Termina il ciclo di interventi organizzato dall’Amministrazione Comunale di Putignano in ricordo dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Si è cominciato il 16 marzo con la celebrazione del Consiglio Comunale assieme ai piccoli consiglieri, proseguendo il 18 marco con Festina Lente che ha parlato del Risorgimento Italiano e il 19 marzo con la partecipazione dell’On. Luciano Violante che ha disquisito riguardo l’etica pubblica. Ad aprile è toccato al prof. Spagnoletti illustrare l’Unità d’Italia nella storiografia contemporanea ed a Raffaele Nigro raccontare il brigantaggio. A maggio il prof. Poli ha invece spiegato i problemi economici nel Mezzogiorno prima e dopo l’Unità, mentre il prof. Sisto ha concluso facendo scoprire tanti putignanesi attivi nel processo unitario del Paese.
La relazione del prof. Sisto è stata preceduta dall’esibizione del coro de l’Università della Terza Età che ha eseguito canzoni storiche del nostro Paese come “O’ sole mio”, “O’ surdato ‘nammurato” e “Bellezza in bicicletta”.
Nel 1799 la Rivoluzione Napoletana diffuse gli ideali di libertà, uguaglianza e democrazia che hanno poi dato lo slancio, anche grazie all’aiuto della massoneria, alla formazione dell’Unità d’Italia. E proprio a Putignano la setta massonica “Il Pellicano”, con sede nell’attuale municipio, è stata importante in questo processo, una setta della quale hanno fatto parte tanti concittadini tra i quali Antonio Karusio.
I putignanesi più attivi nella Rivoluzione del 1799 sono tanti, partendo da Luigi Pasquale Casulli, sacerdote di S. Maria la Greca che dal pulpito diffuse i propri ideali finendo imprigionato e fucilato; Luigi Andrea Cacciottoli, il 1° agosto 1799 fu espulso dal Regno a soli 18 anni; Domenico Lippolis nell’aprile dello stesso anno, condannato, fuggì da Putignano ma fu aggredito ed ucciso dai suoi concittadini; passando per Francesco Serio, massone, e Pietro Domenico Valentini anche lui espulso dal Regno; Francesco Antonio Angelini fu invece seguace di Mario Pagano, per questo condannato all’esilio perpetuo dal Regno e suo fratello, Gianfedele Angelini, divenne anche sindaco di Putignano nel 1808 risultando fondamentale nella liberazione della città dai Cavalieri di Malta. Fu Gran Maestro de “Il Pellicano” ed eletto al Parlamento nel 1820, dopo la controrivoltà scappò da Napoli probabilmente tornando a Putignano sotto altre spoglie, i suoi figli furono perseguitati.
Altri putignanesi attivi: Donato Antonio Romanazzi, da prete si chiamò Padre Luigi, domenicano, il suo cranio è ad oggi conservato in qualche polveroso scaffale negli uffici dell’Ospedale di Putignano, l’auspicio del prof. Sisto è quello di riportarlo in una sede consona alla sua grandezza. E poi Giuseppe Maria Romanazzi, fu anche un poeta scrivendo componimenti in latino; Francesco Saverio Tateo fu un garibaldino e suo fratello, Giangiuseppe Tateo fu un grande personaggio del quale però Putignano si è dimenticato, cosa che non hanno invece fatto in paesi come Acquaviva e Taranto. Il Tateo fuggì da Putignano e morì a Nizza dove tutt’ora è sepolto, ed il prof. Sisto ha invitato l’Amministrazione non solo a dedicare una via a Giangiuseppe Tateo, ma anche a riportare le sue spoglie a Putignano.
Infine, Antonio Karusio, celebre è la sua torre falla, costruita come deposito di tesori tra i quali tanti autografi importanti come quelli di Garibaldi, Verdi e Mazzini. Karusio fu il simbolo più importante dell’Unità d’Italia a Putignano, poiché non si preoccupò nemmeno della scomunica, scrisse un interessante volume sui pregiudizi putignanesi e fu sepolto di notte senza conforti religiosi. Alla sua morte Karusio dispose un lascito di Lire 1000 da donare ai poveri.
Il prof. Sisto ha poi fatto un accenno alla toponomastica della nostra cittadina spiegando come le vie principali del centro siano intitolate ai maggiori personaggi ed eventi che hanno fatto la storia dell’Italia, uomini che rinunciarono alle proprie vite per gli ideali.
L’assessore Gianni Campanella ed il sindaco De Miccolis hanno ringraziato il prof. Sisto non solo per questo incontro ma anche per l’importante aiuto offerto nell’organizzazione di questo ciclo di eventi. Il docente putignanese ha voluto sottolineare come si sia cercato di non cadere nella retorica negli argomenti trattati in queste celebrazioni.
Il Primo Cittadino ha ribadito come sia importante conoscere la storia per potersi comportare in maniera adeguata e lasciare un buon futuro ai posteri. In fase di elaborazione ci sono altre attività rivolte soprattutto ai ragazzi delle scuole ed il 1° giugno alle 10.30 in Sala Consiliare si terrà la premiazione del concorso organizzato nelle scuole con elaborati riguardanti l’Unità d’Italia.

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Commenti
Condivido in pieno il tuo pensiero! Infatti leggendo questo articolo ho scoperto fatti e personaggi per me completamente sconosciuti. Peccato non aver potuto partecipare di persona a questo ineressantissimo incontro. Inoltre voglio fare i miei complimenti alla redazione di PutignanoWeb e in particolare al giornalista Ivan Daprile che ha saputo condensare in poche righe i fatti più salienti con estrema linearità. Distinti saluti.