quelle della formazione dei produttori e dei casari, oltre che di quella di consumatori consapevoli e responsabili. Una filiera virtuosa che faccia scaturire dalla valorizzazione di un prodotto straordinario per qualità e appetibilità occasioni di sviluppo e crescita del territorio. Utilizzazione di materie prime locali e certificate, professionalità degli operatori, stretto collegamento con la rete di diffusione commerciale e della distribuzione, interazione con il sistema della ristorazione e della distribuzione fuori dal territorio pugliese, sono alcuni dei punti su cui già lo stato di avanzamento del progetto si va consolidando.

MARCHIO DOP PER LA "TRECCIA" - Servizio di AntennaSud

Commenti 

 
#7 GUNNY69 2011-10-06 13:11
3 precisazioni:
DOP= DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA, che non significa che la materia prima deve essere della zona, mentre lo deve essere il luogo.
il latte pugliese non è buono quanto il francese e il tedesco.
Vedo che tra gli ospiti non c'è nessuno della Grande Distribuzione, pertanto comprendo che chi ha organizzato l'evento, di mercato ha poca conoscenza.
Chiudo con il Prof.Schittulli, oltre a rappresentare la provincia, ricordo ai pochi che non lo sanno che è un medico molto stimato e PULITO. grazie
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#6 revenge 2011-10-04 17:14
@ fracnesc, dop = di origine putignanese!!!
hihihihi
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#5 RIGOLETTO 2011-10-01 23:33
"La “Treccia” è un prodotto lattiero caseario che sarà realizzato con caseificazione naturale ed esclusivamente con latte della Murgia."
Quindi le trecce di Putignano non sarammo DOP dato che non sono fatte solo con latte della murgia.
E schittulli è DOP o LOF ?
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#4 francesc 2011-10-01 15:57
Schittulli? Grazie a lui ho capito quanto sia inutile l'ente Provincia. Grazie!

p.s.: voglio comprare solo latte nostrano e fatto da mucche, ok? Basta alle lobby che portano il nostro latte a nord e noi beviamo quello che da nord viene portato giù. La lobby alimentare è da combattere.
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#3 Paolo 2011-10-01 10:50
Ma Schittulli a cosa serve?
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#2 Antonio Nebbia 2011-10-01 10:42
Spero che si vada ben oltre il disciplinare, autoregolamentandosi in modo ancor più severo. Tanto per dire: la Bresaola della Valtellina DOP usa carne argentina e così il prosciutto San Daniele "del Friuli" DOP può usare suini cresciuti dalla Toscana in su. Il caciocavallo Silano viene prodotto a 200 km dalla Sila, cioè anche dalle nostre parti. Il Pecorino Romano viene prodotto in Sardegna (non c'è niente di male, per carità).
Insomma, mi auguro che tutto sia lineare e dichiarato, ma soprattutto, l'auspicio è che questo marchio non determini un aumento dei prezzi, perchè la logica vuole che: se il latte è locale e dal luogo di produzione a quello di vendita non si fanno troppi chilometri (meno trasporto), le spese dovrebbero essere contenute.
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#1 Francesc 2011-10-01 07:37
che significa DOP? significa che potremo comprare latticini fatti al 100% di latte nostrano?...
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