Giovedì 24 Maggio 2012
   
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DOMENICA SI APRE LA STAGIONE DELLA CACCIA

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La stagione pugliese della caccia si aprirà ufficialmente domenica 18 settembre, si concluderà il 29 gennaio 2012 e sarà circoscritta in tre giorni a settimana, definiti in mercoledì, sabato e domenica con l’esclusione di lunedì, martedì, giovedì e venerdì. La caccia è consentita da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto.

Il calendario prevede anche il carniere consentito per specie e giorno di caccia e, molto importante, le singole specie di selvaggina che può essere cacciate nei vari periodi della stagione, come previsto dall’art. 4:

  • dal 18 settembre al 19 ottobre: tortora;
  • dal 18 settembre al 06 novembre: quaglia;
  • dal 18 settembre al 31 dicembre: merlo, coniglio selvatico, lepre comune;
  • dal 01 ottobre al 31 dicembre: allodola,
  • dal 01 ottobre al 18 gennaio: germano reale, folaga, gallinella d’acqua, porciglione, moretta, frullino, canapiglia, pavoncella, alzavola, codone, mestolone, fischione, moriglione, beccaccino;
  • dal 01 ottobre al 30 novembre: cervo, daino, muflone;
  • dal 01 ottobre al 31 dicembre: cinghiale;
  • dal 18 settembre al 29 gennaio: ghiandaia, gazza, cornacchia grigia, colombaccio e volpe;
  • dal 01 ottobre al 15 gennaio: tordo bottaccio, tordo sassello e cesena;
  • dal 08 ottobre al 15 gennaio: beccaccia;
  • dal 02 ottobre al 30 novembre: starna;
  • dal 02 ottobre al 29 dicembre: fagiano

Come sempre precise e puntuali giungono le raccomandazioni del Corpo Forestale dello Stato, il quale non manca di ricordare che occorrere essere prudenti sempre e maggiormente nei primi giorni di caccia che vedono una notevole partecipazione di amanti di questa pratica, oltre alle tante persone che raccolgono funghi o prodotti autunnali del sottobosco.

A tal proposito è stato stilato un decalogo, con le raccomandazioni più importanti per far si che l’esercizio della caccia si svolga in maniera sicura per se stessi e per gli altri e per non incorrere in sanzioni amministrative che, in alcuni casi, potrebbero avere anche risvolti di carattere penale:

  1. non cacciare, per un periodo non inferiore a 10 anni, sulle superfici boschive percorse da incendi;le informazioni relative a tali aree sono reperibili presso i catasti comunali;
  2. controllare meticolosamente lo stato delle armi, del munizionamento e dell’equipaggiamento personale e rispettare sempre le disposizioni sull’uso e/o sul trasporto dei mezzi di caccia;
  3. verificare la regolarità dei documenti necessari per l’esercizio venatorio (porto d’armi, licenza di caccia, assicurazione, tesserino venatorio regionale, etc);
  4. provvedere al pagamento delle tasse governative e regionali nonché a tutti gli adempimenti richiesti dagli ambiti territoriali di caccia (ATC) e dai comprensori alpini (CA), previsti dalle rispettive normative regionali;
  5. accertarsi correttamente di quali siano i confini di eventuali Parchi, o altre aree protette, all’interno dei quali è assolutamente vietata la caccia, e se siano presenti ulteriori zone di protezione “a cuscinetto” sul perimetro;
  6. documentarsi correttamente su quali siano i limiti dei propri ambiti territoriali di caccia e prestare la massima attenzione alle aree denominate Zone a Protezione Speciale (ZPS), all’interno delle quali l’attività venatoria è disciplinata in modo particolare, così come specificato nei vari calendari venatori provinciali, e alle zone umide, dove si ha l’obbligo di utilizzare munizioni con pallini di acciaio;
  7. conoscere bene le disposizioni del calendario venatorio provinciale ed eventualmente dei regolamenti relativi alla raccolta di funghi o di altri prodotti delle zone boscate;
    essere sempre certi delle specie selvatiche per le quali è consentito il prelievo venatorio;
  8. la selvaggina che non si riconosca, o che non si veda distintamente, non deve essere abbattuta;
  9. rispettare rigorosamente le distanze di sicurezza previste dalla legge per edifici, qualunque via di comunicazione, mezzi agricoli al lavoro nonché appostamenti di caccia fissi o temporanei; anche in caso di un minimo dubbio evitare ogni esplosione potenzialmente pericolosa;
  10. rispettare sempre l’ambiente circostante ed evitare di abbandonare rifiuti di ogni genere, ma soprattutto i bossoli delle cartucce, ormai tutti di materiale plastico;
  11. ricordarsi di detenere, trasportare e gestire i cani, da sempre i migliori “ausiliari” della stagione di caccia, in maniera rispettosa delle norme e delle loro esigenze comportamentali;
  12. si raccomanda, infine, il massimo rispetto delle colture agricole in atto.

Commenti 

 
#12 francyes 2011-09-20 08:27
Importante rispettare le distanze di sicurezza. Si può sparare di spalle solo se si è a 100 metri da case (anche se disabitate), strade anche provinciali e comunali, ricoveri attrezzi e laboratori agricoli, e metri 150 in direzione di questi. In quali zone dell'agro di Putignano, caratterizzato da forte urbanizzazione si potrebbe sparare rispettando le distanze imposte dalla legge sulla caccia 157/92 art.21 lett.e, f ?
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#11 Antonio Nebbia 2011-09-19 23:10
Cara Elisabetta, grazie per stimolare la discussione. Con un lapsus involontario hai detto "il tuo ragionamento che sarà sicuramente condiviso da molti altri cacciatori"... da molti "altri" rispetto a chi? Rispetto a me, che cacciatore NON sono? Ho solo messo sullo stesso piano tordi, cinghiali, polli, maiali, vitelli, sogliole e tonni. Se rispetto per gli animali deve essere, che lo sia per tutti! E poi il mio è stato un utile esercizio di anticonformismo, un elemento nel quale sono a mio agio. Poi accetto che le mie tesi non siano condivise, ma io ci credo fermamente altrimenti non le esporrei. Un saluto cordiale!
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#10 Acc! 2011-09-19 19:14
Condivido l'idea di Nebbia. Una domenica vidi una puntata di Report sugli allevamenti intensivi con particolari disgustosi, in confronto dei quali la caccia può essere anche accettabile. Non dimentichiamoci che l'uomo caccia da millenni...mentre alleva in batteria, con ormoni e schifezze varie, da pochi decenni: cosa è più giusto? cosa si addice di più al nostro essere anche animali, facenti parte di una catena alimentare? Boh...
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#9 elisabetta colaprico 2011-09-19 17:44
Caro Antonio,forse mi sta sfuggendo qualcosa del tuo ragionamento che sarà sicuramente condiviso da molti altri cacciatori e quindi per questo insisto nella discussione,vorrei semplicemente capire.
Domanda: perchè sparare da lontano ad un tordo o ad un cinghiale che neanche lo sanno che si è aperta la caccia contro di loro,è meno vile dell'uccisione di un vitello?
Non mi si vorrà mica dire che i cacciatori affrontano ad armi pari le loro prede! soltando in questo caso potrei accettare la caccia come esibizione di non viltà,a mani nude potete acchiappare tutti i tordi che volete!é soltanto un opinione!
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#8 Gerry 2011-09-19 09:10
...bene..... sparatevi l'un l'altro......
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#7 Antonio Nebbia 2011-09-18 17:26
Va bene Elisabetta, allora diciamo che non parlo del tordo ma del cinghiale o del cervo. Che sfamano un intero ristorante. Trovo più vile quel "boia" che punta una pistola alla fronte di un vitello inerme, che un cacciatore che spara da lontano. Sempre salvaguardando l'integrità di qualunque specie, si intende! Posso avere le mie opinioni, anche sbagliate è ovvio, ma tutt'altro che confuse.
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#6 elisabetta colaprico 2011-09-18 11:52
credo che alcune persone siano confuse e non se ne rendono conto,senza alcuna presunzione vorrei portarle a riflettere su alcuni fatti.
Non ci sono dubbi che anche nutrirsi del vitello significa aver sacrificato un essere vivente, ma con un vitello si sfamano in tanti mentre un tordo quanti altri esseri viventi può sfamare?(personalmente penso si possa ridurre anche il consumo di vitello).
In secondo luogo, vorrei davvero capire la motivazione che fa sentire orgogliosi di aver troncato l'esistenza di animaletti di cui non abbiamo assolutamente bisogno dato che nella nostra società non è certo il cibo a mancarci !
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#5 Antonio Nebbia 2011-09-16 20:46
Sono un ecologista convinto, non sono un cacciatore ma mi piace sempre ragionare con la mia testa. Chi è contro la caccia ma contemporaneamente si nutre di qualsiasi tipo di carne ha un atteggiamento (forse anche inconsapevolmente) ipocrita. Mangiare un pollo che è cresciuto per 3 mesi in pochi cmq è più etico che sparare ad un tordo che fino a quel momento è vissuto "felice" e in libertà...? Il quale potrebbe anche sfuggire al colpo di un cacciatore un po' orbo e riagguantare la libertà? E dei pesci che dire? Ci piace mangiare la nostra spigoletta al sale e le alici fritte? Cosa distingue un volatile con lo sguardo tenero e quasi "umano" (si chiama antropomorfizzazione degli animali) da un pesce dall'espressione fissa, al limite della stupidità? La questione essenziale è: la caccia NON dovrebbe intaccare specie in pericolo e NON contemplare irregolarità o bracconaggio. Su questo siamo perfettamente d'accordo. Se invece è fortemente regolamentata, tanto da incidere in modo trascurabile sulla popolazione di una specie, allora il problema qual è? Non dovremmo invece prendercela con i distruttori degli habitat naturali della selvaggina (i quali hanno abbattuto boschi, prosciugato laghi per costruire autostrade e periferie urbane) e con gli utilizzatori di antiparassitari, con i tralicci, fattori che tutti insieme - quelli sì! - hanno decimato gli animali selvatici...
Essere contro la caccia è un sentimento rispettabile, ma chi lo professa dovrebbe fare una riflessione mentre addenta l'hamburger, lo gnumeridd ma anche il bastoncino Findus.
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#4 Gino 2011-09-16 13:32
Per me la caccia è una delle arti più nobili.
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#3 elisabetta colaprico 2011-09-16 10:38
assolutamente contro la caccia!
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#2 Ed io pago ! 2011-09-16 08:11
Il calendario venatorio non è completo, manca il periodo in cui le prede possono cacciare i cacciatori come par condicio esige.
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#1 laghezza59 2011-09-16 05:57
c proprie ata' spara' a nu passaridd....sparat o vust.......
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