Il magistrato Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, è giunto a Putignano, offrendo una grande lezione di vita al numeroso pubblico che ha gremito la Sala Congressi del Centro “Giovanni Paolo II”, ubicato nel quartiere di San Pietro Piturno, divenuta la cornice ideale degli eventi sulla legalità organizzati dall’associazione barese GensNova.
Un convegno interessantissimo, moderato dal giornalista Dott. Mario Valentino, nel quale Gratteri ha raccontato numerosi aneddoti sull’ndrangheta, legate alla sua lunga carriera di magistrato e di studi sulla criminalità, dai quali è emerso un legame particolare tra l’ndrangheta e la Chiesa, con quest’ultima che si è avvalsa in differenti circostanze del “silenzio assenso”, in cambio il capomafia ha ristrutturato la chiesa.
“La forza della mafia – sostiene Nicola Gratteri - è di essere capace a risolvere rapidamente i problemi, mentre la nostra debolezza è la lentezza della giustizia, perché per concludere un futile contrasto civile si impieghiamo anni. Sono convinto che l’ndrangheta toglie la felicità, il sorriso e non crea lavoro, anche se in realtà ci vogliono farci credere questo”.
FRATELLI DI SANGUE - Il dott. Gratteri ha raccontato all’attenta platea putignanese il libro “Fratelli di Sangue”. Un saggio sulla ‘Ndrangheta scritto assieme al giornalista e studioso Antonio Nicaso, nato con lo scopo di smentire le “idiozie” che sentivano sulla ‘ndrangheta.
Si tratta di un libro di grandissimo spessore, definito dallo stesso autore “un mattone”, nel quale viene descritta la criminalità organizzata calabrese raccontandone la storia, la struttura e i codici. Il volume, redatto dopo tre anni di lavoro con un’approfondita ricerca presso l’archivio di Stato di Reggio Calabria, riporta una miriade di dettagli e documenti originali dell’ndrangheta , tra cui il rituale di affiliazione e la riproduzione di un codice manoscritto, sequestrato nel giugno del 1987 dal covo del superlatitante Giuseppe Chilà.
GIUSTIZIA - Gratteri ha sottolineato: “La giustizia italiana è la migliore al mondo, in modo particolare sulla lotta alla mafia. La nostra capacità organizzativa è superiore agli altri Stati europei, anche se sono più forti economicamente. Infatti, gli esecutori materiali della Strage di Duisburg sono stati individuati attraverso il DNA, recuperato dalla forfora dei capelli presente sul poggiatesta dell’autovettura”.
Al contrario, il procuratore calabrese è indiscutibilmente convinto di una “carenza di una normativa comunitaria europea. L’Unione Europea dovrebbe omologare il codice giudiziario, in particolare la legislazione anti-mafia si dovrebbe allineare con quello italiano, al momento definito tra gli esperti il più evoluto al mondo. Tra le diversità europee: in Germania non è possibile piazzare microspie nei locali, in Spagna non si possono effettuare blitz di arresti e sequestri di notte, come capita spesso in Italia, ad eccezione di blitz di terrorismo. Infine, in Olanda il sequestro non può attendere, nonostante ci sarebbero le condizioni per poter sferrare un colpo più importante”.
LACUNA LEGISLATIVA - Il magistrato ha fatto un paragone “incredibile”, che evidenzia una sproporzionata “lacuna” legislativa che consente al pluripregiudicato di partecipare ad un concorso nazionale, rispetto ad un semplice cittadino che non può parteciparvi per aver ricevuto una “futile” querela!
FEDERALISMO FISCALE - Secondo Nicola Gratteri, “il federalismo fiscale non è la soluzione ideale, perché localizzando il potere alle amministrazioni comunali, si agevolerà l’infiltrarsi delle mafie che di conseguenza darà più potere alla stessa ‘ndrangheta”.
INTERCETTAZIONI – Gratteri svela i costi delle intercettazioni: “si tratta del mezzo più economico, in quanto costa solo 10 euro + iva al giorno, rispetto ad un pedinamento che costerebbe circa 3mila euro, alla quale bisogna considerare la carenza di uomini delle forze dell'ordine. Senza le intercettazioni non andremmo da nessuna parte. Non è vero che ci sono 7 milioni di intercettazioni, perché altrimenti avremmo bisogno di 2500 ascoltatori. Le intercettazioni aumentano per il cambio di utenze, ma soprattutto per l’elevata diffusione dei cellulari, che ha raggiunto una media di due cellulari ad italiano”.
“Il vero problema delle intercettazioni è la loro pubblicazione sui giornali che andrebbe rivista, per evitare che vengono pubblicate telefonate riguardanti la vita privata di un soggetto. Negli Stati Uniti, se le intercettazioni interessano un politico viene pubblicato tutto, anche se si tratta di vita privata, in quanto si tratta di soggetto pubblico, mentre se coinvolgono un semplice cittadino, le intercettazioni private non vengono pubblicate.”
DETENUTI STRANIERI – Il magistrato ha lanciato un provocazione: “Le carceri sono oramai dei contenitori di persone, per cui sarebbe utile convenzionarsi con paesi, come Albania, Romania e Tunisia, dove i costi per la detenzione di un carcerato sono decisamente inferiori, rispetto al costo di un detenuto in Italia pari a 370 euro al giorno. L’Italia sostiene una spesa elevatissima per detenuti stranieri, che potrebbero scontare la loro pena nelle carceri del proprio paese.
La certezza della pena è diventata una mera illusione. “La pena – sottolinea Gratteri - deve essere grave, in base all’atto compiuto. Il mafioso deve essere consapevole che resterà nelle carceri per 30 anni e non potrà usufruire sconto ogni tre mesi per buona condotta”.
“Sono 25 anni che faccio il magistrato – svela Nicola Gratteri – per cui sono giunto alla conclusione che un ‘semplice’ omicida o un normale rapinatore può essere recuperato, mentre un mafioso non si ravvedrà mai, perché non accetterà mai di perdere il potere”.
LE GIOVANI GENERAZIONI – “È necessaria una scuola a tempo pieno, che insegni la lingua italiana, la matematica, la filosofia, la storia e che non permetta di abbandonare i ragazzi davanti alla televisione, al pc su Facebook o ancora alla playstation. L’unica arma per combattere le mafie tra i giovani è lo studio, per cui bisogna avvicinare i giovani alla lettura dei quotidiani e dei libri ai nostri giovani.
Secondo gli esperti giudiziari: “È più facile individuare l’esecutore materiale che il mandate, perché il primo potrebbe lasciare numerose tracce sul posto e sul tragitto, mentre per condannare il mandante non basta la collaborazione dell’esecutore, perché bisogna accertare il comando”. In merito al riciclaggio di denaro, Gratteri rivela che la cosa più difficile è trovare i soldi, perché le suddette attività sono effettuati da incensurati, per cui si tratta di un caso che comportata tempo.Gratteri ha salutato il pubblico putignanese confermando la necessità che “le regole devono essere cambiate dal Codice Penale al Codice di Procedura Penale. Le modifiche ci consentiranno di abbattere le mafie in un paio di anni”.
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1. ieri il tempo era autunnale, che cacchio sei andato a fare a mare?
2. apprezzare certi eventi e certe persone non è alla portata di tutti, purtroppo. Evolvetevi!