Venerdì 18 Settembre 2020
   
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IL PALAZZO DEL BALÌ OSPITA IL SET DI UNA FICTION DELLA RAI

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È stata una settimana particolare quella appena trascorsa nella nostra cittadina, con Piazza Plebiscito invasa da mezzi che fornivano corrente elettrica, che fungevano da camerini, da sala trucco, da uffici… E nel Palazzo Romanazzi Carducci un andirivieni di tecnici, maestranze, attori. Al piano terra dello storico stabile, la falegnameria e la sartoria. Sono state circa 70 le persone addette alla produzione del film tra attrezzisti, macchinisti, fonici, truccatori, costumisti, produttori, scenografi e arredatori.

Veramente un'impresa in piena regola, funzionante come un orologio meccanico: ogni rotella con la sua funzione, per scandire i tempi di realizzazione della fiction “Il Generale dei Briganti” (titolo provvisorio, ndr) che andrà in onda su RAI Uno presumibilmente in Novembre, suddivisa in due serate da 100 minuti. La storia è nota, è quella di Carmine Crocco, personaggio controverso, Brigante ma anche eroe popolare, ex soldato borbonico, uomo ferito nell'onore per le vessazioni subite nella sua esistenza da parte dei signorotti locali e dai piemontesi.

Un cast d'eccezione, a partire da Massimo Dapporto, attore mite e gentile. Christiane Filangieri, aristocratica non solo nella parte che interpretava. Quindi un carismatico Fabio Sartor, attore dal curriculum di eccellente livello. Poi il protagonista, Daniele Liotti, un fustacchione bruno contrapposto a Danilo Brugia, biondino dagli occhi chiari (nella parte di un medico di tendenze liberali). Bellissima Raffaella Rea nel ruolo di Nennella, la donna di Crocco.

Molto efficaci i briganti come Ninco Nanco, Caruso e altri, interpretati da bravissimi attori un po' meno noti, ma di grande credibilità nel loro "physique du rôle". Insomma, individui che facevano paura anche quando fumavano pacificamente una sigaretta nelle pause di lavorazione. Ma anche il continuo armeggiare con i telefonini da parte degli attori in costume tra una scena e l'altra donava loro un aspetto assai curioso e fortemente improbabile…

Come si realizzano le bevande in un film? Il vino rosso con succo d'uva. Qualsiasi altro liquore altro non era che una miscela di acqua e coca cola in proporzioni diverse. E poi le luci del direttore della fotografia, Fabio Olmi (figlio del noto regista Ermanno): che magia. Ogni ora del giorno e della notte veniva sapientemente simulata dalle fonti luminose e le gelatine colorate.

Pensiamo siano state molto contente le tante comparse putignanesi che hanno vissuto un'esperienza unica nella loro vita. Il nostro concittadino Dino Parrotta ha fatto ben di più: sotto la sapiente regia di Paolo Poeti ha interpretato benissimo un baffuto ufficiale piemontese che interloquiva con Danilo Brugia in una scena piuttosto lunga.

Gli arredi del Palazzo del Balì hanno fatto la loro bella figura, per le inquadrature a tavola si usavano le stoviglie originali di casa Romanazzi Carducci, anche se le pietanze (vere) languivano ore e ore tra un cambio di inquadratura e l'altro. Ma gli attori sembravano gustarli con soddisfazione, anche se a spizzichi.

Intorno alle ore 13.30 pausa pranzo di 1 ora. Ciascun addetto riceveva il suo “cestino”, una confezione che conteneva primo, secondo, contorno, frutta e dolce fornito da una rosticceria locale. Un’altra nota positiva della produzione, cioè aver coinvolto molte persone e realtà locali, pagandole il giusto e creando quindi un piccolo “indotto”, seppur per un breve periodo.

Operazione finale: quando intorno alle 19.30 tutti avevano lasciato il set, rimaneva un tecnico (salentino trapiantato a Torino) a trasferire la pellicola Kodak 16mm impressionata in giornata nelle classiche “pizze”, i contenitori rotondi a tenuta stagna, pronti per la spedizione urgente.

Il Palazzo del Principe Romanazzi Carducci, fiore all'occhiello di Putignano, è sembrato tornare brevemente a brulicare della sua vita reale di antica memoria. Avrà il suo momento di gloria nei titoli di coda del film. Ma ora le luci si sono spente nuovamente, le porte richiuse, in attesa della tanto agognata apertura al pubblico.

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