Giovedì 24 Maggio 2012
   
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GIOIESE ''MIRACOLATO'' DALLA MADONNA DI MEDJUGORJE

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7 settembre del 2002. Giuseppe Capodiferro, come ogni giorno, si reca al lavoro. Ha sessanta anni ed è ancor pieno di energia, in famiglia il suo contributo è indispensabile. L’agilità di giovane carpentiere, ora che è alle soglie della pensione, è sostituita dall’esperienza, non teme l’altezza né ha mai sofferto di vertigini.

Alle 7.30 un incidente cambia il corso della sua vita. Cade dall’impalcatura su cui è salito per lavorare ed è vittima di un triplice trauma cranico che lo porterà su una sedia a rotelle.

Il calvario ha inizio! Non è facile accettare ed affrontare la realtà di dover convivere per sempre con una così grave e devastante infermità, soprattutto se non vi è speranza di guarigione, se si è l’unica fonte di reddito per la famiglia e i figli, con le loro famiglie, vivono lontano da casa.

Francesca, sua moglie, lo accudisce con amore e tanto coraggio, il suo affetto è profondo. Giuseppe era davvero un bel ragazzo e aveva vent’anni, quando si innamorò di lei.  Quattordicenne, mora con gli occhi azzurri e bella come un fiore, Francesca era una delle fanciulle più graziose del quartiere del Sacro Cuore. Nel suo sguardo ieri ed ancor oggi determinazione, intraprendenza e ottimismo, qualità che la sosterranno non poco nelle avversità.

miracolo_medjugorieFrancesca non lo abbandona un istante, la sua missione è aiutarlo a vivere la disabilità nel più confortevole dei modi. Lo porta a passeggio sulla sedia a rotelle, lo rende partecipe di ogni evento, condivide tutto con lui, nonostante i segni della caduta rendano difficile anche le più semplici azioni quotidiane e persino il comunicare.

L’incidente ha leso alcune aree cerebrali. Giuseppe è in preda a un continuo tremore, parla con difficoltà, può far ben poco da solo e il suo stato di salute è destinato a peggiorare nel tempo, negandogli anche il più piccolo barlume di autonomia.

Il piccolo appartamento in cui vivono non ha ascensore, è necessario dotare la scalinata di un costoso montacarichi, una delle tante spese che chi vive nella disabilità deve mettere in bilancio, al pari di mille altri disagi. Trascorrono così, tra alti e bassi, lotte per veder rispettati i propri diritti e qualche disillusione, nove anni.

La forza d’animo e la fede non abbandonano Francesca, ma un timore si insinua nel suo animo. Se non dovesse star bene, chi accudirà Giuseppe? Alla stanchezza fisica e psicologica subentra lo sconforto e con esso un desiderio: recarsi a Medjugorje per pregare e chiedere aiuto alla Santa Mamma, alla Madonna.

miracolo_madonnaFrancesca prende contatto con chi organizza pellegrinaggi, ma il gruppo gioiese non si forma. Le consigliano di contattare una associazione di Adelfia. Un gioiese che lavora presso l’Acquedotto pugliese ne fa parte, partiranno insieme per raggiungere il porto di Bari e salpare sul traghetto.

Il 1° settembre giungono a Medjugorje, il 2 è prevista la visita nel mistico luogo in cui la Madonna apparve ai veggenti, la collina delle apparizioni a ridosso del villaggio di Podbrdo a Bijakov. Francesca accompagna Giuseppe, seduto sull’ormai inseparabile sedia a rotelle, sotto un albero, all’ombra. Da lì può osservare la collina. Gli raccomanda di star tranquillo e pregare, per lui sarebbe estremamente faticoso seguire i fedeli.

Francesca si unisce ai devoti, raggiunge il luogo santo su cui si erge la statua di Maria con una mano sul cuore e l’altra tesa ai pellegrini. Prega intensamente affinché le sia data la forza di sostenere il peso della sua croce, prega per Giuseppe, per i malati, soprattutto per i bambini e le loro famiglie e per tutti coloro che hanno bisogno di aiuto ma non sanno pregare.

miracolo_medjugorie2Alza gli occhi al cielo, è terso, di un azzurro intenso. Si raccoglie, prega con rinnovato fervore, ad occhi chiusi. Li riapre per rivolgere uno sguardo struggente alla statua della Madonna, la dolcezza soffusa sul volto marmoreo è balsamo per il suo cuore e le dona speranza. Su di essa vi è una piccola nuvola. Diviene più grande, sembra quasi una aureola.

Continua a pregare, pian piano un presagio di pace le pervade mente e cuore e seda i suoi crucci. Torna a guardare il cielo, la nuvola ha assunto l’immagine della Madonna, ha le braccia aperte e sembra sorridere. Dalla mano destra pende un rosario. Francesca è in estasi, è una visione della Mamma Celeste! Una bimba a lei vicina dice alla sua mamma: “Guarda, la Madonnina!”. Non è la sola a vedere.

Torna da Giuseppe, una fiammella le danza nel cuore. Gli racconta di aver visto la Madonna e dell’immensa gioia vissuta. Tornano in albergo. Il giorno dopo raggiunge la croce in cemento alta otto metri, posizionata sul monte Krizevac. Affronta l’estenuante via Crucis, le ripide salite e i ciottoli levigati dal tempo e dalle lacrime dei fedeli, si inerpica con l’aiuto di un bastone, indossa il cappellino bianco di Giuseppe, non ha portato con sé l’acqua e ha tanta sete. Raggiunta la meta prega con la stessa intensità del primo giorno, poi lascia il cappellino e il bastone dietro la croce, sente di non averne più bisogno.

giuseppe-e-francesca7 settembre 2011. Francesca e Giuseppe si svegliano all’alba, alle 5.30. E’ ancora presto, l’accompagnatore verrà dopo le 7, è il giorno del ritorno a casa. Francesca propone a Giuseppe di andare nella Chiesa di San Giacomo per un ultimo saluto alla Madonna. Esce dalla stanza spingendo la sedia a rotelle nel corridoio dell’albergo Regina, distante poche decine di metri dal santuario. Si distrae nel riporre le sue cose, volge lo sguardo a Giuseppe ed esterrefatta lo vede alzarsi e camminare speditamente verso l’uscita. Non crede ai suoi occhi, lo raggiunge, lo afferra, teme possa cadere, ma lui tranquillo procede verso l’ingresso per andare a pregare in chiesa.

Sono le 7.30, sono passati esattamente nove anni dal tragico incidente.

Francesca esulta, sa di essere al cospetto di un evento miracoloso, vuol condividere con tutti la gioia di questo momento e invita i compagni di viaggio ad uscire dalle loro stanze. Giuseppe è lì, in piedi e cammina! In chiesa si inginocchia da solo davanti all’altare e prega, tra la commozione di tutti i presenti.

Il ritorno a casa si svolge in un’atmosfera di sogno.  Figli e nipoti in lacrime abbracciano Giuseppe e Francesca. La commozione attanaglia anche il dottore di famiglia, Salvatore Favale che - invitato a far visita all’ammalato - lo vede alzarsi e andargli incontro con un sorriso.

giuseppe-francesca-amiciNei giorni seguenti i vicini di casa assistono increduli alle “passeggiate” di Giuseppe e Francesca, che pur non rinuncia a farlo sedere in carrozzina per i tragitti più lunghi. E’ festa nel Centro di Ascolto di cui Francesca è volontaria, ancor di più nell’associazione in cui Giuseppe trascorre parte della giornata e tra pochi giorni anche nella Parrocchia del Sacro Cuore, quando tutta la comunità si riunirà attorno a loro.

Lo stesso Paolo Brosio, mediatico testimonial di Medjugorje, al corrente della guarigione, verrà a Gioia per salutare Giuseppe e Francesca. Mentre passeggiano in Piazza Dalla Chiesa, salutati da amici e conoscenti, i due coniugi sorridono e tenendosi per mano affrontano il futuro, passo dopo passo, consapevoli che la vita, seppur lastricata di inevitabili insidie, va vissuta con gioia e speranza.

Anche le più strazianti ferite inferte da inesplicabili fatalità possono rivelarsi strumento divino per rinvigorire affetti, valori familiari e tiepide fedi, non ancora temprate nel rovente crogiuolo della sofferenza. Un messaggio di speranza per tutti coloro che credono e soprattutto per quanti negano i prodigi della fede, pietrificati da scettiche certezze.

(Scatti fotografici gioiesi a cura di Donato Stoppini)

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Commenti 

 
#11 Rosa Scognamiglio 2011-09-20 22:16
Lode a Dio per aver donato a noi suoi figli la Mamma del Cielo.
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#10 ROBERTO CRESCENZI 2011-09-20 10:53
31 ANNI.OPERATO (PER LA SECONDA VOLTA) IL 28 GIUGNO 2011 AL FEGATO E SURRENE X TUMORE ESTESO GIUNGO DALLA MADONNA IL 19 LUGLIO IN AUTO E SALGO LA COLLINA DELLE APPARIZIONI SOLO CON MIA FIGLIA IN BRACCIO SENZA SENTIRE PIU' ALCUN DOLORE DOVUTO ALLA FERITA(45 PUNTI) CHE FINO ALL'ARRIVO SI FACEVA SENTIRE.
CHE DIRE....!SEMPLICEMENTE GRAZIE MADONNA MIA!!
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#9 celeste 2011-09-19 16:40
lode lode lode al Signore nostro Dio, che continua a far meraviglie tramite la sua Mamma.@Chiarella mi sono chiesta molte volte anch'io perche' ad alcuni si e ad altri no...quello che ora comprendo che il miracolo in se non e'solo per chi lo riceve ,ma per tutti noi,come segno, per la nostra poca fede...in definitiva la guarigione del corpo e' poca cosa difronte a quella dell'anima.
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#8 Francesca, mamma 2011-09-19 00:48
Claudio Chiarella la tua è la domanda di sempre e di molti, normale farsela! Ognuno porta la sua Croce e per tanti è molto pesante e noi siamo uomini fragili! Sicuramente i nostri limiti umani non ci permettono di conoscere i progetti di Dio, le Sue vie, i Suoi pensieri. La preghiera sincera, costante, ci permette di aprirci alla speranza,e poi... quel che sarà sarà, alla volontà Sua.
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#7 mino 2011-09-18 20:56
Per la dolcissima (o dolcissimo)angelmaycry.
Mi sovviene un pensiero dal più profondo del mio cuore...............và cuct!!!
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#6 operaio 2011-09-18 07:32
Sicuramente ognuno ha il diritto di esprimere il proprio pensiero, ma non capisco perchè i commenti 2 e 3 sono così aspri. Se tutto quello che è scritto sopra è vero, e io ci credo, è un segnale forte di cui noi comuni mortali dovremo fare tesoro. ormai la nostra società vive solo di divertimento, invidia, gelosia, cattiveria e violenza. Invece bisogna fermarsi riflettere amare il prossimo e rispettarlo.
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#5 Carmelo Donvito 2011-09-17 18:25
Sono appena tornato da Madugorje (per la seconda volta) ed ogni volta che torno mi sento rinnovato nello spirito, pieno di amore per il prossimo. La Madonna chiama per donare tutte le grazie che Dio desidera donare. Noi gioiesi siamo fieri ed orgogliosi perchè la Gospa ha guarito un nostro fratello...Che Dio ti benedica Giuseppe e Francesca...avanti tutta!!!
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#4 lori suma 2011-09-17 12:44
io sono reduce da un pellegrinaggio e posso testimoniare a gran voce che quello che si prova in quel luogo è un terremoto interiore che cambia totalmente la tua vita. Non si può descrivere la ridda di sentimenti ,ma soprattutto la sensazione di quiete in mezzo a milioni di persone.Io posso solo dire grazie,grazie Mamma Maria:
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#3 Luca Bianco 2011-09-17 10:45
Caro angelmarycry...
nessuno ti obbliga a leggere una notizia del genere se non è di tuo gradimento...
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#2 angelmaycry 2011-09-17 09:06
Ma per favore...pensavo che questo fosse un giornale serio...
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#1 Claudio Chiarella 2011-09-16 21:07
Queste sono storie ke mettono i brividi addosso,però ti danno la forza di andare avanti senza paure!!!!l'unica cosa ke mi kiederò sempre è xkè ad alcuni sì ed ad altri no?????cosa hanno fatto gli altri per nn meritarselo?????mah kissà se un giorno c saranno mai risposte!
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