Giovedì 24 Maggio 2012
   
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IL PROF. GIANNUZZI RELAZIONA SULLE TEMATICHE GIOVANILI

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Nella serata di mercoledì, 28 settembre, il prof. Mario Giannuzzi, docente di filosofia nei licei baresi, nonché esperto presso il Centro Culturale Diocesano “Maria Madre della Sapienza”, ha relazionato sulle tematiche giovanili, in occasione dell’Agorà dei Giovani, organizzata nell’ambito dell’iniziativa diocesana “Missione Giovani”.

L’incontro, moderato da Francesco Russo, si è aperto con la visione di alcuni filmati che hanno introdotto alla tematica della serata, mettendo in evidenza alcuni significativi dati statistici con i quali si fotografa la difficile situazione sociale dei giovani del nostro paese, record negativi che spettano in modo particolare all’Italia meridionale: oltre un milione e mezzo di giovani sotto i 35anni sono senza lavoro; un ventenne su due è senza lavoro; il momento più complesso è fra i 15 e 24 anni; il 29,6% dei giovani sono disoccupati; dal 2008 l’occupazione giovanile è diminuita di 900mila unità.

Il prof. Giannuzzi, analizzando i disagi, i bisogni e le speranze delle nuove generazioni, sostiene che “il disagio è una caratteristica della nostra esistenza, per cui non appartiene solo ai giovani, ma anche agli adulti e agli anziani. Una vita senza bisogni sarebbe insensata, poiché il bisogno accompagna la nostra vita. Infine, la speranza ci sorregge, quando la fede e la carità vengono a mancare”.

Il relatore della serata è convinto che i problemi, i bisogni e i disagi dei giovani non devono essere affrontati, risolti e soddisfatti dagli adulti, nonostante nella nostra mentalità gli adulti considerano i giovani eternamente dei bambini, diventando nei loro confronti iperprotettivi.

Sono stati notevolissimi i temi giovanili toccati dal prof. Giannuzzi: la scuola che “non deve continuare ad essere un parcheggio dei giovani, ma deve diventare un palestra di vita”, la disoccupazione giovanile con “giovani che non vogliono essere occupati, perché preferiscono vendersi alle mafie e alla politica”, il lavoro con il quale “si potrebbe diventare artefici della propria vita. Invece di cercare un posto di lavoro all’infinito, i nostri giovani potrebbero crearselo”, la generosità dei giovani che viene sfruttata in particolare nel campo del volontariato.

Il prof. Giannuzzi ha tentato di spronare i giovani: “non alienatevi! Non consegnatevi al sistema! Così rinuncereste alla vostra libertà! L’obbedienza non è una virtù, bisogna imparare a disubbidire”. Secondo il docente di filosofia, è arrivato il momento che i nostri giovani avviare una “lotta organizzata all’evasione fiscale, perché se attendiamo i politici non si farà mai. Richiedendo sempre lo scontrino fiscale, la ricevuta fiscale. L’esempio sono stati i giovani del ’68, che hanno provocato un cambiamento, i quali però si sono piazzati, senza voler lasciare la posizione acquisita”.

Il prof. Mario Giannuzzi ha concluso con un messaggio ai nostri giovani: “amate l’Italia meridionale e se possibile fatevi riconoscere! Nonostante tutto, sono ottimista sul futuro delle nuove generazioni…”. La serata è proseguita con un interessante dibattito sui problemi legati al mondo dei giovani.

È stata l’occasione ideale per conoscere i dieci giovani seminaristi che dal 23 al 30 settembre sono stati accolti nelle rispettive parrocchie cittadine. Si tratta di Sergio Simone, Nicola Grosso (Parrocchia di San Pietro); Alfredo Gabrielli, Alessandro D’Angelo (Parrocchia di San Domenico); Ivan Cavaliere, Antonio Tondi (Parrocchia di San Filippo Neri); Francesco Cesaria, Giuseppe Bresciana (Parrocchia del Madonna del Carmine).

Commenti 

 
#2 donatololiva 2011-09-30 15:14
Bravo prof. esperto culturale presso un centro diocesano, sono sempre stato del parere che l'"alienazione" è il termine che collega il marxismo al cristianesimo. Questo signore merita tutto il mio rispetto.
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#1 piantina 2011-09-30 06:18
"non alienatevi! Non consegnatevi al sistema! Così rinuncereste alla vostra libertà! L’obbedienza non è una virtù, bisogna imparare a disubbidire". Qualcuno me lo può spiegare meglio? Mi ricorda i SexPistols, i Clash e tutti i punk. Quasi che il mondo si sia capolvolto.
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