Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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PRESENTATI I RISULTATI DEL ''PROGETTO SENEX''

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La popolazione italiana tende ad invecchiare sempre più. E fin qui, un dato di fatto ormai acquisito, al limite del luogo comune. Cosa comporta questo "trend" di tipo anagrafico dal punto di vista sociale, culturale, sanitario? Fino a pochi decenni fa, l'età della popolazione poteva essere rappresentata come una piramide con una base molto larga (i giovani e giovanissimi) ed un vertice sempre più sottile e marginale: gli anziani. Oggi tale rappresentazione diventa più sfumata, la "terza età" è una fetta di popolazione numericamente consistente e che merita un'analisi ed un approccio totalmente diversi rispetto al passato.

Si sono sicuramente ispirati a queste riflessioni i promotori del "Progetto Senex - L'Uomo tra esperienza e saggezza" i cui risultati sono stati divulgati giovedì scorso in una conferenza tenutasi nella Sala Consiliare del Comune di Putignano, moderata da Roberta Misto de "L'Eco" e dall'avv. Maria Musso. Una interessante disamina dall'approccio multidisciplinare organizzata dal "Centro di ascolto e di accoglienza putignanese", che ha intitolato la propria associazione al compianto dottor Domenico Pizzolato, suo fondatore e animatore fin dal 1997 e recentemente scomparso. Questo Centro, che annovera tra i suoi componenti diverse figure professionali tra cui anche dei mediatori familiari, nella sua storia si è occupata anche di immigrati e delle problematiche del quartiere di San Pietro Piturno.

Il "Progetto Senex" consiste in una indagine statistica su un campione iniziale di 300 cittadini putignanesi ultrasessantacinquenni, successivamente ridotto a 130. Una indagine, come ha precisato il Presidente dott. Ignazzi, che ha avuto una prima versione dieci anni fa, ma che è giunta a compimento nel biennio 2008/2009. Con un ventaglio di 47 domande a risposta duplice o multipla, si è cercato di approfondire gli aspetti di: salute, situazione anagrafica ed economica, relazioni sociali - per fornire spunti di indirizzo alle istituzioni (ASL, Servizi Sociali…) in modo mirato verso le esigenze rinnovate e a volte inedite dei nostri anziani.

Il Sindaco avv. Gianvincenzo Angelini de Miccolis nel suo intervento introduttivo di saluto, ha lamentato gli scarsi flussi economici da parte del governo nazionale destinati agli enti locali, i quali devono fare di necessità virtù con le poche risorse disponibili. Uno dei risultati visibili di questi tagli è la soppressione del soggiorno climatico per anziani che tanto successo ha riscosso fin dalla sua istituzione, nel 2005. L'obiettivo, purtroppo al momento non realizzabile, sarebbe quello di istituire una rete sistematica di assistenza a domicilio comprendente sia l'aspetto sanitario che quello sociale, e che riguardi quella corposa fetta di anziani "che non stanno malissimo, ma neanche benissimo".

La parola è quindi passata all'Assessore alle Politiche Sociali, Vito Genco, il quale ha fornito delle cifre riguardanti il settore da lui diretto: Putignano è composta di circa 5.200 anziani e il bilancio di 600 mila euro raggiunge solo il 5% di questa popolazione. Il Centro Anziani conta circa 350 iscritti che si aggiungono ai 400 dell'Università della Terza Età. Dunque, una situazione ancora sostanzialmente rassicurante grazie anche all'opera insostituibile delle associazioni di volontariato cittadine.

L'intervento del dottor Sergio Zizzari, medico di base e rappresentante della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale, è stato particolarmente incisivo ed accorato. I medici di medicina generale di Putignano hanno quasi tutti sentito l'esigenza di "mettersi insieme" in Studi associati che garantiscono migliori servizi e possono coprire un più lungo arco temporale di supporto ai propri assistiti. Si tende sempre più a considerare dunque non più "la malattia" ma soprattutto "il Malato", con una sua storia che spesso necessita di un trattamento a domicilio che può essere espletato solo dalla figura dell' infermiere professionale, di cui si lamenta una carenza generale, e che a volte (com'è il caso del suo Studio) viene stipendiata internamente.

Il dottor Carlo Ignazzi, anch'egli Medico di Medicina Generale, ha lodato le associazioni ed i volontari (tra cui Pierino Patruno e Rosa Mongelli) che si sono prodigati per il buon esito del progetto. Come recita l'Organizzazione Mondiale per la Sanità: "le persone anziane sono un tesoro dell'Umanità e un capitale prezioso per le culture" e l'auspicio è che l'esistenza umana sia sempre più indirizzata verso l' "Active Aging", lo stile di vita che inneggia alla partecipazione, alla sicurezza e alla salute.

Le dottoresse in Psicologia Rosa Grazia Mongelli e Marinella Sansonetti hanno sostenuto che non è l'invecchiamento in sé il fattore dannoso nella persona anziana, quanto la difficoltà di integrazione e la perdita di alcuni ruoli nella famiglia e nel lavoro. La terza età dunque non è necessariamente una fase di decadenza, se è vero che molti geni del passato come Galileo, Franklin, Picasso, Renoir, Pavlov, Tolstoj hanno prodotto il meglio di sé proprio in vecchiaia.

Pertinente e appassionato è risultato l'intervento finale del dottor Cosimo Manca, Primario geriatra presso l'ospedale di Gioia del Colle. Un discorso basato sulla sua esperienza quotidiana, aneddotica, di pazienti che "lo ringraziano baciandolo" dopo la loro dimissione, a cui segue la sua preoccupazione personale per quei soggetti fragili che sono costretti a prendere "più di 5 farmaci al giorno". Un segnale evidente che questo particolare tipo di malato ha bisogno di affetto, di relazioni sociali, di "salute dell'anima" oltre a quella fisica. L'aspetto prettamente clinico è ormai sufficientemente soddisfatto da quella branca della medicina che è la geriatria, di nascita relativamente recente essendo partita in Inghilterra 80 anni fa con il pioniere dott. Warren, istituita in Italia con il primo corso di specializzazione nel 1961 e approdata a Putignano nel 1977 per merito del dott. Loliva. Di ancor più recente acquisizione è la "geragogia" che rappresenta per l'anziano quello che è la "pedagogia" nell'età infantile. Ossia il perseguimento di tecniche e metodi che possano condurre ad un "buon invecchiamento", una delle ambizioni di questa nostra società evoluta e trasformata. Cercando al contempo di mantenere il più possibile le caratteristiche di autonomia e autosufficienza, prevenendo con la scienza, ma anche con l'amore, il decadimento psico-fisico-sociale dei nostri insostituibili nonni.

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