È stato presentato, nella serata di venerdì 24 giugno, il neo progetto dedicato ai rifugiati politici denominato “La nuova dimora”, promosso dall’amministrazione comunale di Putignano (ente capofila dell’Ambito Territoriale), gestito dall’ARCI di Bari e finanziato dal Ministero dell’Interno, nell’ambito del “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati politici”.
Il progetto, avviatosi da circa tre mesi, è volto all’accoglienza, all’integrazione ed alla tutela dei richiedenti protezione internazionale, dei rifugiati, dei titolari di protezione sussidiaria e umanitaria. I beneficiari sono, nello specifico, sia gli stranieri costretti ad abbandonare i paesi di origine perché non liberi di esercitare i propri diritti civili e politici, sia persone che fuggono da conflitti armati, ossia civili obbligati ad abbandonare la propria casa perché vittime di violenze atroci.
Sono 15 le persone migranti ospitate a Putignano alloggiati in tre diverse unità abitative: due famiglie curde-turche e cinque uomini di nazionalità iraniana, somala e pakistana, i quali fanno richiesta di protezione internazionale.
Il progetto di accoglienza avrà una durata complessiva di tre anni, però ogni sei mesi si alterneranno nuove famiglie e/o nuovi soggetti. In questi mesi, gli immigrati dovranno imparare a conoscere il territorio, dovranno trovare un lavoro, una casa e, successivamente, uscire dal progetto per consentire l’ingresso a nuovi rifugiati. I gestori supporteranno le persone migranti con percorsi d’integrazione, però dopo sei mesi, come previsto dalla legge italiana, i rifugiati dovranno abbandonare il progetto.
Il sindaco avv. Gianvincenzo Angelini De Miccolis ha spiegato di aver aderito a questo progetto in seguito ad una scelta ideale maturata sin dal 2004, al fine di confrontarsi con il “problema” dell’immigrazione. L’adesione dell’amministrazione comunale al progetto ha lo scopo di aprire la nostra comunità alle esperienze di vita di altre persone e di altri popoli. Avendo l’ambizione di favorire una cultura dell’integrazione e dell’accoglienza.
“Abbiamo aderito al progetto con un po’ di incoscienza, perché non sapevamo l’evoluzione e il programma, e con un po’ di indifferenza rispetto agli oneri amministrativi e organizzativi che si è dovuto sobbarcare l’Ufficio dei Servizi Sociali. Benvenuti – conclude il sindaco, rivolgendo ai 15 rifugiati politici – la vostra presenza ci aiuta a testimoniare che le paure si possono sconfiggere”.
"La nuova dimora - ha detto l’assessore comunale alle politiche sociali, Vito Genco - è per molti aspetti la rappresentazione di un’altra faccia della globalizzazione, che drammaticamente ci ricorda che in questo mondo, oltre alle merci circolano storie di vita di popoli e persone costrette alla condizione di rifugiato da un'economia e da una politica che vogliono così. Non è stato difficile sostenere l’integrazione di queste persone nel nostro tessuto sociale, poiché la nostra cittadina è un paese abituato ad accogliere”.
L’assessore Genco ha “sintetizzato” il senso del progetto con una citazione, tratta dal libro “Il pensiero meridiano” del barese Franco Cassano, nel quale si affermava che “… il confine non è dove il mondo finisce, ma il luogo si diverte e s’incontra …”.
“Grazie alla sensibilità e alla buona volontà politica dell'amministrazione Comunale di Putignano - ha detto Livia Cantore, presidente dell'ARCI di Bari - abbiamo la possibilità di insediare e far crescere, in questa bella zona della nostra regione, un piccolo angolo di accoglienza per gente che ha conosciuto gli orrori della guerra, della persecuzione e, in alcuni casi, della tortura. In questo particolare periodo di crisi in molte zone del Mediterraneo e del Sud del mondo, nessuno può permettersi il lusso di chiudersi nel proprio piccolo ambito: le frontiere sono aperte e la disperazione di tanti esseri umani non può lasciarci indifferente. Gli operatori dell'ARCI di Bari ed io stessa in prima persona, metteremo in questo progetto tutta la nostra collaudata professionalità e la nostra antica passione, e ci impegneremo per ricambiare la fiducia dell'Amministrazione, perché Putignano possa confermare anche in questo caso, la sua proverbiale tradizione di paese ospitale e accogliente”.
La festa “Chiamata alle arti per il diritto d’asilo” è proseguita nel cortile del Macello della Kultura e delle Emozioni, con la degustazione di piatti tipici turchi, somali, eritrei, pakistani e iraniani. Da cornice, musica etnica, giochi interculturali per bambini e dj set interculturale con Lorenzo Mazzotta. La suddetta iniziativa è stata promossa in occasione della Giornata del Rifugiato dello scorso 22 giugno e della Giornata a sostegno delle Vittime di Tortura del prossimo 26 giugno.
Il progetto LA NUOVA DIMORA prevede una serie di servizi volti all'acquisizione di strumenti utili per una futura vita autonoma:
L'ACCOGLIENZA
- sistemazione in appartamento ed erogazione settimanale di un contributo in denaro e buoni spesa
- orientamento e assistenza sociale attraverso la presenza di operatori che supportano i beneficiari nella conoscenza dei servizi fruibili del territorio
- corsi d’italiano interni al progetto
- supporto di mediatori interculturali
L'INTEGRAZIONE
- corsi promossi dai Centri Territoriali Permanenti per l'ottenimento dei titoli di studio o dei corsi brevi modulari di alfabetizzazione della lingua italiana
- supporto nell'iscrizione a corsi di formazione professionale e/o accensione di tirocini formativi
- percorsi di inserimento lavorativo, attraverso il sostegno nella redazione del curriculum e delle lettere di auto candidatura, nell'iscrizione ai CPI e nella conoscenza di tutte le agenzie e uffici per la ricerca del lavoro
- accompagnamento nella fase di uscita dal progetto attraverso il supporto nell'individuazione di soluzioni alloggiative
LA TUTELA
- il consulente legale fornisce le informazioni legate alla normativa italiana ed europea in materia di asilo e immigrazione e, in presenza di richiedenti asilo, provvede alla raccolta della memoria personale per l'audizione presso la Commissione Territoriale
- l'educatore professionale sostiene i beneficiari nell'elaborazione di un percorso di vita, tenendo conto delle risorse e delle problematicità di ognuno
- i progetti supportano i beneficiari nell'eventualità richiedano il ricongiungimento familiare, riconosciuto dalla Legge 189/02
GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO sono i seguenti:
-
Offrire vitto e alloggio
-
Orientamento sociale e legale
-
Mediazione linguistica e culturale
-
Inserimento scolastico e attività ludico-ricreative per i minori
-
Orientare al mondo del lavoro
-
Orientamento alla formazione professionale
-
Sostegno all'inserimento abitativo
-
Sostegno socio-psico-sanitario
-
Supporto nelle pratiche di rimpatrio assistito
-
Gestione dello sportello e della banca dati
-
Integrazione nelle comunità d'appartenenza qualora presenti sul territorio
-
Coordinamento interistituzionale già avviato con Enti Locali, Forze dell'Ordine, Amministrazioni
-
Sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tematiche dei richiedenti asilo e rifugiati, stimolando forme di solidarietà.
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